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Rifiuti di plastica
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Plastica, falliscono i negoziati tra 184 Paesi

5 min.

Presso la sede delle Nazioni Unite di Ginevra si sono concluse, come da previsioni, le trattative per arginare l'uso incontrollato della plastica. Casualmente i Paesi produttori di petrolio sono tra i pochi contrari ai negoziati.

La crisi della plastica sta accelerando e l’industria petrolchimica è determinata a seppellirci per ottenere profitti a breve termine.

Graham Forbes, capo delegazione di Greenpeace

Sono durati una decina di giorni i negoziati per conseguire il primo trattato internazionale per la lotta contro l'inquinamento da plastica. Come anticipato, i 184 Paesi coinvolti non hanno raggiunto un'intesa. Tanti sono i punti su cui c'è stato dibattito: dalle tipologie di finanziamenti da percorrere, agli effetti delle microplastiche sulla salute degli organismi viventi e sull'uomo.

Il mancato raggiungimento di un accordo deve essere un campanello d’allarme per il mondo intero: porre fine all’inquinamento da plastica significa affrontare direttamente gli interessi dei combustibili fossili.

Greenpeace
Negoziati ONU 2025 sulla plastica | Elettronauti.it

https://elettronauti.it/sorplas-la-plastica-riciclata-per-i-nuovi-dispositivi-elettronici-e-non/

Questo primo storico trattato avrebbe dovuto mettere dei paletti alla crescita esponenziale dell'utilizzo della plastica, soprattutto quella monouso, obbligando le grandi aziende produttrici a controlli severi riguardo le sostanze chimiche tossiche utilizzate per la produzione. Nonostante i negoziati siano andati come molti addetti a lavori si aspettassero, non tutto è da buttare, come ha affermato Inger Andersen, direttore esecutivo del programma dell’Onu per l’ambiente:

Dobbiamo riconoscere che sono stati compiuti progressi significativi. Questo processo non si fermerà – ha affermato – ma è troppo presto per dire quanto tempo ci vorrà per arrivare a un accordo.

Inger Andersen, direttore esecutivo del programma dell’Onu per l’ambiente

Le due bozze di testo del trattato sulla plastica... rimangono solo delle bozze

https://elettronauti.it/cop28-al-jaber-presidente-negazionista/

Purtroppo però, come successo lo scorso anno in Corea del Sud, anche questi trattati si sono conclusi con un nulla di fatto.

E dire che le bozze esistenti che avrebbero portato ad un primo e storico trattato giuridicamente vincolante sull'inquinamento da plastica, oceani inclusi, erano ben due. Luis Vayas Valdivieso, presidente del comitato negoziale, aveva redatto due bozze del testo che rappresentavano, a suo dire, le opinioni espresse dai Paesi presenti. Ma gli stessi rappresentanti hanno poi deciso di non accettare nessuna delle due bozze per gettare le basi del trattato. Lo stesso presidente del comitato ha poi dichiarato che non saranno previste ulteriori azioni in questo negoziato. A questo punto i rappresentanti di Norvegia, Australia, Tavalu e di altre nazioni hanno espresso profonda delusione per l'accaduto. Il Madagascar ha invece asserito come il mondo "si aspettasse azioni [da questo negoziato]". Jessika Roswall, commissaria europea, ha affermato che L'Unione Europea e gli Stati membri si aspettavano di più da questi negoziati, e che nonostante le bozze non soddisfassero le richieste dell'UE, costituissero una base di partenza per un secondo negoziato di approfondimento. Perfino la Cina, tramite la sua delegazione, ha detto che la lotta alla plastica è una "maratona" che va affrontata sul lungo periodo e che questa ennesima battuta d'arresto deve essere un nuovo punto di partenza, esortando le altre nazioni a collaborare per donare un futuro migliore alle nuove generazioni che abiteranno il pianeta Terra, si spera, senza un grave problema legato all'inquinamento da plastiche e microplastiche.

Cosa avrebbe previsto questo trattato?

Tra i vari temi ci sarebbe stato quello che avrebbe potuto imporre limiti alla produzione di nuova plastica vergine oppure avere un focus improntato più su progettazione, riciclaggio e riutilizzo delle plastiche esistenti. Al primo punto si sono opposti ovviamente i Paesi leader nel settore della produzione di petrolio e gas, insieme "all'industria della plastica". Tra questi c'è infatti l'Arabia Saudita che si oppone ad entrambe le bozze di Valdivieso.

Anche la seconda bozza, pubblicata nel giorno di Ferragosto, non è stata ritenuta idonea nonostante fosse stato sostituito il limite alla produzione di plastica con un più generico riconoscimento che gli attuali valori di produzione e consumo sono insostenibili per il prossimo futuro dell'intero globo. La nuova formulazione affermava che tali valori superino le effettive capacità di riuscire a gestire i rifiuti prodotti, "rendendo necessaria una risposta globale coordinata per arrestare e invertire tali tendenze".

All'interno della bozza viene indicato anche come ridurre i prodotti plastici contenenti "una o più sostanze chimiche preoccupanti per la salute umana o l’ambiente". Oltre che a ridurre la produzione e utilizzo di plastica monouso.

https://elettronauti.it/cop29-papua-nuova-guinea/

Plastica e dati

Sono solo delle stime, ma parrebbe che ogni anno nel mondo vengano prodotte più di 460 milioni di tonnellate di plastica, l'equivalente di 1.948 MSC Irina ovvero la nave container più grande al mondo. Di queste centinaia di milioni di tonnellate, circa il 75% diviene un rifiuto che finirà in gigantesche discariche a cielo aperto o peggio ancora, nei mari e negli oceani, diventando cibo e causa di morte per che vive negli ecosistemi marini e per chi si ciba di essi... quindi anche noi che peschiamo e cuciniamo pesci e crostacei contenenti microplastiche.

Secondo le stime ONU, la produzione di plastica potrebbe anche raddoppiare fino ad arrivare a 884 milioni di tonnellate nel 2050, e triplicare nel 2060.

MSC Irina, nave container più grande al mondo | Elettronauti.it




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Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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