

di Federico Fumagalli
Omo X, lo scooter elettrico a guida autonoma è già tra noi
La rivoluzione delle due ruote è qui, e ha un nome: Omo X. Prodotto dalla startup cinese Omoway, questo scooter elettrico ha fatto furore a Jakarta, raggiungendo il palco senza conducente in modalità completamente autonoma. Cosa c’è dietro questo concentrato di innovazione?
Alla base del concept Omo X ci sono solide basi
Fondata nel 2024, Omoway vanta tra i suoi fondatori He Tao, già co‑fondatore di Xpeng Motors e ingegneri esperti di guida autonoma provenienti proprio da Xpeng, oltre a designer con esperienze nei telefoni di Vivo (smartphone). Questo mix spiega perché Omo X non è un normale scooter, ma un veicolo pensato con logiche dell’industria automotive e high-tech.

Il cuore del progetto è l’architettura proprietaria denominata Halo, che integra il modulo Halo Pilot. Tra i sistemi più sorprendenti troviamo cruise control adattivo, richiamo remoto (summon), parcheggio automatico, retromarcia autonoma e persino bilanciamento automatico a basse velocità. Funzionalità finora appannaggio delle auto di fascia alta, ora applicate a uno scooter.
Modularità e design: tre scooter in uno
Uno degli aspetti più innovativi riguarda il telaio modulare: step‑through per l’uso cittadino, setup più aggressivo da “moto”, oppure configurazione touring con borse laterali e bauletto.

Con linee squadrate e un’estetica che ricorda BMW CE o Piaggio Hexagon, l’Omo X sfoggia un look che unisce modernità e richiami al passato.
Domusweb lo descrive come un incrocio tra fusione futuristica e nostalgica
Target di mercato e prospettive future
Omo X non è pensato per gli spostamenti per hobby nei fine settimana in Europa, ma per l’uso quotidiano intenso del Sud‑Est asiatico (pendolari, consegne, viaggi). Prodotto localmente in Indonesia già dal 2026, punterà a contenere i costi.
Il prezzo stimato è di circa 3.500 €, superiore agli scooter economici ma più accessibile rispetto ai modelli di lusso. Omoway punta a conquistare anche l’Europa grazie all’equilibrio tra innovazione tecnologica e prezzo competitivo.
Naturalmente, l’introduzione di un mezzo così innovativo non è priva di sfide. Uno dei principali nodi riguarda l’affidabilità: l’integrazione di numerosi sensori e attuatori avanzati, se da un lato apre a funzionalità sorprendenti, dall’altro aumenta le probabilità di guasti e i relativi costi di manutenzione. A questo si aggiunge la questione dell’adozione da parte del mercato, specialmente in aree come il Sud-Est asiatico dove semplicità e robustezza sono spesso preferite alla complessità tecnologica. Inoltre, la guida autonoma porta con sé nuove preoccupazioni legate alla sicurezza, come la vulnerabilità a furti o possibili attacchi informatici.
Nonostante questi ostacoli, Omoway sembra avere tutte le carte in regola per affrontarli. Grazie al supporto di investitori di primo piano come Sequoia e ZhenFund, e alla presenza di un team esperto e interdisciplinare, l’azienda ha le risorse e la visione necessarie per trasformare l’Omo X da concept futuristico a realtà concreta nel panorama della mobilità urbana.
La tecnologia alla base di Omo X
Omo X rappresenta una svolta potenzialmente epocale nel mondo degli scooter: un veicolo elettrico e modulare, capace di guidare e parcheggiare da solo, con tecnologia da automobile premium. A patto che funzioni davvero e trovi i canali giusti di diffusione, potrebbe aprire la strada a una nuova era della mobilità urbana. Il futuro delle due ruote è già qui: e a volte, sembra non avere bisogno di noi.


Che ne pensate delle linee e dalla tecnologia che porta con sé Omo X by Omoway?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!