
di Andrea Cornali
Scandinavia sempre più elettrica, la Norvegia guida, gli altri Paesi inseguono
La mobilità elettrica in Scandinavia continua a crescere con forza, ma i livelli di adozione non sono uniformi tra i vari Paesi. La Norvegia resta un modello globale, mentre Danimarca, Svezia e Finlandia stanno colmando il divario, anche se a velocità diverse.
Norvegia: un laboratorio a cielo aperto per la mobilità elettrica
La Norvegia conferma il proprio primato mondiale, a luglio 2025, il 97,2% delle nuove immatricolazioni erano auto elettriche pure, con 9.291 veicoli su 9.563 complessivi. È un traguardo impressionante che rende il Paese un vero laboratorio a cielo aperto della transizione energetica.

Secondo il Norwegian Road Traffic Information Council (OFV), il boom è sostenuto da incentivi fiscali, reti di ricarica capillari e fiducia dei consumatori. Non è un caso se alcuni modelli registrano tempi di consegna molto lunghi, la domanda continua a superare l’offerta.
Tesla, nonostante le polemiche legate alla figura di Elon Musk, rimane leader indiscusso. Reuters sottolinea che le vendite della Model Y sono cresciute del 24% nel primo semestre, a conferma di un rapporto di fedeltà unico tra norvegesi e marchio americano.
Danimarca: crescita record e leadership privata
Se la Norvegia rappresenta l’eccellenza, la Danimarca si sta rivelando la vera sorpresa. A luglio la quota di auto elettriche a batteria (BEV) ha raggiunto il 67,2%, in netto rialzo rispetto al 51% di un anno fa. Ancora più significativo è il dato riferito alle auto acquistate da privati, oltre l’82% delle immatricolazioni nel primo semestre 2025 riguarda vetture elettriche.
La spiegazione è semplice, politiche fiscali mirate, incentivi alla rottamazione e una forte rete di distribuzione. Mobility Denmark evidenzia come il mercato privato sia ormai quasi interamente elettrico. Un cambiamento che sta trasformando anche le abitudini di acquisto delle famiglie.

Svezia e Finlandia: partenza lenta, accelerazione in corso
Svezia e Finlandia restano leggermente indietro, ma mostrano una traiettoria chiara. In Finlandia la quota BEV a luglio è stata del 36,3%, in Svezia del 35,6%. Solo quattro anni fa erano ferme intorno al 10-15%.
Il Financial Times ricorda che nel 2024 la quota era del 29% in Finlandia e del 32% in Svezia, con una forte presenza di ibride plug-in. Oggi, invece, le BEV guadagnano terreno, ad aprile 2025 in Svezia i veicoli ricaricabili hanno raggiunto il 63,3% delle nuove immatricolazioni, con le BEV al 35,2%.
Le preferenze restano però diverse da quelle norvegesi. In Svezia il modello più venduto a luglio è stato la Volvo XC60, mentre in Finlandia la Toyota RAV4. Segno che i marchi tradizionali conservano ancora una forte influenza.

L’Europa e la corsa comune verso le BEV
Il fenomeno non riguarda soltanto la Scandinavia, in Europa, nella prima metà del 2025, sono state vendute oltre 1,19 milioni di auto elettriche a batteria, in crescita del 25% rispetto all’anno precedente. I mercati più forti restano quelli nordici, ma anche Germania, Paesi Bassi e Francia contribuiscono in maniera significativa al trend.
Secondo il Financial Times, la forza dei Paesi nordici sta non solo nella quota di vendite, ma anche nella capacità di innovazione, software avanzati, infrastrutture intelligenti e politiche pubbliche coerenti. È questo mix che rende la Scandinavia un punto di riferimento per il resto d’Europa.
E tu, cosa pensi della corsa della Scandinavia verso l’elettrico? L'Italia è pronta a seguire lo stesso percorso?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.


