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No! Il pacco batteria non è la stupidità dell’essere umano!
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Alan Murarotto

di Alan Murarotto

No! Il pacco batteria non è la stupidità dell’essere umano!

11 min.

Questo meme è stato divulgato sui social network composto da un testo che spiega inequivocabilmente come: un pacco batteria della Tesla sia "dannoso per l'ambiente".

Fa seguito una foto che mostra un pacco batteria di una Tesla smontato.

No! Il pacco batteria non è la stupidità dell’essere umano! | Elettronauti.it

Il messaggio provocatorio ha ricevuto innumerevoli consensi mediante l'emoticon del pollice all'insù seguito dall'emoji dal viso rosso per esprimere rabbia o disappunto verso la batteria dell'auto elettrica e in questo caso del marchio Tesla.

Dal momento che non siamo sempre adeguatamente informati, spesso accettiamo tali insinuazioni partendo dal principio che ci sia un fondo di verità su ciò che viene contestato. Eppure un indizio che dovrebbe suscitare l’attenzione su una tale affermazione è proprio la mancanza di qualsiasi collegamento a prove, documenti ufficiali e a nessuna analisi specifica che venga riportata all’interno del testo. Il contenuto si limita ad elencare kilogrammi e tonnellate come se fosse una ricetta da cucina. Pertanto ho deciso non solo di dare una risposta corretta a tutte queste false dicerie ma anche ad altre che ho recuperato nel web.

La foto presenta un pacco batteria recente

Falso, si tratta di un pacco batteria da 85 kWh della Tesla Model S del 2014 con moduli contenenti celle 18650 agli ioni di litio NCM (Nichel-Cobalto-Manganese).

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*Nella foto qui sopra c'è un errore per quanto riguarda le altezze. In realtà sono 65 mm e 70 mm e non 650 mm e 700 mm. Motivo per il quale Tesla ha deciso negli anni di non adottare la nomenclatura standard per queste batterie cilindriche che prevede uno "0" alla fine, chiamando le 21700 semplicemente 2170. Stessa sorte anche per le nuove e chiacchierate celle Tesla 4680, ovvero 46 mm di diametro e 80 mm di altezza.

Dal 2017, Tesla propone le celle 2170 agli ioni di litio sia con la chimica NCM che NCA (Nickel-Cobalto-Alluminio), in questo caso le proporzioni tra nichel, cobalto e manganese corrisponde a 8 : 1 : 1 nell'ottica di gradualmente diminuire la percentuale del prezioso materiale che compone il catodo della cella.

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Dal 2023 sono entrate in produzione le nuove 4680 che tramite una specifica lavorazione, ha reso il nichel paragonabile al cobalto in termini di proprietà fisiche.

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Bisogna estrarre 5t di minerali di cobalto

Falso, non è necessario estrarlo! Da quest'anno Tesla utilizza esattamente lo 0% di cobalto sui suoi modelli. Il pacco batteria di alcuni veicoli elettrici e anche di altri marchi automobilistici sono effettivamente dotati di cobalto, tuttavia la percentuale sta diminuendo di anno in anno. La maggior parte del cobalto trae origine dalla lavorazione dei minerali di rame e nichel. Il cobalto è utilizzato in molti prodotti come: laptop, smartphone, circuiti integrati, semiconduttori, ecc. Si tratta di un materiale molto difficile da produrre ed è molto caro di conseguenza è un componente destinato a sparire dai pacchi batteria delle auto elettriche.

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Coloro che sono preoccupati per l’impatto umano dell’estrazione del cobalto nella Repubblica Democratica del Congo, sanno che il cobalto viene utilizzato per molti altri prodotti? I carburanti come la benzina ed il gasolio possono essere commercializzati solo dopo essere stati raffinati con catalizzatori contenenti composti di cobalto che riducono le emissioni di zolfo e protossido di azoto. Quindi, se si guida un'auto con motore a combustione interna, non si può fare a meno del cobalto.

