

di Gianfranco Franzoni
Norvegia: incentivi ridotti, diesel quasi azzerato
La Norvegia, leader mondiale per quota di mercato delle auto elettriche, continua a mostrare una transizione solida verso la mobilità a zero emissioni. I dati di vendita di gennaio confermano che la riduzione degli incentivi non ha invertito la tendenza. Al contrario, il mercato resta fortemente orientato verso l’elettrico.
Dopo un dicembre da record, c’era attesa per capire l’impatto delle nuove regole fiscali. In particolare, si temeva un ritorno delle motorizzazioni tradizionali. Tuttavia, i numeri pubblicati dissipano gran parte delle preoccupazioni.
Un sistema di incentivi ridimensionato, ma non cancellato
Negli ultimi anni la Norvegia ha sostenuto l’adozione delle auto elettriche attraverso esenzioni fiscali, accessi agevolati e facilitazioni urbane. Queste misure miravano all’obiettivo, fissato per il 2025, di raggiungere il 100% di vendite elettriche. Un traguardo che il Paese ha di fatto già centrato.
Con il consolidarsi del mercato, molti incentivi sono stati progressivamente ridotti. La modifica più rilevante è entrata in vigore a fine 2025, quando il governo ha introdotto un tetto ai benefici fiscali. I modelli elettrici più costosi sono diventati meno convenienti, mentre quelli sotto le 300.000 corone norvegesi, pari a circa 26.000 euro, hanno mantenuto le agevolazioni.
Di conseguenza, numerosi acquirenti hanno anticipato l’acquisto a dicembre. Questo ha generato un picco eccezionale nelle immatricolazioni, con oltre 35.000 nuove auto vendute in un solo mese.
Quota elettrica ancora dominante nel 2026
A gennaio 2026 le auto elettriche hanno rappresentato il 94% del mercato norvegese.
Un dato leggermente inferiore rispetto al 95,8% di gennaio 2025 e al 97% di dicembre, ma comunque estremamente elevato.
In tutto il Paese sono state vendute solo 98 auto diesel, affiancate da 29 ibride e appena 7 vetture a benzina.
In un parco circolante che sfiora i 6 milioni di veicoli, ormai prevalentemente elettrici, si tratta di volumi trascurabili. Inoltre, le vendite di auto a combustione risultano inferiori rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Nello stesso periodo sono state immatricolate 2.084 auto elettriche. Il dato è in calo rispetto a dicembre e al gennaio 2025. Tuttavia, questa riduzione è legata allo spostamento degli acquisti e non a una perdita di interesse.
Perché il diesel “cresce” solo in apparenza
Alcune letture superficiali indicano un aumento della quota diesel dall’1,5% al 4,4% su base annua.

Tuttavia, questo dato è fuorviante. Il motivo è il crollo del mercato complessivo di gennaio, che ha registrato solo 2.218 nuove auto vendute, contro una media mensile abituale compresa tra 10.000 e 15.000 unità.
In pratica, molte immatricolazioni previste per gennaio sono state anticipate a dicembre.
Di conseguenza, poche decine di auto diesel assumono un peso percentuale maggiore su un totale molto ridotto. Le vendite di vetture fossili non sono quindi aumentate in termini reali.
L’elettrico come scelta standard
In Norvegia l’auto elettrica è ormai la norma.
La maggior parte dei cittadini ha esperienza diretta con questa tecnologia e ne conosce i vantaggi pratici ed economici.
Secondo analisi precedenti, le poche auto a combustione vendute sono acquistate soprattutto da società di noleggio, destinate a turisti meno abituati alla guida elettrica.
Questi volumi minimi non giustificano investimenti rilevanti per mantenere infrastrutture dedicate ai carburanti fossili.
Inoltre, con alternative più efficienti e diffuse, l’acquisto di un’auto tradizionale appare sempre meno razionale.

Un modello osservato a livello internazionale
L’esperienza norvegese suggerisce che, una volta raggiunta una massa critica, la mobilità elettrica resta competitiva anche con incentivi ridotti. La transizione non si arresta, purché le politiche di sostegno accompagnino il mercato nella fase iniziale.
In questo senso, la Norvegia non rappresenta un’eccezione isolata, ma un possibile anticipo di quanto potrebbe accadere anche in altri Paesi.
Secondo te, altri mercati europei sono pronti a reggere una riduzione degli incentivi senza rallentare la diffusione delle auto elettriche?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.


