

di Gianfranco Franzoni
Cause legali e controversia con OpenAI - Bugie di Musk sono patologiche o solo funzionali?
Elon Musk è attualmente coinvolto in più procedimenti legali, tra cui una causa intentata da azionisti di Tesla che lo accusano di aver violato i suoi doveri fiduciari, e una nuova azione legale avviata da OpenAI, che mette in discussione la veridicità di alcune sue affermazioni passate. Tali sviluppi potrebbero rafforzare la posizione degli azionisti di Tesla nel contenzioso in corso.
Facciamo un salto indietro...
Nel 2023, un gruppo di investitori di Tesla ha avviato un’azione legale contro Musk, sostenendo che egli avrebbe utilizzato impropriamente risorse della società e violato i suoi obblighi fiduciari, in relazione alla fondazione di xAI, una società privata di intelligenza artificiale sotto il suo diretto controllo.

Musk aveva in precedenza dichiarato che Tesla sarebbe diventata un attore centrale nel campo dell’IA, ritenendo i prodotti di intelligenza artificiale essenziali per il futuro dell’azienda. Tuttavia, all’inizio del 2024, lo stesso Musk ha minacciato di interrompere lo sviluppo di tali tecnologie all’interno di Tesla, a meno che non gli venissero assegnate ulteriori azioni per rafforzare il suo controllo sulla società.
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Inoltre, è stato segnalato che componenti hardware Nvidia, acquistati da Tesla per finalità legate all’intelligenza artificiale, siano stati dirottati verso xAI, e che dipendenti Tesla siano stati assunti per lavorare in questa nuova entità.
Gli azionisti accusano Musk di aver creato una società privata che compete direttamente con Tesla, contravvenendo così ai propri doveri nei confronti della società e dei suoi investitori. La causa cita anche questioni simili emerse durante l’acquisizione di Twitter da parte dello stesso Musk.
In settimana, Musk e i membri del consiglio di amministrazione di Tesla – anch’essi imputati per non aver preso misure atte a fermare tali comportamenti – hanno depositato un’istanza per far archiviare il caso, come riportato da Bloomberg. Nella documentazione presentata in tribunale, i membri del consiglio hanno dichiarato che la denuncia “è ricca di iperboli ma carente di fatti ben circostanziati”, aggiungendo che “non si può negare la realtà: Tesla ha prosperato sotto questa direzione, generando rendimenti eccezionali per gli azionisti e progredendo nella propria missione di creare abbondanza sostenibile.”
Nonostante i tempi del procedimento siano ancora incerti, gli azionisti sembrano aver trovato un alleato inatteso: OpenAI.
OpenAI? Proprio quella OpenAI che Musk aiutò a fondare?
OpenAI, l’organizzazione co-fondata dallo stesso Musk nel 2015 come entità non profit con l’obiettivo di sviluppare un’intelligenza artificiale generale (AGI) a beneficio dell’umanità, ha avviato un’azione legale contro Musk e ha diffuso documenti che mettono in dubbio la coerenza delle sue dichiarazioni pubbliche negli anni.