Bisogna estrarre 3t di minerale di nickel

Falso, un pacco batteria presente nella maggior parte delle recenti Tesla Model 3 e Model Y utilizza esattamente lo 0% di nickel. Altri modelli utilizzano batterie con piccole percentuali di questo metallo.

Bisogna estrarre 22 kg di manganese

Falso, i recenti modelli Tesla tra cui la Model 3 e Model Y utilizzano esattamente lo 0% di manganese nei pacchi batteria.

Eccovi l'auto a emissioni zero

Falso, la produzione di un’auto elettrica ha un’impronta di carbonio maggiore rispetto a un’auto termica e ciò è dovuto principalmente alle celle che compongono il pacco batteria, la cui produzione richiede molta energia e risorse.

Per produrre un veicolo elettrico è sicuramente necessario il doppio dell’energia necessaria per produrre un veicolo termico, soprattutto grazie alla batteria ma dire che i veicoli elettrici stanno uccidendo il pianeta è stupido quanto dire che le case o il cibo stanno uccidendo il pianeta, poiché, in entrambi i casi, abbiamo bisogno anche di materie prime.

Oliver Vidal, direttore della ricerca al CNRS
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Ci vogliono 7,5 anni perché una BEV raggiunga un contenuto netto di CO2 pari a zero

Falso, se in Europa sono necessari 80.000 chilometri in media perché l’impronta di carbonio di un’auto elettrica raggiunga quella di un veicolo termico, tale chilometraggio vien raggiunto dopo solo 5 anni. Infatti un recente studio della società di ricerche automobilistiche iSeeCars ha analizzato più di 860.000 auto del modello 2020 per confrontare la distanza percorsa dai veicoli elettrici a batteria rispetto ai modelli a benzina.

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In base ai dati di questo studio, l'auto elettrica è guidata in media per 9.059 miglia all'anno che corrispondono a 14.576 km.

Gran parte del lavoro minerario in Africa è svolto da bambini!

Falso, un recente titolo del quotidiano Daily Telegraph affermava “Le auto elettriche sono prodotte dall’inquinamento e dalla miseria umana”. Un titolo del Washington Post segnalava come la transizione dei veicoli elettrici era guidata da “batterie al sangue”.

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Pertanto se si guarda al mondo delle auto elettriche e se in particolar modo si fa riferimento a Tesla, la notizia è completamente falsa. Il 98% del cobalto necessario a comporre le celle dei pacchi batteria delle BEV, viene estratto da delle compagnie minerarie gestite da multinazionali come Glencore (per citarne una). La situazione in tal caso è ben diversa da quella descritta nel meme e si pone un occhio di riguardo alla sicurezza e ai diritti dei lavoratori.

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Certo questo metallo bluastro fa gola a molti, dal momento che lo troviamo nei telefoni cellulari, nei computer, ecc. la richiesta non manca e attira migliaia di minatori illegali, che sarebbe più corretto chiamare “scavatori”. Eppure la popolazione europea non reclama un cobalto «pulito» quando si appresta ad acquistare un tablet o l'ultimo smartphone? Chissà come mai?

Il cattivissimo Caterpillar a gasolio

Non mi soffermo sui chilogrammi di materiale necessario alla produzione di un pacco batteria Tesla dal momento in cui sono completamente incoerenti. Il vecchio Caterpillar anni 70' che troviamo nelle miniere del Congo è da tempo stato sostituito con modelli più recenti, ciò nonostante è capace in un’ora di scavare e poi estrarre dalla miniera, le 250 tonnellate di terreno come descritto nel meme. Peccato che un tale quantitativo sarebbe sufficiente a produrre non uno ma bensì 20 pacchi batteria. E facendo quattro calcoli, con un consumo di 10 litri per pacco batteria, tale quantitativo sarebbe sufficiente per una vettura odierna, a coprire una distanza compresa tra 100 e 200 chilometri.

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L’obiettivo di ridurre se non addirittura azzerare la percentuale di cobalto nelle celle che compongono i pacchi batteria delle odierne auto elettriche ha notevolmente fatto calare la domanda e di conseguenza il prezzo del metallo prezioso. Il colosso minerario svizzero Glencore, ha dovuto ridurre la produzione nella più grande miniera di cobalto del mondo e pertanto i grossi canterpilar sono sempre meno utilizzati per modelli più adeguati alle necessità odierne.

