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Renault chiude la porta a BYD: respinte due offerte per entrare nel capitale

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BYD avrebbe tentato per due volte di entrare nel capitale di Renault, ma il costruttore francese avrebbe respinto entrambe le proposte, preferendo difendere la propria indipendenza nel mercato europeo. L’operazione, se fosse andata in porto, avrebbe potuto modificare profondamente gli equilibri dell’industria automobilistica del Vecchio Continente.

Il gruppo cinese non avrebbe cercato una semplice collaborazione commerciale o un accordo limitato alla produzione di alcuni modelli. L’obiettivo sarebbe stato acquisire una partecipazione in Renault, mettendo sul tavolo le proprie tecnologie per le auto elettriche, i sistemi ibridi plug-in e le batterie.

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In cambio, BYD avrebbe potuto ottenere qualcosa di altrettanto importante, ovvero l’accesso alla capacità produttiva europea del gruppo francese. Una soluzione che avrebbe permesso al colosso cinese di accelerare sensibilmente la propria espansione industriale nel continente.

Il primo tentativo di BYD sarebbe arrivato nel 2024

Il primo approccio risalirebbe al 2024, quando Renault era ancora guidata da Luca de Meo e stava rafforzando la propria strategia basata sulle alleanze internazionali. Inizialmente, un possibile accordo con BYD non sarebbe apparso incompatibile con questa politica.

La proposta cinese, tuttavia, sarebbe andata ben oltre una normale collaborazione industriale. BYD avrebbe manifestato l’intenzione di diventare azionista di Renault, ottenendo così un ruolo molto più importante negli equilibri futuri del costruttore francese.

Un ingresso nel capitale avrebbe infatti trasformato completamente la natura del rapporto, che non sarebbe stato limitato alla condivisione di tecnologie, componenti o capacità produttiva. Renault avrebbe quindi deciso di respingere la proposta, ritenendola troppo invasiva per la propria strategia europea.

Il primo rifiuto non avrebbe però fermato BYD, che sarebbe tornata alla carica poco più di un anno dopo.

Una seconda proposta sarebbe arrivata nell’autunno 2025

Il secondo tentativo risalirebbe all’autunno del 2025 e avrebbe riproposto un accordo particolarmente ampio. Renault avrebbe potuto ottenere l’accesso alle tecnologie elettriche e ibride plug-in sviluppate dal gruppo cinese, comprese le competenze nel settore delle batterie.

Per Renault, una collaborazione di questo tipo avrebbe potuto ridurre i costi di sviluppo e accelerare l’introduzione di nuove tecnologie elettrificate, mentre BYD avrebbe conquistato una base industriale già operativa nel cuore dell’Europa.

Anche questa proposta, tuttavia, sarebbe stata respinta. Il costruttore francese avrebbe considerato prioritario mantenere il controllo delle proprie attività nel continente, evitando di concedere troppo spazio a un concorrente in rapida crescita.

La posizione di Renault appare quindi piuttosto chiara. Il gruppo resta disponibile alle alleanze, ma non sembra intenzionato a rinunciare alla propria autonomia nel mercato europeo.

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Gli stabilimenti Renault avrebbero accelerato l’espansione di BYD

L’interesse di BYD per Renault si inserisce in una strategia europea molto più ampia. Il costruttore cinese sta aumentando rapidamente la propria presenza commerciale e ha bisogno di una capacità produttiva locale sempre maggiore.

Accedere agli stabilimenti Renault avrebbe rappresentato una straordinaria scorciatoia industriale, perché BYD avrebbe potuto utilizzare infrastrutture già operative senza attendere i lunghi tempi necessari per costruire nuove fabbriche.

Produrre direttamente in Europa consente inoltre di ridurre i costi logistici e limitare l’impatto dei dazi sulle vetture importate dalla Cina. Per questo motivo, la produzione locale sta diventando sempre più importante nella strategia dei gruppi asiatici.

BYD ha già investito in un nuovo stabilimento in Ungheria, ma continua a cercare altre opportunità. Il gruppo starebbe valutando anche l’acquisizione di una fabbrica esistente, con Francia e Spagna tra i Paesi considerati più interessanti.

Il rapporto con Geely potrebbe aver pesato sulla decisione

Renault non è contraria alle collaborazioni con i costruttori cinesi, come dimostra il rapporto sempre più stretto con Geely. I due gruppi hanno sviluppato diverse partnership internazionali e hanno creato Horse Powertrain, società specializzata nei motori a combustione e nei sistemi ibridi.

Questa alleanza permette di condividere investimenti e ridurre i costi, dimostrando che Renault è disponibile anche a collaborazioni molto profonde. La differenza sembra riguardare soprattutto il controllo delle attività europee, che il gruppo francese vuole mantenere saldamente nelle proprie mani.

Un eventuale ingresso di BYD avrebbe inoltre aggiunto un altro grande partner cinese a una struttura già complessa, creando possibili tensioni negli equilibri industriali con Geely.

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BYD continuerà a cercare nuove opportunità in Europa

Il doppio rifiuto difficilmente fermerà i piani europei di BYD, che dispone delle risorse finanziarie e industriali necessarie per valutare altre possibilità. L’acquisizione di impianti esistenti resta una delle opzioni più interessanti per accelerare la produzione locale.

La vicenda conferma anche il profondo cambiamento avvenuto nell’industria automobilistica mondiale. In passato erano soprattutto i costruttori europei a cercare alleanze per entrare nel mercato cinese.

Oggi accade sempre più spesso il contrario. I gruppi cinesi cercano stabilimenti, marchi e partner per rafforzare direttamente la propria presenza in Europa, mentre le case tradizionali devono decidere fino a che punto aprire le porte ai nuovi concorrenti.

Renault avrebbe scelto di proteggere la propria indipendenza, rinunciando alle tecnologie e alle risorse che BYD avrebbe potuto mettere sul tavolo. Resta da capire se questa strategia si rivelerà vincente nel lungo periodo.




Secondo voi Renault ha fatto bene a respingere BYD oppure avrebbe dovuto accettare un accordo per ottenere tecnologie e risorse?

Fonte

Andrea Cornali

di

Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

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