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Sì ai motori termici anche dopo il 2035
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di Simone Torresan

Sì ai motori termici anche dopo il 2035

3 min.

Alcune modifiche al testo originario

L'Europa ha votato, in una giornata che diventerà storica, la messa al bando di motori che emettono CO2 a partire dal 2035. Sono state 3 le astensioni. Italia, Romania e Bulgaria. 1, il voto contrario della Polonia, mentre 23 i voti favorevoli.

Attenzione però, la vera novità di cui non si parlava precedentemente e di cui la Germania, in particolare, è sempre stata la prima sostenitrice, è che i motori termici continueranno a sopravvivere, ma senza utilizzare benzina o diesel.

I motori a combustione sono quindi "salvi" a patto però che venga utilizzato un combustibile neutro in termini di emissione di CO2 e che la loro creazione avvenga da fonti rinnovabili e/o CCS.

Stiamo parlando ad esempio degli e-fuel e non, come sembra al momento, dei biocarburanti in cui l'Italia invece sta puntando molto.

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Si ai motori termici anche dopo il 2035 | Elettronauti.it

Un processo graduale ma con il tempo contato

Come detto precedentemente, c'è una data fissata per le emissioni di CO2 pari a zero, ma esiste anche una tappa intermedia che prevede un calo del 55% in meno di emissioni dal 2030 (rispetto al 2021).

Nonostante la concessione degli e-fuel, l'obiettivo della legge resta una graduale e costante eliminazione delle fonti fossili per arrivare alla net zero, fissata per il 2050.

L'industria automotive tradizionale, per come la conosciamo oggi e che da lavoro a milioni di persone in Europa, ha però solo 12 anni per adeguare nuovi motori e creazione praticamente da zero dei nuovi carburanti per la distribuzione su larga scala.

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Stop definitivo a benzina e diesel dal 2035! | Elettronauti.it

Dispositivi anti avviamento e novità auto elettriche

Una delle condizioni che la Commissione ha previsto per dare il via libera è che le automobili siano dotate di dispositivi che riconoscono la tipologia di carburante nel serbatoio e non si avviino del tutto se viene introdotto diesel o benzina.

Le indicazioni su come realizzare i nuovi veicoli e i dispositivi annessi, sono attese per l'autunno di quest'anno.

La legge recentemente approvata porta con se anche novità per le auto elettriche: le stazioni di ricarica di ultima generazione, con almeno 400 kW di potenza, dovranno essere installate ogni 60 km sui principali assi stradali indicate nelle reti prioritarie dei trasporti europei entro il 2026.

Certamente è un processo non privo di difficoltà ma che si rende necessario dal momento in cui l'umanità sta attraversando dei seri sconvolgimenti climatici del pianeta e qualcuno, vedi l'Europa, deve tracciare la strada affinché altri stati o continenti, anche più "inquinanti" possano seguire questi esempi virtuosi.


Pensate sia la strada giusta, quella intrapresa dall'Unione Europea o pensate si debba intervenire in altro modo?

S

di

Simone Torresan

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