
di Marco Importato
Shell Recharge Recensione e PRIMA Prova in UK
Come forse alcuni di voi già sapranno, Shell ha inaugurato nel gennaio 2022 la sua prima stazione di rifornimento elettrico del Regno Unito, la Shell Recharge Fulham Road.
Una mossa davvero lodevole da parte del colosso anglo-olandese e assolutamente necessaria vista la recente diffusione dei veicoli elettrici sul territorio.
Mezzo milione di auto elettriche circolanti nel Regno Unito
Nell’ultimo anno e mezzo il Regno Unito ha infatti assistito ad una vera e propria esplosione delle vendite di auto elettriche a batteria: a fine Luglio 2022 il parco circolante dei veicoli BEV (Battery Electric Vehicle) era di quasi 524.000 unità contro le 205.000 di fine 2020.
L’apertura di questa stazione di servizio dedicata alla mobilità elettrica fa parte di un ambizioso piano della multinazionale energetica che prevede l’installazione sul suolo britannico di 50.000 nuove colonnine di ricarica pubbliche entro la fine del 2025 e 100.000 entro il 2030. Ricordiamo che a fine Luglio 2022 il numero totale di colonnine pubbliche nel Regno Unito era di circa 33.000 unità, dislocate in 20.000 aree di ricarica. Shell è attualmente il principale gestore grazie soprattutto alla filiale Ubitricity che detiene quasi il 17% delle colonnine presenti sul territorio (fonte Zap Map).
Fortuna vuole che Shell abbia scelto come luogo per questa nuova stazione di rifornimento elettrico la città di Londra, dove risiedo da circa 11 anni. Non si tratta ovviamente di una coincidenza ma di una decisione strategica importante, anche perché questo centro di ricarica sorge sulle ceneri di una vecchia stazione per il rifornimento di carburante.
Avendo vissuto per qualche tempo in un quartiere attiguo a quello di Fulham, conoscevo già la zona e ricordavo vagamente la vecchia stazione di servizio.
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Shell Recharge, un "perfetto ecosistema" di ricarica

Mai però mi sarei aspettato di trovare un perfetto ecosistema della mobilità elettrica dove alle 9 colonnine di ricarica ultra-fast Tritium (175kW di potenza massima per connettori CCS o 70kW per connettori CHAdeMO) si affiancano un bar Costa, dotato di Wi-Fi gratuito, e un piccolo supermercato Waitrose. Non posso commentare sulla qualità del cibo e delle bevande visto che non ho consumato niente ma posso confermare che il Wi-Fi funzionava bene e i bagni erano molto puliti.

Bowman Riley, il pluripremiato studio di architettura che ha progettato il sito, ha saputo unire modernità e sostenibilità. Le pensiline sono state realizzate interamente in legno e hanno la duplice funzione di riparare dalle intemperie le auto in ricarica (a parte un paio di postazioni che risultano scoperte) e ospitare pannelli fotovoltaici in grado di fornire circa il 25% del fabbisogno energetico del sito, che è comunque contenuto grazie all’isolamento termico dei locali. Shell garantisce inoltre che il 100% dell’energia erogata dalle colonnine proviene da fonti rinnovabili.

Prova di ricarica
Ricaricare la mia auto, una Porsche Taycan Turbo del 2020 (con pacco batteria da 93,4kWh), è stato molto semplice grazie all’utilizzo dell’App Shell Recharge. In alternativa avrei potuto utilizzare la tessera fornita gratuitamente da Shell o anche una qualunque carta di pagamento contactless.

La mia ricarica è durata circa un quarto d’ora e ho ricaricato a una media di circa 150 kW. I prezzi sono elevati: alla data di pubblicazione dell’articolo Shell chiede £0,65 (€0,77) al kWh per CCS o £0,59 (€0,68) al kWh per CHAdeMO. A parità di potenza della colonnina i maggiori concorrenti (BP e InstaVolt) applicano invece una tariffa più competitiva pari a £0,57 (€0,68) al KWh, senza peraltro distinzione tra CCS e CHAdeMO.

Cosa ne pensa il vicinato della nuova stazione Shell Recharge
Durante la mia permanenza ho avuto l’occasione di confrontarmi con alcuni abitanti del quartiere. La maggior parte delle persone sembra veder di buon occhio la nuova stazione Shell Recharge poiché sperano in una riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico grazie al maggior numero di veicoli elettrici.
Non è poi mancata una situazione tragicomica: una signora di mezza età a bordo di un Porsche Macan che, rimasta in riserva, mi chiedeva disperata se la stazione di servizio avesse ancora una pompa di benzina...Uno scorcio sul futuro post 2035?
Concludo augurandomi che questo progetto pilota possa essere replicato anche in altre città del Regno Unito e perché no anche nella nostra bella Italia. Ne abbiamo davvero bisogno.
Fonti: The Society of Motor Manufacturers and Traders (SMMT), Zap Map, Shell
di
Marco Importato


