Skip to main content
Ricarica a Carpi, tra errori Ionity e riavvio Enel X
[TEST] Banner Arancione
Pubblicato il
Aggiornato il
Matteo Valenza

di Matteo Valenza

https://www.youtube.com/watch?v=buprI5DNDjU

Ricarica a Carpi, tra errori Ionity e riavvio Enel X

4 min.

Ricaricare un’auto elettrica senza abbonamento dovrebbe richiedere pochi passaggi: collegare il connettore, identificare la colonnina e pagare. Durante un tentativo di ricarica a Carpi, invece, sia Ionity sia Enel X hanno richiesto l’intervento dell’assistenza telefonica. Nel primo caso la procedura non è arrivata a una soluzione soddisfacente; nel secondo è stato necessario riavviare la stazione prima di riuscire a ricaricare.

Ionity: la stazione c’è, ma l’app non la trova

La stazione Ionity di Carpi disponeva di sei postazioni, apparentemente attive. Per una ricarica senza contratto veniva indicato un prezzo di 0,79 euro per kWh e la procedura prevedeva il collegamento del veicolo, la scansione del codice QR e il pagamento diretto. Proprio l’accesso occasionale, però, ha mostrato le maggiori difficoltà.

La ricerca della stazione attraverso il servizio digitale non restituiva risultati, nonostante le colonnine fossero fisicamente presenti. Anche la scansione del QR code non consentiva di proseguire: il sistema apriva una pagina esterna e terminava con un messaggio di errore e disconnessione. Ripetere la procedura, cambiare postazione e verificare l’accesso all’account non ha risolto il problema.

Dalla chiamata all’assistenza è emerso un ulteriore elemento importante per chi utilizza Ionity senza un contratto: il pagamento richiedeva una preautorizzazione di 80 euro. Secondo le indicazioni ricevute, al termine della sessione sarebbe stato addebitato il costo effettivo della ricarica e la parte restante sarebbe stata restituita. La disponibilità insufficiente sul metodo PayPal utilizzato è stata indicata come una possibile causa del blocco, ma l’interfaccia non permetteva di rimuovere facilmente quel metodo e configurarlo di nuovo con una carta.

L’operatore ha anche prospettato una ricarica di emergenza e, come alternativa per utilizzi successivi, il ricorso a una tessera richiedibile presso una concessionaria Hyundai. Nel complesso, tuttavia, il tentativo è stato considerato fallito: troppo tempo speso tra app, QR code, pagamenti e assistenza, senza ottenere una normale esperienza di ricarica autonoma.

Enel X parte soltanto dopo il riavvio

A pochi metri era disponibile una stazione Enel X. L’app identificava la colonnina e permetteva di selezionare il connettore CCS Combo 2, ma anche in questo caso il comando di avvio rimaneva in elaborazione prima di restituire un errore. La semplicità teorica dell’app, quindi, non si traduceva in un’effettiva immediatezza d’uso.

L’assistenza ha chiesto il numero di serie riportato sulla targhetta della colonnina e ha avviato un ripristino da remoto. Durante la procedura la stazione è risultata prima non operativa, poi nuovamente disponibile, con la necessità di attendere un secondo passaggio di riavvio. La spiegazione fornita dall’operatore indicava un disallineamento tra la colonnina e il sistema di gestione utilizzato dall’app.

Dopo il ripristino la ricarica è finalmente partita. L’episodio evidenzia però una criticità pratica: il tempo necessario a individuare e correggere il problema è stato superiore a quello impiegato per raggiungere la stazione. Anche quando l’assistenza riesce a intervenire, una colonnina che dipende da un riavvio remoto non offre l’esperienza prevedibile richiesta durante un viaggio.

Il confronto con la rete Supercharger

L’impressione emersa dall’esperienza sul campo è nettamente favorevole alla rete Supercharger di Tesla, giudicata più semplice e affidabile. La valutazione nasce dal confronto diretto con una serata segnata da errori nelle app, procedure di pagamento poco trasparenti e interventi telefonici necessari su entrambe le reti utilizzate.

Non è soltanto una questione di potenza disponibile. Per chi viaggia in elettrico, l’affidabilità comprende la capacità dell’infrastruttura di riconoscere subito la colonnina, accettare il pagamento, comunicare correttamente con il veicolo e avviare la sessione senza passaggi aggiuntivi. Se anche uno solo di questi elementi non funziona, la velocità nominale della stazione diventa secondaria.

Il caso di Carpi mostra inoltre quanto l’esperienza utente dipenda dall’integrazione tra hardware, app, sistemi di pagamento e assistenza. Le colonnine erano disponibili, ma la procedura digitale ha impedito o ritardato l’accesso al servizio. Per rendere la ricarica adatta anche agli utenti occasionali non basta installare nuove postazioni: occorre fare in modo che siano riconoscibili, pagabili e operative al primo tentativo.

Una domanda per voi

Quanto pesa l’affidabilità di app e pagamenti rispetto alla potenza della colonnina nella scelta di una rete di ricarica?

Nota sulla redazione

Questo articolo è stato generato con il supporto dell'intelligenza artificiale a partire dalla trascrizione del video originale, riorganizzandone i contenuti in forma editoriale. Le informazioni riportate derivano da quanto espresso nel video.

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=buprI5DNDjU

Matteo Valenza

di

Matteo Valenza

https://bit.ly/m/MatteoValenza

Ciao! seguo il mondo della mobilità elettrica da ormai tantissimo tempo... e ne ho fatta una passione, con Elettronauti.it ed il mio canale Youtube andiamo ad esplorare tutti i temi legati a questo mondo... vi aspetto!

Porta energia nuova alle tue scelte con la nostra consulenza sull'elettrico.

Affidati ai nostri esperti per orientarti al meglio nel mondo della mobilità elettrica. Prenota una consulenza e scopri come trasformare la tua passione per l'elettrico in soluzioni concrete e vantaggiose.