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Ricarica domestica: regole, impianto e funzioni della ChargeSplit Domus
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Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=2NNCfvIXd6s

Ricarica domestica: regole, impianto e funzioni della ChargeSplit Domus

5 min.

Installare una wallbox domestica non significa soltanto scegliere potenza e funzioni. Bisogna valutare le regole applicabili, soprattutto in condominio, verificare che l’impianto elettrico sia adeguato e affidare il lavoro a un installatore qualificato. La ChargeSplit Domus offre un caso concreto per analizzare anche le funzioni smart oggi disponibili, dal bilanciamento dei carichi alla limitazione dell’energia erogata.

Installazione in condominio e abitazione privata

Per le nuove costruzioni con più di dieci unità abitative è prevista la predisposizione dell’impianto elettrico per la ricarica e l’eventuale posa delle colonnine. Nel caso di immobili non residenziali, l’obbligo indicato riguarda invece le costruzioni con superficie superiore a 500 metri quadrati.

Negli edifici esistenti il percorso cambia. Il condomino può portare la richiesta in assemblea, che, una volta raggiunto il quorum, può autorizzare l’intervento e anche decidere di considerare la posa della wallbox come innovazione da includere nelle spese comuni. Un eventuale diniego non impedisce necessariamente l’installazione individuale a proprie spese, purché l’intervento non danneggi le parti comuni, non comprometta sicurezza e decoro dell’immobile e non ostacoli gli altri comproprietari.

In un’abitazione indipendente la procedura è più semplice. L’auto elettrica viene trattata come un elettrodomestico e, secondo quanto riportato durante l’esperienza sul campo, non richiede una specifica autorizzazione comunale per l’installazione della wallbox. Le norme, tuttavia, possono essere aggiornate: prima di iniziare i lavori resta quindi essenziale verificare requisiti e procedure con un elettricista.

Impianto elettrico, protezioni e connettori

La potenza della stazione deve essere compatibile con il dimensionamento dell’impianto. Per una wallbox a muro sono necessarie protezioni dedicate, compreso un differenziale almeno di tipo A, mentre la sezione dei cavi deve essere scelta in funzione della corrente. Nel caso citato di un collegamento a 32 ampere si parla, per esempio, di cavi da 6 millimetri quadrati.

Non è quindi un intervento da affrontare con il fai da te. Oltre alla verifica del quadro e delle linee, serve la certificazione dell’installatore. Anche il costo del lavoro non può essere stabilito in modo universale: dipende dalla configurazione dell’impianto, dalla distanza dal contatore, dalle opere necessarie e dalla potenza scelta.

Sul fronte dei connettori, la distinzione principale è tra ricarica lenta in corrente alternata e ricarica rapida in corrente continua. Nella ricarica domestica viene utilizzata la porzione Type 2 del connettore, mentre sulle stazioni fast il CCS Combo 2 impiega anche i contatti aggiuntivi destinati alla corrente continua.

I prezzi indicativi riportati per le wallbox partono da circa 900 euro e possono superare i 2.000 euro per soluzioni più potenti o dotate di doppia presa. Per i sistemi domestici nella fascia dei 7,4 kW viene indicato un intervallo orientativo tra 900 e 1.300 euro, al quale va aggiunto il costo dell’installazione.

ChargeSplit Domus e il bilanciamento dei carichi

ChargeSplit Domus è proposta in versione monofase fino a 7,4 kW e trifase fino a 22 kW, con ulteriori configurazioni intermedie. Può essere installata all’interno oppure all’aperto, utilizzando un palo e un adattatore. La dotazione comprende la wallbox precablata, il supporto a muro e la sonda necessaria al load balancing.

Il bilanciamento dei carichi misura il consumo dell’abitazione e permette alla stazione di adeguare la potenza destinata all’auto. È una funzione importante perché riduce il rischio di superare la potenza disponibile quando sono attivi contemporaneamente altri elettrodomestici. A questa protezione si aggiunge un sensore interno di temperatura pensato per prevenire i surriscaldamenti.

La costruzione è stata valutata positivamente durante il test, in particolare per i passacavi e il pulsante anteriore in metallo. Il cavo di ricarica è lungo cinque metri, mentre la connettività comprende Wi-Fi e Bluetooth. Sul frontale è presente anche un display OLED da 2,4 pollici, utile per consultare le informazioni operative in tempo reale.

Al momento della prova, il prezzo dichiarato per la ChargeSplit Domus era di 779 euro, comprensivo di connettività, sonda per il load balancing, supporto a muro, applicazione e strumenti di analisi. Il confronto economico resta comunque incompleto senza considerare gli interventi richiesti dallo specifico impianto domestico.

Controllo remoto, costi e limite in kWh

L’applicazione, disponibile per iOS e Android e utilizzabile anche su tablet, consente di gestire da remoto una o più stazioni. Mostra tensione, energia caricata e consumo istantaneo dell’abitazione, permette di regolare la corrente tra 6 e 32 ampere e offre i comandi per mettere in pausa o riavviare la sessione. Durante l’arresto la potenza viene ridotta gradualmente, anziché interrompere immediatamente l’erogazione.

Sono disponibili anche blocco della wallbox, programmazione oraria, report e analisi dei consumi. Inserendo il costo medio dell’energia, il sistema calcola la spesa della ricarica e la mostra insieme ai dati domestici. Il software e l’hardware sono sviluppati dalla stessa azienda, mentre gli aggiornamenti vengono distribuiti da remoto.

Una funzione particolarmente utile permette di stabilire quanti kWh erogare durante una sessione. Serve soprattutto con vetture che non consentono di impostare dall’auto un limite di carica, come gli esempi citati di Fiat 500e e Peugeot 208. In questo modo è possibile evitare che ogni collegamento si concluda automaticamente al 100%, scegliendo invece la quantità di energia necessaria.

La wallbox è inoltre compatibile con l’aumento gratuito della potenza nelle ore notturne indicato nel contenuto e può modificare la corrente in base a orari prestabiliti. Era stata annunciata anche l’integrazione con i pannelli solari, pensata per rilevare l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e destinarla automaticamente alla ricarica dell’auto.

Per aziende e strutture ricettive sono previste versioni con tessere, gestione di più utenti e software via web, oltre alla possibilità di collegare un sensore capace di rilevare l’occupazione del parcheggio. La piattaforma nasce quindi per coprire sia l’impiego domestico sia installazioni condivise, mantenendo come elemento centrale il controllo dell’energia.

Una domanda per voi

Nella scelta di una wallbox domestica conta di più la potenza massima o la capacità di gestire carichi, consumi e quantità di energia erogata?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=2NNCfvIXd6s

Matteo Valenza

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Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

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