

di Matteo Valenza
https://www.youtube.com/watch?v=HPI3WMx1yU0
Ricarica rapida e degrado: come usare Supercharger e Ionity
Le reti di ricarica rapida come Tesla Supercharger e Ionity rendono più semplici i viaggi in auto elettrica, ma la velocità ha un possibile costo: se utilizzata sistematicamente, la ricarica in corrente continua può accelerare il degrado delle celle. Non significa che queste infrastrutture debbano essere evitate, bensì che conviene impiegarle quando servono davvero e adottare alcune precauzioni nella gestione quotidiana della batteria.
Perché la ricarica rapida sollecita la batteria
Nel ragionamento proposto, per ricarica rapida si intendono le sessioni in corrente continua con potenze superiori a 50 kW. Ionity può arrivare fino a 350 kW, mentre la rete Supercharger comprende anche le stazioni V3. Potenze così elevate riducono i tempi di sosta, ma sottopongono le batterie agli ioni di litio a sollecitazioni maggiori rispetto a una ricarica lenta in corrente alternata.
Il controllo della temperatura e il raffreddamento del pacco aiutano a contenere gli effetti, ma non eliminano completamente il problema. L'indicazione centrale è quindi evitare che la ricarica rapida diventi la modalità ordinaria per ripristinare quotidianamente l'energia. Durante un viaggio resta uno strumento utile e, quando necessario per raggiungere la destinazione, il suo impiego è pienamente giustificato.
A protezione degli accumulatori, Tesla avrebbe ridotto da remoto la potenza di ricarica su alcune vetture più datate o particolarmente sollecitate. Gli esempi riportati parlano di auto passate da picchi di 140 kW a valori di 70 o 100 kW. La conseguenza è un aumento dei tempi alla colonnina, ma l'obiettivo dichiarato della limitazione è rallentare un degrado diventato troppo rapido.
Questa possibilità assume rilievo anche sul mercato dell'usato: conoscere le condizioni reali del pacco batteria e l'eventuale riduzione della potenza di ricarica è importante per valutare correttamente una vettura. Nel materiale viene citato lo sviluppo, da parte di un'azienda italiana, di un sistema hardware e software destinato a determinare lo stato delle batterie, senza però fornire ulteriori dettagli.
Il problema non è toccare il 100%, ma restarci a lungo
Le soglie del 10% e del 100% non devono essere interpretate come confini oltre i quali la batteria si danneggia immediatamente. Il fattore determinante è anche il tempo trascorso agli estremi. Arrivare al 100% prima di un viaggio non viene indicato come un problema se l'auto parte subito; lasciarla invece completamente carica per tutta la notte espone le celle più a lungo a una condizione che può favorire ossidazione e degrado.
Per una partenza lunga viene suggerito il 95%, così da conservare un piccolo margine nella batteria. Nell'impiego vicino a casa, la soglia consigliata scende all'80%, mantenendo comunque energia disponibile per eventuali necessità. Sono indicazioni pratiche emerse dall'esperienza descritta, non la garanzia che ogni batteria e ogni automobile reagiscano nello stesso modo.
Partire con il 100% ha inoltre una conseguenza sulla guida: non essendoci spazio per accumulare altra energia, la frenata rigenerativa può essere limitata o temporaneamente indisponibile. Su una Tesla questa condizione viene segnalata con alcuni indicatori accanto alla regolazione della rigenerazione. Chi è abituato a rallentare soprattutto sollevando l'acceleratore deve quindi prestare attenzione, perché l'auto può veleggiare più del previsto e richiedere un maggiore intervento sui freni.
Anche lo zero indicato conserva un margine
Nemmeno raggiungere occasionalmente lo 0% indicato comporta, secondo l'esperienza riportata, un danno immediato, purché si proceda subito alla ricarica. I pacchi dispongono infatti di un margine energetico non accessibile normalmente al conducente, necessario anche per impedire una scarica fisica completa delle celle, condizione che renderebbe molto più difficile il recupero della batteria.
Per la Tesla Model 3 Standard Range Plus viene citata una capacità attesa di 50 kWh, mentre alcune misurazioni avrebbero restituito circa 54 kWh. Durante una prova con una Model 3 Performance dotata di batteria da 75 kWh, l'auto ha percorso altri sei chilometri dopo l'indicazione dello 0%, evitando di sfruttare la rigenerazione. L'episodio mostra l'esistenza di una riserva, ma non trasforma la marcia a batteria indicata come scarica in una pratica consigliabile.
Supercharger solo per l'energia necessaria
La strategia suggerita durante i viaggi è semplice: alla stazione rapida conviene recuperare soltanto l'energia necessaria per arrivare a destinazione, aggiungendo un margine ragionevole. Se per rientrare serve il 10%, l'esempio propone di ripartire al 20%; se ne serve il 30%, di fermarsi intorno al 40%. In questo modo si sfrutta il vantaggio della rete senza prolungare inutilmente una sessione DC.
Per la routine quotidiana, la preferenza va invece alla corrente alternata. La ricarica AC è più lenta e sottopone la batteria a sollecitazioni inferiori rispetto alle colonnine ad alta potenza. La presenza di un punto di ricarica domestico rende più facile adottare questa abitudine; viene citato anche il caso di un impianto trifase da 11 kW, capace nell'esempio riportato di completare la ricarica in circa cinque ore.
Supercharger e Ionity restano quindi risorse preziose per la mobilità elettrica, soprattutto sulle lunghe distanze. Il punto non è rinunciare alla ricarica rapida, ma evitare di confondere una soluzione pensata per ridurre le soste in viaggio con il metodo ideale per ogni ricarica. Alternare un uso mirato della corrente continua a ricariche ordinarie in AC permette di conciliare comodità e attenzione alla longevità del pacco.
Una domanda per voi
La comodità della ricarica rapida giustifica un suo uso frequente, oppure dovrebbe restare una soluzione riservata soprattutto ai viaggi?
Nota sulla redazione
Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.
Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=HPI3WMx1yU0

di
Matteo Valenza
https://bit.ly/m/MatteoValenza
Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

![[TEST] Banner Arancione](https://elettronauti.fra1.digitaloceanspaces.com/media/test-banner-arancione.png)
![[TEST] Banner Rosso](https://elettronauti.fra1.digitaloceanspaces.com/media/test-banner-rosso.png)
