Skip to main content
Ricaricare l’auto con il fotovoltaico: come lavora la wallbox ChargeSplit
[TEST] Banner Arancione
Pubblicato il
Aggiornato il
Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=g4aXPwJ0E80

Ricaricare l’auto con il fotovoltaico: come lavora la wallbox ChargeSplit

5 min.

Ricaricare un’auto elettrica con il fotovoltaico domestico non significa semplicemente collegarla alla wallbox nelle ore di sole. Per utilizzare in modo efficace l’energia prodotta sul tetto serve un sistema capace di misurare in tempo reale produzione e consumi, modulando di conseguenza la potenza destinata alla vettura. È il principio alla base dell’integrazione tra la wallbox ChargeSplit, l’inverter SolarEdge e il sistema di accumulo Tesla Powerwall installato nell’abitazione.

L’impianto comprende pannelli SunPower da 400 W ciascuno e una Powerwall con capacità dichiarata di 13,5 kWh. Il gateway Tesla permette inoltre di mantenere alimentata la casa attraverso la batteria in caso di interruzione della rete. In questo ecosistema la wallbox deve stabilire quanta energia sia disponibile per l’auto senza trascurare i carichi domestici e, nella modalità dedicata, senza prelevare elettricità dalla rete.

Due sensori per leggere produzione e consumi

La nuova ChargeSplit utilizza due pinze amperometriche, ossia sensori che misurano la corrente senza interrompere il conduttore. Una viene installata sulla linea del fotovoltaico, l’altra sulla linea collegata al contatore dell’abitazione. La wallbox può così conoscere sia la potenza generata dai pannelli sia l’assorbimento complessivo della casa.

Il verso di montaggio delle pinze è essenziale: un sensore orientato in modo errato non consentirebbe al sistema di distinguere correttamente un prelievo dalla rete da un’immissione. L’installazione richiede quindi attenzione e deve essere affidata a un elettricista certificato. Nel caso osservato è stato predisposto anche un interruttore magnetotermico dedicato; il C32 impiegato provvisoriamente era destinato a essere sostituito con il tipo B ordinato per l’impianto.

Questa architettura permette alla wallbox di adeguare la ricarica alle condizioni energetiche dell’edificio. Se aumentano i consumi domestici o diminuisce improvvisamente la produzione solare, la potenza inviata all’auto viene ridotta. Il sistema può quindi evitare di richiedere più energia di quella disponibile secondo la modalità selezionata.

Configurazione tramite Bluetooth o Wi-Fi

La configurazione iniziale avviene tenendo premuto il pulsante della wallbox durante l’accensione. ChargeSplit crea un hotspot Wi-Fi al quale collegare lo smartphone, aprendo una pagina locale di impostazione. Da qui è possibile scegliere se utilizzare la connessione Bluetooth oppure associare la wallbox alla rete Wi-Fi disponibile nel garage.

L’applicazione riconosce il dispositivo anche attraverso il codice QR collocato sulla wallbox. Con la connessione Wi-Fi diventano disponibili la visualizzazione dei flussi energetici e i dati relativi a produzione fotovoltaica, consumi della casa, immissione in rete e potenza destinata alla vettura. L’interfaccia consente inoltre di programmare le sessioni, consultare i consumi e analizzare l’andamento della produzione e delle ricariche.

Tra le impostazioni più importanti c’è la soglia minima di produzione solare necessaria per avviare la ricarica. Si può, per esempio, chiedere al sistema di attendere che il fotovoltaico superi 2 kW. In una giornata poco produttiva l’energia eccedente rispetto ai consumi domestici può così essere lasciata alla Powerwall, avviando la ricarica dell’auto soltanto quando la produzione raggiunge il livello scelto.

Ricarica solare oppure potenza costante

La funzione Auto Solar limita la ricarica all’energia solare disponibile dopo aver considerato gli assorbimenti della casa. Durante la prova, con il fotovoltaico intorno a 4 kW e i consumi domestici vicini a 500 W, la vettura riceveva circa 3,76 kW mentre una piccola quota risultava immessa in rete. Quando la produzione è poi scesa a circa 1,7 kW, la wallbox ha ridotto automaticamente la ricarica dell’auto a circa 1 kW.

Il comportamento mostra il principale vantaggio pratico del controllo dinamico: la ricarica non resta ancorata a una potenza fissa, ma segue ciò che i pannelli possono effettivamente offrire. In modalità esclusivamente solare questo consente di evitare il prelievo volontario dalla rete, pur accettando che la velocità di ricarica possa variare sensibilmente con irraggiamento e carichi domestici.

Disattivando Auto Solar, invece, ChargeSplit prova a fornire la potenza impostata attingendo anche dall’accumulo e, se necessario, dalla rete. Nel test la regolazione è stata portata a 32 A, equivalenti a 7,4 kW, con una ricarica effettiva indicata intorno a 7 kW. In quel momento una parte arrivava dal fotovoltaico, 4,9 kW erano forniti dalla Powerwall e circa 0,6 kW venivano prelevati dalla rete.

Questa seconda modalità risponde a un’esigenza diversa: ottenere una ricarica più rapida e stabile quando l’auto deve essere pronta entro poco tempo. La Powerwall può erogare fino a 5 kW secondo quanto rilevato durante la prova; oltre la combinazione tra produzione solare, consumi della casa e capacità di erogazione dell’accumulo, la rete copre la quota mancante.

Il compromesso tra autoconsumo e disponibilità dell’auto

L’integrazione mette quindi a disposizione due strategie complementari. La prima privilegia l’autoconsumo fotovoltaico e adatta continuamente la potenza, mentre la seconda punta a raggiungere il livello di carica desiderato facendo lavorare insieme pannelli, batteria domestica e rete. Non esiste un’impostazione sempre migliore: la scelta dipende dal tempo a disposizione, dallo stato della Powerwall e dalla priorità assegnata all’uso diretto dell’energia solare.

Il risultato più rilevante è la possibilità di coordinare automaticamente componenti che altrimenti opererebbero in modo indipendente. La wallbox non si limita a erogare corrente, ma diventa il punto di regolazione tra mobilità elettrica e impianto energetico domestico. Resta però fondamentale una corretta installazione dei sensori e delle protezioni, perché la qualità delle misure determina tutte le decisioni successive del sistema.

Una domanda per voi

È preferibile adattare la ricarica dell’auto alla produzione solare disponibile oppure usare anche accumulo e rete per mantenere una potenza costante?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=g4aXPwJ0E80

Matteo Valenza

di

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

Porta energia nuova alle tue scelte con la nostra consulenza sull'elettrico.

Affidati ai nostri esperti per orientarti al meglio nel mondo della mobilità elettrica. Prenota una consulenza e scopri come trasformare la tua passione per l'elettrico in soluzioni concrete e vantaggiose.