
di Enzo Importato
Scandalo Tesla: nascosti difetti gravi, aperte le indagini - Parte I: l'inchiesta di Reuters
Componenti difettosi su tutti i modelli in gamma Tesla mai segnalati dal costruttore, con gravi rischi per la sicurezza stradale. Oltre al danno la beffa: le riparazioni, anziché essere coperte dalla garanzia, vengono addebitate al cliente, accusandolo - pur sapendo di mentire - che la causa del guasto è da imputarsi ad un uso improprio o abuso del veicolo da parte del cliente stesso. Questa è l'accusa rivolta a Tesla nella nuova inchiesta di Reuters, firmata da 4 giornalisti, Hyunjoo Jin, Kevin Krolicki, Marie Mannes e Steve Stescklow. Ma procediamo per gradi e analizziamo in dettaglio in cosa consiste l'accusa che Reuters muove a Tesla, in attesa della risposta del costruttore statunitense e di Elon Musk, entrambi già contattati invano da Reuters.

I componenti difettosi, a quanto pare, sono più di uno, segnalati negli ultimi 7 anni da decine di migliaia di clienti a Tesla per tutti i veicoli della gamma e confermati a Reuters (che ha mostrato documenti interni riservati) non solo da 20 clienti stessi ma anche da 9 ex manager e tecnici dell'assistenza Tesla. Reuters parla di ruote che si staccano dalle auto mentre procedono a basse o alte velocità, rottura dei semiassi in accelerazione, rottura delle sospensioni e questo anche su veicoli nuovi di zecca o con un chilometraggio bassissimo. E questi difetti si sono protratti fino ad oggi, causando almeno 11 incidenti.
- E' accaduto, riferisce Reuters, a Shreyansh Jain la cui Tesla Model Y acquistata nuova a marzo 2023 ha subito la rottura del braccetto della sospensione mentre procedeva a bassa velocità col suo veicolo seminuovo nel quartiere di casa. La riparazione, costata ben 14.000 euro, è stata addebitata al cliente che per Tesla era responsabile del danno al veicolo.
- In un altro caso un'auto aveva perso la ruota dopo meno di 25.000 km di vita e con l'Autopilot attivo: l'auto, senza ruota e incidentata, è stata poi rivenduta.
- A Jain si è verificato sulla sua Model X con meno di 24 ore di vita il collasso delle sospensioni, Tesla si è rifiutata di riconoscere la riparazione in garanzia e Jain ha dovuto avvalersi della sua assicurazione, pagando di tasca sua la franchigia e ricevendo come risposta un aumento del premio assicurativo, finendo per rivendere la vettura perdendoci 10.000 dollari rispetto al prezzo di acquisto.
I termini usati da Tesla per rifiutarsi di intervenire in garanzia sono "abuso" e "uso improprio" che nel contratto di garanzia sono utilizzati per definire i casi in cui l'auto non rientra nella garanzia del costruttore.
https://elettronauti.it/tesla-rimuove-disney-dai-veicoli-mentre-musk-e-iger-si-scontrano-online/
Cina e paesi occidentali, 2 pesi e 2 misure
Dei difetti a sospensioni, semiassi e cremagliere dello sterzo si è discusso spesso online nei forum e sui siti ma Tesla, secondo Reuters, non avrebbe rivelato tutti i dati in suo possesso ai consumatori e alle autorità di regolamentazione della sicurezza e anzi si sarebbe opposta con fermezza ad ogni ipotesi di difettosità già dal 2016. Solo in Cina e solo dopo un lungo braccio di ferro durato ben 4 anni Tesla si sarebbe attivata per evitare un contenzioso con gli enti State Administration for Market Regulation (SAMR) e Defective Product Administrative Center (DPAC), accettando la sostituzione in garanzia (ma anche fuori garanzia) di questi componenti, rifiutandosi di intervenire in Europa e negli USA, dove gli stessi difetti hanno continuato a manifestarsi fino ad oggi.
In una nota interna si parlava del costo derivante dall'attività di riparazione da parte di Tesla in Cina durante un trimestre del 2019: ben 263 milioni di dollari, quasi il doppio dell'utile trimestrale di Tesla pari a 139 milioni di dollari. Negli USA qualche richiamo sarebbe stato fatto perché imposto dall'NHTSA ma i difetti riportati erano circoscritti a pochi modelli. Nell'Europa meridionale e in Medio Oriente secondo un rapporto interno di Valentin Oetliker, ingegnere e stagista aziendale con sede in Francia, il 5% dei 12.858 veicoli Model S e Model X in circolazione nei mercati Tesla dell'Europa meridionale e del Medio Oriente avevano bisogno di riparazioni a causa di guasti. Ma non è questa la percentuale riportata da Tesla a NHTSA riferendo a quest'ultima che “il verificarsi di tali guasti in Cina (circa 0,1%) e altrove (meno dello 0,05%) rimane estremamente raro”. NHTSA ha ricevuto un numero di lamentele da parte degli utenti decisamente alto se confrontato con quello degli altri brand venduti sul territorio statunitense e ha indagini aperte su queste componenti per tutti i veicoli, inclusi Model 3 e Model Y del 2023.

