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Robot umanoidi e spazio: la Cina accelera la corsa
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Aggiornato il
Gianfranco Franzoni

di Gianfranco Franzoni

Robot umanoidi e spazio: la Cina accelera la corsa

4 min.

La corsa allo spazio entra in una nuova fase. Questa volta i protagonisti non sono solo astronauti umani, ma robot umanoidi progettati per operare oltre l’atmosfera terrestre. Nelle ultime settimane, due iniziative cinesi hanno attirato l’attenzione del settore aerospaziale e tecnologico, segnando un passaggio rilevante nello sviluppo della robotica avanzata.

In parallelo, emerge una strategia industriale che richiama da vicino quella già adottata dalla Cina nel settore dei veicoli elettrici. Investimenti elevati, cicli di sviluppo rapidi e una forte integrazione verticale stanno ora convergendo verso la robotica umanoide applicata allo spazio.

Partnership importanti per obiettivi ambiziosi

Un primo passo concreto arriva da Shenzhen. Engine AI ha annunciato una partnership con la società aerospaziale commerciale Beijing Interstellar Human Spaceflight Technology.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso, ovvero inviare nello spazio il robot umanoide PM01, che diventerebbe il primo “astronauta robotico” con forma umana mai lanciato in orbita.

Contemporaneamente, a Pechino, il Beijing Innovation Center of Humanoid Robotics, noto come X-Humanoid, ha raggiunto un altro traguardo.

Robot umanoidi e spazio: la Cina accelera la corsa | Elettronauti.it

Il suo robot “Embodied Tien Kung” ha stabilito una connessione stabile con un satellite in orbita terrestre bassa fornito da GalaxySpace.

https://elettronauti.it/robot-umanoidi-fabbrica-atlas/

Questa capacità apre scenari nuovi. Lo spazio, infatti, rappresenta uno degli ambienti più ostili in assoluto.

L’assenza di gravità, le forti escursioni termiche e l’elevata radiazione mettono alla prova qualsiasi tecnologia. Di conseguenza, affidare a robot umanoidi compiti operativi in orbita o oltre appare una scelta logica, soprattutto per ridurre i rischi per gli esseri umani.

Secondo Engine AI, il PM01 è progettato per affrontare queste condizioni estreme.

Il robot integra sistemi di sensori ad alta precisione, tempi di risposta nell’ordine dei millisecondi e algoritmi di intelligenza artificiale autonomi. Inoltre, la forma umanoide consente di semplificare l’addestramento e il controllo remoto, riducendo la curva di apprendimento rispetto a macchine con architetture non antropomorfe.

Controllo diretto satellitare

Grazie alla connettività satellitare, questi robot non dipendono più da reti cellulari o Wi-Fi. Questo aspetto non riguarda solo lo spazio. Le stesse soluzioni possono essere applicate in aree montuose isolate, su isole remote o in contesti di emergenza, come le operazioni di soccorso dopo disastri naturali.

Sul piano commerciale, Engine AI ha già avviato la vendita del PM01. Il prezzo di partenza è di circa 25.000 dollari, pari a circa 23.000 euro, per la versione commerciale, mentre la variante destinata a istruzione e sviluppo arriva a 39.500 dollari pari a circa 36.300 euro.

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Si tratta di cifre che collocano il prodotto in una fascia ancora di nicchia, ma in rapido avvicinamento a contesti applicativi reali.

Robot umanoidi, un asset industriale rilevante

I dati di mercato rafforzano questa lettura. Secondo Counterpoint Research, nel 2025 sono stati venduti circa 16.000 robot umanoidi a livello globale. La maggior parte di queste unità è stata commercializzata in Cina.

In modo altrettanto evidente, non provengono da Tesla. Le previsioni indicano che le vendite cinesi potrebbero superare le 100.000 unità entro il 2027, con una crescita di circa sei volte rispetto al 2025.

Settori interessati: logistica, manifattura e automotive.

Oltre il 70% delle installazioni previste riguarda settori come logistica, manifattura e automotive. In questo contesto, la robotica umanoide non è solo una dimostrazione tecnologica, ma un asset industriale rilevante.

Il mercato cinese del settore ha registrato nel 2025 una crescita annua del 508%, raggiungendo un valore di circa 440 milioni di dollari pari a circa 405 milioni di euro.

Di conseguenza, il parallelo con la storica corsa allo spazio statunitense diventa inevitabile. Ai tempi, gli Stati Uniti ottennero benefici economici e tecnologici di lungo periodo. Oggi, segnali simili sembrano indirizzarsi verso la Cina, che sta consolidando una posizione dominante in un comparto destinato a espandersi rapidamente.

Tuttavia, la competizione resta aperta. La corsa ai robot umanoidi spaziali è ancora agli inizi e molte tappe devono essere percorse. Le prossime missioni e i risultati operativi diranno se questo vantaggio iniziale potrà trasformarsi in una leadership duratura.




Secondo te, i robot umanoidi diventeranno protagonisti delle future missioni spaziali o resteranno strumenti di supporto alle attività umane?

Fonte

Gianfranco Franzoni

di

Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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