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Porsche chiude tre divisioni e taglia oltre 500 posti

4 min.

Porsche accelera la sua ristrutturazione interna e annuncia la chiusura di tre divisioni strategiche con oltre 500 tagli occupazionali.

La decisione arriva in un momento molto delicato per il marchio tedesco, che sta affrontando un forte rallentamento delle vendite globali, margini in calo e una transizione elettrica più complessa del previsto.

La casa automobilistica ha confermato la chiusura delle società Cellforce Group GmbH, Porsche eBike Performance GmbH e Cetitec GmbH, realtà nate per sviluppare tecnologie legate alle batterie, alle eBike e ai software di comunicazione per il settore automotive.

Porsche cambia strategia e torna al core business

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Il nuovo CEO Michael Leiters ha spiegato che l’azienda deve concentrarsi nuovamente sul proprio business principale per affrontare una fase economica sempre più difficile.

Secondo il manager, la strategia precedente aveva portato Porsche a investire pesantemente in settori considerati promettenti durante il boom dell’elettrico.

Oggi però il mercato è cambiato rapidamente, le vendite BEV crescono meno del previsto in diversi Paesi e molti costruttori stanno rallentando i piani di elettrificazione totale.

La riduzione dei costi è diventata una priorità assoluta per mantenere alta la redditività del marchio, storicamente tra i più profittevoli dell’intero gruppo Volkswagen.

Leiters ha definito i tagli una scelta dolorosa ma necessaria per garantire il futuro dell’azienda.

Addio alla produzione interna delle batterie

Uno dei segnali più importanti riguarda la chiusura di Cellforce, divisione nata per sviluppare celle batteria proprietarie ad alte prestazioni. Negli ultimi anni Porsche aveva presentato il progetto come una tecnologia chiave per differenziare le proprie auto elettriche dalla concorrenza.

L’idea era creare accumulatori più leggeri, più veloci nella ricarica e capaci di migliorare le prestazioni sportive dei modelli elettrici del marchio, ora però la situazione è cambiata.

Porsche sembra voler dipendere maggiormente dai fornitori esterni, riducendo gli investimenti diretti nella produzione interna delle batterie. La società parla di strategia “tecnologicamente aperta”, un termine che indica anche il ritorno di interesse verso motori termici e soluzioni ibride.

Crisi in Cina e problemi per le auto elettriche

La casa tedesca sta soffrendo soprattutto in Cina, uno dei mercati più importanti per il marchio.

Le vendite nel Paese asiatico sono diminuite in modo significativo e la concorrenza dei produttori locali continua a crescere rapidamente. Marchi cinesi specializzati nelle auto elettriche offrono modelli sempre più avanzati a prezzi molto competitivi.

Anche i dazi americani e le tensioni geopolitiche stanno aumentando la pressione sui conti dell’azienda. Nel primo trimestre 2026 Porsche ha registrato un forte calo dei profitti operativi e una diminuzione delle consegne globali.

Il rallentamento della domanda EV ha costretto molti costruttori premium a rivedere i propri piani industriali. Porsche non fa eccezione e negli ultimi mesi ha già annunciato ritardi per diversi modelli elettrici.

Porsche rallenta sull’elettrico ma non abbandona le BEV

Nonostante la ristrutturazione, Porsche continuerà comunque a investire nelle auto elettriche.

L’azienda sta preparando il debutto del nuovo Cayenne elettrico e di altri modelli BEV previsti nei prossimi anni, tuttavia alcuni progetti hanno subito ritardi importanti a causa di problemi software e costi di sviluppo elevati.

Parallelamente il marchio continuerà a puntare su motori benzina e powertrain ibridi per mantenere elevati i margini di profitto.

Questa scelta rappresenta una svolta significativa rispetto agli obiettivi annunciati pochi anni fa, quando Porsche parlava di una gamma quasi totalmente elettrica entro il prossimo decennio.

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Nuovi tagli dopo quelli già annunciati nel 2025

I nuovi 500 licenziamenti si aggiungono ai precedenti piani di riduzione del personale annunciati negli ultimi mesi.

Porsche aveva già comunicato la volontà di eliminare circa 1.900 posti entro il 2029, principalmente negli stabilimenti tedeschi di Stoccarda e Weissach.

La crisi del settore automotive europeo continua quindi a colpire anche i marchi premium più prestigiosi.

La combinazione tra costi elevati, rallentamento dell BEV e concorrenza cinese sta cambiando profondamente l’industria automobilistica globale. Molte aziende stanno infatti tornando a strategie più prudenti per proteggere i profitti e ridurre i rischi indust




Cosa ne pensi della scelta di Porsche di ridurre gli investimenti nell’elettrico e tornare a concentrarsi sui motori tradizionali e ibridi?

Fonte

Andrea Cornali

di

Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

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