

di Emanuele Oggioni
Renault rinuncia a quotare Ampère
Renault ha gettato la spugna sull’operazione di quotazione delle sue attività industriali dedicate alla produzione di veicoli elettrici, conosciuta con il nome di Ampère. Il top management ha preso atto della difficoltà del segmento BEV in termini di vendite, della scarsa profittabilità (il ritorno sugli investimenti si allunga nel tempo se i volumi di produzione sono più bassi), e del conseguente scarsissimo interesse da parte degli investitori per i titoli che producono auto elettriche. Avevamo già espresso i nostri dubbi nell'analisi fatta a metà novembre in una puntata de L'elettrico in Borsa, quindi solo poco più di un paio di mesi fa, sull’IPO (initial public offering, ossia il processo di vendita di azioni per far quotare una società attualmente non ancora presente sui listini borsistici).


Il mercato azionario è negativo
I titoli del settore automotive specializzati sulle BEV stanno andando male in Borsa: la blue chips Tesla è il secondo peggiore titolo da inizio anno, ossia il penultimo come performance (502esimo sui 503 che attualmente compongono il principale indice americano, lo S&P500), segnando un calo del -24% (per circa 600 miliardi di dollari di capitalizzazione, quindi sempre e di gran lunga il primo titolo automotive del mondo in valore borsistico). Questo ribasso ha azzerato i guadagni fatti nell'ultimo anno. Tra gli altri titoli del settore, notiamo che il colosso cinese quotato al Nasdaq, Li Auto, che pure ha numeri in crescita, è calato del 21% da inizio anno, quindi in un mese, in linea con il calo di Lucid, mentre Rivian scende del 28%, NIO del 38%, e XPeng ben del 42%. Per concludere in “bellezza” con Fisker, che da -55% ed è diventata una “penny stock”, ossia quotata meno di un dollaro per azione (al momento, circa 80 centesimi), e che sappiamo da tempo versare in cattive acque finanziarie.


Cosa farà Renault?
Il management di Renault ha confermato i targets di Ampère (vendere ben 300mila BEV al 2025, rispetto a 45mila del 2023, e addirittura 1 milione al 2031, con 7 modelli nella gamma), e quindi il raggiungimento del pareggio operativo (break-even). Tale break-even diventa probabilmente più complicato da raggiungere se le vendite di auto elettriche rallentano a livello europeo, a seguito dei prezzi sempre elevati, e del calo di potere di acquisto da parte dei consumatori. La stessa Ampère aveva promesso di ridurre i prezzi di vendita delle auto elettriche del 40% (non prima del 2027-28, in ogni caso), in modo da renderle più facilmente acquistabili dal grande pubblico. Nissan Motors e Mitsubishi, storici partner industriali e finanziari di Renault, si erano dette pronte a continuare ad investire nella crescita di Ampère con 800 milioni di euro nella stessa. Soldi che saranno risparmiati…

Cosa ne pensi di questa situazione di Renault / Ampère?

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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