

di Gianfranco Franzoni
Pannelli solari: perché durano molto oltre i 25 anni
I pannelli fotovoltaici non smettono di funzionare allo scadere della garanzia ed i dati raccolti su impianti attivi da quasi quarant’anni lo dimostrano con chiarezza.
Nel mercato dell’energia, il riferimento ai 25 anni di garanzia è spesso percepito come un limite tecnico. In realtà, come accade per le batterie delle auto elettriche, la durata reale dei sistemi può essere ben superiore. A confermarlo è uno studio condotto dalla University of Applied Sciences and Arts of Southern Switzerland, che ha analizzato impianti installati tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta.
Lo studio svizzero su impianti attivi dagli anni Ottanta
Il gruppo di ricerca guidato da Ebrar Özkalay ha esaminato sei sistemi fotovoltaici entrati in funzione tra il 1987 e il 1993. Tutti gli impianti sono rimasti operativi in modo continuo. Dopo quasi quattro decenni, la maggior parte dei moduli analizzati produce ancora più dell’80% della potenza originale.
Il dato non riguarda singoli casi isolati. Al contrario, emerge da un’analisi strutturata che combina misurazioni storiche e verifiche sperimentali.

Perché questi risultati contano per il sistema energetico globale
Il risultato assume un peso rilevante se inserito nel contesto attuale. Nel 2023, oltre il 70% della nuova capacità rinnovabile installata a livello globale è arrivata dal fotovoltaico. All’inizio del 2024, la capacità cumulata ha superato 1,6 TWp, coprendo circa l’8,3% della domanda elettrica mondiale.
Degrado dei moduli: il ruolo dell’ambiente e dei materiali

Lo studio si basa su decenni di monitoraggio delle prestazioni, affiancati da test di laboratorio su moduli selezionati. I ricercatori hanno analizzato sia il decadimento della produzione sia le condizioni fisiche interne dei pannelli. I dati indicano che il fattore tempo, da solo, non è determinante.
Al contrario, il degrado è legato soprattutto alle sollecitazioni ambientali. Venti intensi, temperature estreme, cicli di gelo e disgelo e urti meccanici risultano i principali elementi di stress. In parallelo, il team ha approfondito la composizione dei moduli, analizzando l’insieme dei materiali utilizzati nella loro costruzione.
Qualità costruttiva e differenze tra i moduli
Emergono differenze nette nella qualità dei componenti. Queste differenze sono riscontrabili anche tra pannelli appartenenti alla stessa linea produttiva. La scelta dei materiali, quindi, incide in modo diretto sulla durata e sull’affidabilità nel lungo periodo.
I moduli installati nei primi anni Novanta mostrano una robustezza superiore alle attese. Le configurazioni basate su incapsulanti in EVA, backsheets in Tedlar e strutture in vetro e foglio con telaio si sono dimostrate particolarmente resistenti.
Impatti su costi, emissioni e politiche di sostituzione
Questo approccio progettuale contribuisce a ridurre il costo livellato dell’energia, a contenere le emissioni lungo il ciclo di vita e a rendere più realistico l’allungamento delle garanzie di prestazione.
Dal punto di vista economico, la fine della garanzia assume quindi un significato diverso, non rappresenta la fine tecnica dell’impianto, ma un passaggio contrattuale.
Cosa cambia per impianti esistenti e nuovi acquisti
Questo comportamento di degrado lento e prevedibile mette in discussione diversi modelli consolidati. Riguarda le strategie di sostituzione anticipata, i piani di ammortamento e anche le politiche di riciclo, spesso costruite attorno alla soglia dei 25 anni.
In termini pratici, un impianto fotovoltaico domestico ha buone probabilità di restare produttivo molto più a lungo del previsto. Inoltre, l’acquisto di un’abitazione dotata di un sistema installato da cinque o dieci anni non comporta, di per sé, criticità tecniche.
A tuo parere, alla luce di questi dati, ha ancora senso progettare incentivi, cicli di sostituzione e politiche industriali basandosi su una durata standard di 25 anni??

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.


