Sciopero e blocco totale dei lavoratori svedesi che si ribellano contro Tesla
Un'ondata di proteste senza precedenti si sta abbattendo su Tesla in Svezia, coinvolgendo una vasta coalizione di lavoratori determinati a far valere i propri diritti.
Ciò che era iniziato come uno sciopero dei meccanici si è trasformato in un fronte unito contro la casa automobilistica di Elon Musk, culminando in un blocco totale delle attività connesse a Tesla in tutto il paese scandinavo.
Difatti, la ribellione dei lavoratori si è estesa ben oltre i confini dei meccanici, coinvolgendo anche addetti alle pulizie, elettricisti e lavoratori portuali.
A partire dal 18 novembre, gli showroom Tesla non saranno più puliti, i punti di ricarica non saranno riparati e le merci Tesla rimarranno bloccate nei porti svedesi, poiché i lavoratori portuali si rifiutano di scaricarle.
Questa azione collettiva rappresenta la più grande sfida sindacale che l'azienda texana abbia mai dovuto affrontare in qualsiasi parte del mondo.

La Svezia non dispone di leggi sulle condizioni di lavoro, basa invece il proprio sistema su contratti collettivi che definiscono i diritti dei dipendenti.
Il sindacato IF Metall, rappresentante dei meccanici Tesla, e il sindacato dei lavoratori dei trasporti stanno cercando di convincere l'azienda a sottoscrivere un contratto collettivo.
Tuttavia, le trattative sono attualmente in stallo, con nessun colloquio in corso con Tesla, secondo quanto affermato da Jesper Pettersson, portavoce di IF Metall.
Il blocco contro Tesla si estende
Da novembre i portuali, si rifiutano di scaricare auto Tesla, il presidente del sindacato svedese dei trasporti, Jimmy Asberg, ha dichiarato che questo blocco sarà esteso a tutti i porti della Svezia, con l'obiettivo di far comprendere a produttore l'importanza di questa questione per tutti i lavoratori svedesi.
I media locali riferiscono di nuove Tesla che vengono scaricate nei porti danesi per aggirare la situazione.
Il sindacato svedese dei lavoratori della manutenzione degli edifici ha annunciato che si unirà al blocco, sottolineando che i showroom e i centri di assistenza Tesla non saranno più puliti.

Anche il sindacato Seko, rappresentante i lavoratori delle poste, ha interrotto la consegna di lettere e pezzi di ricambio a tutti gli indirizzi Tesla in Svezia a partire dal 20 novembre.
Non è ancora chiaro quali impatti avranno queste azioni sulle operazioni di Tesla in Svezia, il quinto mercato più grande dell'azienda in Europa.
L'ultima volta che i sindacati svedesi hanno affrontato una simile battaglia è stato nel 1995, quando Toys"R"Us si rifiutò di negoziare un contratto collettivo. Dopo uno sciopero durato tre mesi, la società alla fine cedette.
L'ex primo ministro svedese Stefan Löfven ha condannato apertamente il produttore, annunciando che si rifiuterà di prendere un taxi Tesla.

In Europa la situazione potrebbe prendere una brutta piega, negli Stati Uniti, Tesla finora ha resistito alle spinte sindacali, anche se la United Auto Workers (UAW) sta monitorando attentamente gli sviluppi in Svezia.
È la più grande azione sindacale che l’azienda abbia dovuto affrontare in qualsiasi parte del mondo, come uscirà da questa situazione?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.


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