Nel 2018, Musk lasciò OpenAI, citando un conflitto d’interessi con Tesla, che stava iniziando a orientarsi sempre più verso lo sviluppo di tecnologie di guida autonoma, definite da Musk stesso come una forma di “IA nel mondo reale”. Tesla cominciò così a competere con OpenAI anche nell’assunzione di personale esperto in intelligenza artificiale.
Negli anni successivi, Musk ha criticato OpenAI per essersi trasformata in una società a scopo di lucro limitato, una transizione che l’organizzazione ha giustificato con la necessità di raccogliere capitali per sostenere i costi elevati dell’infrastruttura computazionale richiesta per l’addestramento dei modelli di IA. Musk ha intentato causa contro OpenAI per questa scelta e ha anche dichiarato pubblicamente che avrebbe ritirato la causa se l’organizzazione avesse cambiato nome.
In risposta, OpenAI ha pubblicato email in cui si evidenzia che Musk, per anni, era stato d’accordo con l’idea di una trasformazione in un modello a scopo di lucro. OpenAI ha ora depositato una controquerela e rilasciato ulteriori dettagli che mostrerebbero come Musk abbia divulgato informazioni fuorvianti per anni, anche in relazione alle sue mosse successive con Tesla e xAI.
La documentazione di OpenAI
La documentazione fornita da OpenAI permette di ricostruire un quadro più chiaro dell’evoluzione del coinvolgimento di Musk nel campo dell’intelligenza artificiale:
- Anni 2010: Musk manifesta grande interesse per l’intelligenza artificiale, posizionandosi come una delle voci più critiche sui potenziali pericoli di questa tecnologia.
- 2015: Coofonda OpenAI come organizzazione non profit.
- 2017: Comunica in privato, sia all’interno di OpenAI che nella comunità IA, la necessità di trasformare OpenAI in una società a scopo di lucro per raccogliere capitali sufficienti (nell’ordine di miliardi di dollari, equivalenti a miliardi di euro) per l’infrastruttura hardware.
- 2018: Cerca di acquisire il controllo di OpenAI o di fonderla con Tesla; il consiglio di amministrazione di OpenAI rifiuta la proposta e sceglie invece di accettare investimenti da Microsoft.
- 2018: Lascia OpenAI per conflitti d’interesse con Tesla.
- 2018-2022: Tesla viene promossa come leader globale nell’IA; Musk assume numerosi specialisti in IA, dichiarando che Tesla avrebbe avuto un ruolo chiave nello sviluppo dell’AGI.
- 2022: Musk vende azioni Tesla per un valore di decine di miliardi di dollari (equivalenti a decine di miliardi di euro), in parte per finanziare l’acquisizione di Twitter.
- 2023: Dopo il successo virale di ChatGPT, fonda xAI, una società privata per sviluppare prodotti IA e competere con OpenAI.
- 2024: Un giudice annulla il pacchetto di compensi da 55 miliardi di dollari (circa 51 miliardi di euro) per Musk come CEO di Tesla, che avrebbe aumentato la sua quota di controllo nella società.
- 2024: Musk minaccia gli azionisti Tesla di non proseguire con i progetti IA a meno che non gli venga riconosciuto un maggiore controllo tramite nuove azioni.
- 2024: Assume dipendenti Tesla in xAI e reindirizza verso xAI spedizioni di hardware per l’addestramento IA inizialmente destinate a Tesla.
- 2024: Intenta causa a OpenAI per bloccare la transizione verso il modello “for-profit” a responsabilità limitata.
Tra i documenti presentati, emergono scambi interni tra Musk, i team di OpenAI e Shivon Zilis (assistente esecutiva di Musk e in seguito madre di suoi figli), che discutono della necessità di reperire nuovi capitali e quindi adottare un modello a scopo di lucro. Già nel 2017, Musk aveva tentato di ottenere azioni privilegiate e una posizione di controllo assoluto all’interno della nuova struttura.
Inoltre, aveva costituito una “benefit corporation” con finalità di lucro e impatto sociale o ambientale positivo, con Jared Birchall, suo fiduciario finanziario, come unico direttore.

Nel 2018, Musk propose anche l’integrazione di OpenAI all’interno di Tesla, proposta anch’essa respinta da OpenAI, che giudicò tale mossa come un ulteriore tentativo di ottenere il controllo totale. Dopo aver abbandonato OpenAI, Musk si è concentrato su Tesla fino alla progressiva cessione di partecipazioni per finanziare l’acquisto di Twitter. Successivamente, ha creato xAI come sua principale iniziativa privata nel campo dell’IA, mentre continuava a presentare Tesla come un’azienda attiva nel settore dell’IA e della robotica.
Si delinea un piano più ampio... in cui figura anche X (ex Twitter)!
xAI ha di recente incorporato X (precedentemente Twitter), con una valutazione attribuita da Musk di 125 miliardi di dollari (circa 116 miliardi di euro).
I documenti pubblicati da OpenAI, tra cui email e messaggi, mostrano una significativa discrepanza tra quanto dichiarato pubblicamente da Musk e le sue intenzioni e strategie private, evidenziando un impegno costante verso il controllo esclusivo di iniziative legate all’AGI.
OpenAI ha anche rivelato di aver cercato di restituire a Musk il suo investimento originario, offrendogli azioni, ma che questi avrebbe rifiutato. Secondo quanto emerge, il rifiuto potrebbe essere stato motivato dalla volontà di intraprendere un’azione legale con maggiore impatto.
Queste rivelazioni sono ora al centro delle controversie legali in corso, compresa quella con gli azionisti di Tesla, e contribuiscono a delineare un quadro complesso delle ambizioni di Musk nel campo dell’intelligenza artificiale.
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Anche come semplici simpatizzanti Tesla, le delusioni per roboanti annunci di Musk, nel corso degli anni, ha portato a rendersi conto di quanto inaffidabili, per non dire peggio, siano sempre stati. Voi credete che Musk possa cambiare atteggiamenti o peggiorerà sempre più la sua immagine pubblica, perseverando, forte della propria personale potenza economica?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.
