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Obbligo del casco in monopattino è sbagliato, secondo Elerent
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Obbligo del casco in monopattino è sbagliato, secondo Elerent

Il Governo è alle prese con il rinnovamento del Codice della Strada, e come ben sappiamo, toccherà un po' tutti. Dalle auto e le moto alle biciclette e i monopattini. Ed è proprio riguardo a quest'ultimi che è intervenuto Alessio Treglia, amministratore di Elerent.

Iniziamo spiegando che azienda è Elerent. Si tratta di un'azienda di noleggio di veicoli elettrici che opera in Italia, ma anche a Malta, in Spagna e in Grecia.

E come è ovvio che sia, il cambiamento di queste norme non si ripercuote solo sugli automobilisti o comunque tutti gli utilizzatori della strada, ma anche su chi ha un business nel settore dei trasporti. In particolare, il settore dei mezzi di trasporto a noleggio è particolarmente florido nell'ultimo periodo.

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Casco obbligatorio

Se ne parla ormai dalla fine del 2022. La stretta del Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, riguarderà anche biciclette e monopattini. Anzi no... solo i monopattini.

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Sebbene anche dal nostro punto di vista sia sbagliato mettere troppi obblighi in una categoria (monopattini elettrici) e lasciare più libertà nell'altra (biciclette), troviamo che alcune proposte del Ministro Salvini non siano sbagliate, se ben rettificate.

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Pare però che ci siano altre questioni che non avevamo neanche ipotizzato.

Il punto di Elerent

Effettivamente, noi siamo utilizzatori della strada. Non abbiamo aziende di sharing. E questa cosa non ci era potuta venire in mente. E a maggior ragione ora non ha senso avere questa disparità di leggi.

Alessio Treglia ha spiegato all'AGI di essere molto scettico riguardo questo DDL sull'ammodernamento del Codice della Strada.

Velocità massima consentita

L'obbligo del casco per chi usa un monopattino elettrico? Mi sembra davvero una follia. Sarebbe solo una peculiarità tutta italiana quando recenti sondaggi ci dicono ben altro: il 98% degli utenti che utilizzano un monopattino preferisce spostarsi senza casco e chi può averne disponibilità preferisce comunque non servirsene. E poi dai dati a nostra disposizione sappiamo che gli incidenti sono nettamente in calo, da quando dallo scorso novembre, al termine di un tavolo con le istituzioni, si decise di ridurre la velocità dei mezzi da 25 a 20 km/h.
Alessio Treglia, AD di Elerent

Dalle parole di Treglia si possono estrapolare due dati:

  1. Nonostante l'adozione sempre più ampia di monopattini elettrici provati e in sharing, gli incidenti sono in calo. Secondo lui grazie alla riduzione della velocità massima a 20 km/h.
  2. La quasi totalità degli utenti si muove senza casco.

A parte il fatto che personalmente, ho sempre ritenuto, da utilizzatore, il problema degli incidenti un fattore derivante dall'utilizzo indiscriminato dei mezzi in sharing da parte di più di un utilizzatore per volta o utilizzatori che non rispettano il Codice della Strada. E quindi sono sempre stato a favore di una riduzione della velocità massima. Ma solo ed esclusivamente per i mezzi in sharing, non per tutti.

Non me ne vogliate, ma sono relativamente sicuro che ognuno di noi stia 10.000 volte più attento quando utilizza un qualcosa che ha pagato con i propri soldi, rispetto a quando utilizza un qualcosa di altri, e pure assicurato.

Per quanto riguarda il secondo punto, viene alla luce un fatto non eclatante. Non essendoci alcun obbligo è normale che ognuno faccia di testa propria. Quindi chi vuole utilizza il casco e chi non vuole no. In bici non è lo stesso d'altronde?

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Assicurazione, targa e casco

Sull'assicurazione posso dire che era già obbligatoria per i servizi di noleggio, diciamo che è una tutela in più per l'utente della strada. Quanto alla targa, i nostri mezzi sono dotati di un codice identificativo che consente di emettere una sanzione in caso di violazione del codice della strada. Il casco, invece, pone un problema di adeguamento della parte logistica e un problema di igiene. Dovrebbe essere dotato almeno di una retina e va capito dove poterlo sistemare.
Alessio Treglia, AD di Elerent

Ecco dove volevamo arrivare.

L'obbligo del casco attualmente non c'è. Ma se voglio utilizzarne uno ovviamente nessuno me lo vieta. Ma per i mezzi in sharing cambia tutto.

E non possiamo che dare ragione a Treglia che mette in luce un problema logistico. Tutte le aziende che operano nel mercato dei monopattini a noleggio dovrebbero ripensare tutto. Il mezzo infatti non sarebbe l'unico oggetto da noleggiare, ma anche il casco. E il casco dovrà sicuramente essere riposto sul mezzo quando non in uso.

Ma cosa succede se il casco è rotto, sporco o mancante? Non si potrà più noleggiare il mezzo? Sono tutte domande che a nostro avviso non dovranno porsi solo le aziende, ma anche il Ministero dei Trasporti. Perchè qui il rischio è grosso.

Effettivamente imporre l'uso del casco potrebbe disincentivare chi ha puntato su questo settore e costringere le aziende a guardare ad altri mercati, e non più a quello italiano.
Alessio Treglia, AD di Elerent

Il rischio è quello vedere grandi aziende, italiane ed estere, smantellare il loro parco monopattini elettrici a noleggio in fretta e furia per non incorrere in sanzioni o peggio ancora a causa di un futuro mancato interessa per il pubblico a spostarsi ancora in monopattino elettrico.

Un mezzo sicuro, facile e comodo. Forse troppo comodo...

Ultimo appunto sulla velocità massima

Noi monitoriamo periodicamente le ruote, le batterie, facciamo tutti i controlli di legge e poi vediamo sfrecciare i monopattini di privati che truccano la velocita' dei loro veicoli come se nulla fosse. Serve un hardware diverso. Ad esempio, per le frecce, che diventeranno obbligatorie da gennaio 2024, ci sono stati ben due anni di adeguamento. La realtà è che basta ridurre la velocità e consentire a chi guida un monopattino di beneficiare di strade dedicate per risolvere un problema che non c'è.
Alessio Treglia, AD di Elerent

Senza ripetere ciò che è già stato detto sulla velocità massima di questi mezzi, sicuramente due delle cose su cui puntare in futuro sono i controlli dei mezzi privati che violano il Codice della Strada e il continuo investire su nuove ciclabili o in una viabilità più a prova di persona e non di auto.


Vi spostate in città con mezzi in sharing? Cosa ne pensate delle parole dell'amministratore delegato di Elerent?

Fonte

Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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