Per inciso, val la pena ricordare che la nuova Model 3 (progetto "Highland") presenta interventi importanti su questi componenti anche se le modifiche sono state presentate in relazione al maggior comfort di guida e non alla difettosità dei precedenti componenti.
Componenti riprogettati 4 volte, invano
Reuters sarebbe venuta in possesso di documenti prodotti dal 2016 al 2022 in cui tra rapporti di riparazione dei centri di assistenza Tesla e analisi e revisioni dei dati da parte di ingegneri di Tesla sui componenti difettosi emergerebbe con evidenza la difettosità di sospensioni e sterzo che mal si conciliano con le linee guida impartite dall'azienda ai tecnici che avrebbero dovuto incolpare i consumatori del problema lamentato, senza riconoscerne la difettosità. L'azienda è intervenuta ben 4 volte cercando di risolvere i difetti con componenti diversi perché ogni volta il problema si è ripresentato e ha anche avviato cause di risarcimento nei confronti dei fornitori di quei componenti.

Gli utenti, non certo felici di vedersi addebitare i costi di riparazione per veicoli ancora in garanzia arrivando a spendere solo negli USA mediamente più di 1.000 euro a intervento, hanno fatto una causa collettiva a Tesla per il mancato intervento in garanzia, causa che hanno perso nel Gennaio 2023 perché, secondo il giudice, i ricorrenti non avevano dimostrato che Tesla "sapeva o avrebbe dovuto sapere" di un presunto difetto nella sua auto. A seguito della recente inchiesta di Reuters una nuova causa potrebbe avere un diverso risultato.
Le indagini degli enti di controllo di USA, Norvegia e Svezia
L'inchiesta di Reuters aiuterà gli enti di controllo a vederci chiaro: in Europa si era già mossa la Norwegian Public Roads Administration (NPRA) che ha aperto un'inchiesta sul difetto alle sospensioni di Model S e X e adesso si associa anche la Swedish Transport Agency che ricalca l'indagine norvegese. E il mese di novembre un preoccupante rapporto del TÜV tedesco, come riportato dall'ADAC, ha valutato oltre 10 milioni di veicoli sottoposti a revisione stabilendo che la Tesla Model 3 è la peggiore su 111 modelli valutati con soli 2 o 3 anni di vita, con un tasso di difetti (tali da non superare la revisione) del 14.7%, con problemi anche alle sospensioni.
L'inchiesta di Reuters si abbatte come un tornado su Tesla e sulla credibilità del suo CEO Elon Musk e i suoi esiti sono imprevedibili: difficilmente gli enti regolatori non interverranno e Tesla potrebbe trovarsi obbligata ad interventi di sostituzione costosi su molti modelli venduti, anche quelli fuori garanzia. Aldilà dei costi di riparazione Tesla rischia anche ben altre accuse per non aver condiviso con gli enti regolatori la reale entità dei veicoli impattati dal difetto, così come le analisi dei suoi ingegneri che ben documentavano la difettosità dei componenti. Anche l'immagine del supporto clienti Tesla ne esce a dir poco ammaccata dalla vicenda che si va a sommare all'altro scandalo, emerso anche questo grazie ad un'indagine di Reuters, con tanto di reparto segreto creato da Tesla a Las Vegas al solo fine di zittire i clienti che si lamentavano dell'autonomia delle loro Tesla. Ma forse ad uscirne con le ossa rotte sono gli enti di controllo che, dopo 7 anni, ancora non sono arrivati a nulla: solo la Cina è riuscita a farsi rispettare mentre USA e Europa hanno accettato che la difettosità nota e più volte segnalata venisse derubricata ad un fenomeno estremamente raro. Se non possiamo fidarci dei produttori e se non veniamo adeguatamente e tempestivamente tutelati dagli enti di controllo, di chi dobbiamo fidarci? Restiamo in attesa di una risposta degli enti regolatori che chiariscano l'intera vicenda e la fondatezza delle accuse mosse, nel frattempo vi invitiamo a leggere la seconda parte di questo articolo che analizza la risposta di Tesla.
https://elettronauti.it/scandalo-tesla-aperte-le-indagini-parte-2/
E voi che ne pensate dello scandalo Tesla? Avete avuto problemi con bracci trasversali, semiassi e cremagliera dello sterzo sulle vostre Tesla? Niente "clic", rumori metallici, ronzi o rumori simili a "womp-womp-womp" provenienti dalle sospensioni che aumentano con l'aumentare della velocità?
di
Enzo Importato
