Sagelio e FreeWire, la partnership per nuove stazioni di ricarica ad alta potenza con accumulo in Italia
Sagelio, azienda che dal 2017 aiuta Hotel, B&B, ristoranti, centri commerciali e parcheggi ad offrire un servizio di ricarica per auto elettriche in modo semplice, efficiente, ed intuitivo, crea una partnership con FreeWire Technologies, azienda californiana che vuole rivoluzionare il mondo delle stazioni di ricarica ad alta potenza.
La settimana scorsa l’azienda pugliese, Sagelio, è diventa il primo distributore autorizzato italiano per portare le innovative stazioni di ricarica di FreeWire sullo stivale.
Come funziona una stazione di ricarica di FreeWire Technologies?
Normalmente esistono due tipologie di stazioni di ricarica. Quelle a bassa potenza e in corrente alternata (AC) fino a 22 kW, e quelle ad alta potenza in corrente continua (DC) che possono superare anche in 350 kW di potenza.
Le prime sono di più facile istallazione e meno costose. Richiedono meno interventi sul luogo e sfruttano la corrente alternata che già arriva sul posto. Esattamente come succede in casa con gli alimentatori dei dispositivi elettronici che prelevano la corrente alternata dalla rete, questo tipo di colonnine non richiede trasformatori visto che, in questo caso, è l'auto stessa ad avere il trasformatore (on-board charger) che trasformerà la corrente da AC a DC per la batteria.
Nelle seconde invece servono dei cabinati che gestiscono la corrente da erogare tra le varie colonnine e prese presenti. Per questo motivo, le installazioni di colonnine in corrente continua sono più complesse e spesso vediamo questi enormi cabinati o nei pressi delle colonnine (tipo con i Supercharger di Tesla) o integrati direttamente nella colonnina. In più questo genere di istallazioni coincide con l'aumento di potenza richiesta in quel luogo dal gestore della colonnina.
Ma cosa succede se si volesse creare una colonnina in DC che non richieda un aumento di potenza erogata dalla rete? Ed è qui che entra in gioco FreeWire Technologies.
L'idea è semplice. La colonnina preleva energia in AC a bassa potenza e la rilascia in DC fino a 200 kW. Ecco come...
I Boost Charger sono magici per caso?

Ovviamente no. Le colonnine Boost Charger di FreeWire prelevano la corrente elettrica dalla rete in corrente alternata trifase, con un input massimo di 27 kW, dopodiché questa viene utilizzata per caricare le batterie di accumulo incorporate nella stazione di ricarica. Sarà quindi la stazione a trasformare la corrente alternata in continua per stoccarla prima nelle batterie e poi nelle auto, con una potenza fino a 200 kW.
Questo tipo di istallazione la possiamo considerare come un ibrido tra una normale stazione AC ed una DC. Anche se necessita di impianti di accumulo, non necessitano di poderosi impianti elettrici a monte. I Boost Charger vengono installati in un paio d’ore e possono essere dunque anche facilmente spostati su varie location, diventando anche un ottima stazione “entry level” per testare le potenzialità di un sito prima di effettuare grossi investimenti in aumenti di potenza.
Così facendo si riescono a superare diversi limiti della diffusione uniforme dell’infrastruttura di ricarica. Spesso costi, tempi e la stessa disponibilità dell'alta potenza necessaria a ricaricare i veicoli può essere d'ostacolo per la veloce realizzazione di queste opere.
Basti pensare che generalmente, per la costruzione di punti di ricarica dalla potenza superiore ai 100 kW, qualora non si disponga già della potenza necessaria, il distributore di rete richiede la costruzione di una cabina di trasformazione, con conseguenti tempi amministrativi e di cantiere che non raramente superano l’anno di attesa, e investimenti economici spesso di gran lunga superiori al costo dell’infrastruttura di ricarica stessa, e raramente oggetto di incentivi economici o fiscali. Ostacoli che contribuiscono a rendere più complessa, meno remunerativa e meno pianificabile la scelta imprenditoriale di dotare il proprio parcheggio di una stazione di ricarica ultra-rapida.
Con lo storage non ci sono sprechi
Il sistema di accumulo di FreeWire Technologies oltre a permettere di attuare questo trucchettino che "trasforma l'acqua in vino", permette anche di equilibrare la rete e gestire gli sprechi.
Sappiamo infatti che le fonti di energia rinnovabile non sono programmabili. Ora c'è sole, ora c'è energia elettrica. Dopo c'è il vento, dopo ci sarà energia elettrica. A livello di abitazioni, sempre più italiani stanno optando per un sistema di accumulo che permette di immagazzinare quello che non si utilizza quando viene prodotto, per poi usarlo quando non può essere prodotto. Ad esempio la notte o se c'è brutto tempo.
A livello di centrali elettriche da fonti non rinnovabili invece è possibile modulare la produzione in base alla richiesta tipo in base alle ore della giornata.
Ma in entrambi i casi il problema rimane. Cosa succede quando viene creata energia elettrica e non viene subito utilizzata? Semplicemente viene persa.
Bisogna pensare alla produzione di energia elettrica come alla pioggia. Se prendo una bacinella sarà possibile raccogliere dell'acqua ma non tutta. Ma se avessimo a disposizione infinite bacinelle potremmo raccogliere tutta l'acqua per poi utilizzarla solo quando ci serve. È lo stesso principio dell'utilizzo dell'energia elettrica. Se non viene utilizzata sul momento o si prova a immagazzinarla o si perde.
Il sistema di accumulo di FreeWire Technologies è qui che entra in gioco. Esso può immagazzinare l'energia generata in eccesso dagli impianti fotovoltaici connessi allo stesso impianto della stazione di ricarica. In questo modo si può garantire anche una ricarica 100% derivante da energia rinnovabile.
Questa è una soluzione molto interessante anche per le comunità energetiche.
⚡️ Leggi anche: Le Comunità Energetiche – Energy Sharing

Siamo felici di collaborare con Sagelio, che ci ha colpito per rapidità, entusiasmo e per una profonda conoscenza delle dinamiche e delle esigenze del mercato italiano. Il Boost Charger è un prodotto che sblocca nuove possibilità nel settore delle infrastrutture di ricarica, e siamo certi che il team di Sagelio sia il partner giusto per accompagnarci in un Paese che, vista la conformazione territoriale e la necessità di bilanciare in maniera adeguata i carichi rete, potrebbe diventare uno dei nostri mercati chiave in Europa.
James Jean Louis, direttore commerciale Europa di FreeWire Technologies
Sagelio punta a rendere la mobilità elettrica alla portata di tutti: una soluzione come quella sviluppata da FreeWire è quello che ci serviva per completare il nostro portfolio e rendere le ricariche ultrarapide più accessibili e, soprattutto, sostenibili. Il concetto di poter offrire un servizio di altissima qualità senza stressare la rete elettrica, distribuendo i consumi in maniera ottimale e approfittando anche al massimo da eventuali produzioni rinnovabili in loco, va esattamente nella direzione di transizione energetica ragionevole e ragionata che cerchiamo di proporre ai nostri partner. Abbiamo costruito questa partnership con FreeWire per oltre un anno, e siamo entusiasti di essere i primi ad accompagnarli nel mercato italiano, a cui si sono appena aperti.
Giancarlo Ostuni, cofondatore di Sagelio
Secondo noi ha fatto bene Sagelio ad investire in questa partnership. Cosa ne pensate di questa soluzione di ricarica più accumulo?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!