Il cobalto non si trova solo in RDC

Vero, il Congo non è l’unico Paese africano a produrre cobalto si può elencare: Madagascar, Marocco, Zambia e Africa del Sud. L’Indonesia è il secondo produttore mondiale di cobalto, davanti ad Australia e Russia.

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Spoiler, il gruppo minerario marocchino Managem prevede investimenti nel complesso industriale di Guemassa, a 60 chilometri da Marrakech, e punta sull'entrata in produzione nel 2025. Anche se il costo del progetto non è stato ancora annunciato, questa futura fabbrica fa parte di una partnership con la casa automobilistica francese Renault.

Le chimiche delle celle al litio alla fine sono tutte uguali

Falso, il bello delle celle è proprio questo, non c'è un solo modo per farle ed è ancora tutto in evoluzione.

Tesla si sta sempre più spostando dalla "vecchia" chimica Nichel-Manganese-Cobalto per le prismatiche LFP (Litio-Ferro-Fosfato), materiali che possono essere estratti ovunque e che sono anche meno costose da produrre. Una soluzione che non possiede cobalto e che piace anche a Ford, al gruppo Stellantis, MG, Volvo, BYD e tanti altri marchi automobilistici. Siamo più che certi che i bambini non sono in alcun modo coinvolti nell'estrazione di ferro e fosfato.

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La durata del pacco batterie è di 10 anni (in media)

Falso, lo dimostra il Canada dove il clima subartico comporta inverni molto rigidi e estati estremamente caldi. Nel Tesla Impact Report del 2022 viene riportato che un automobilista medio percorre circa 15.350 km all'anno e dopo 320.000 km la perdita media di autonomia del pacco batteria Tesla è di circa il 12%. Quindi l'aspettativa di vita è di almeno 20 anni in condizioni meteorologiche avverse se paragonate a quelli dell’Italia.

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Conclusione

Evidenziare i limiti di una “soluzione” è una cosa, ma denigrare in modo fuorviante una parte essenziale è un’altra. L'impatto ambientale non si limita al tema dell'impronta di carbonio. L’auto elettrica solleva interrogativi leciti sull’inquinamento, sull’estrazione, sulle risorse disponibili, che troppo spesso portano a trarre conclusioni fuorvianti, false o disoneste. I dibattiti si infiammano sui veicoli elettrici eppure gli studi scientifici sono unanimi, le BEV sono responsabili di emissioni considerevolmente inferiori nel corso della loro vita rispetto ai veicoli a combustione interna. Pertanto ai detrattori che adorano i motori ruggenti e gli scarichi dall'alito esplosivo, che odiano le auto elettriche e che non faranno mai salire i loro figli a bordo perché nell’immaginario collettivo le BEV esplodono ed emanano ipotetiche onde elettromagnetiche, vi consiglio di leggere l’ultima parte di questo articolo.

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Respirare i gas di scarico fa bene alla salute!

Falso, bruciare benzina non solo crea molti più danni climatici ma fa anche ammalare le persone. Il nocivo smog chimico prodotto dalla combustione di benzina e diesel è una delle principali cause di malattie e morte prematura nel mondo. Anche piccole quantità di emissioni dallo scarico hanno grandi impatti sulla salute. Il motore endotermico delle automobili sfrutta la combustione interna di miscele che contengono  idrocarburi, come petrolio, e quindi benzina o diesel, o metano. Nel processo di combustione vengono prodotti anidride carbonica (CO2) e vapore acqueo (H2O), che sono due gas serra, i letali monossidi di carbonio e ossidi di azoto che causano malattie dell’apparato respiratorio e  cardiovascolare, che aggravano stati di salute già precari.

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L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA, 2021) riporta che l’inquinamento atmosferico è la principale causa di morte prematura e fonte di rischi per la salute umana in Europa. Secondo i dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) il settore dei trasporti in Italia è responsabile per l’anno 2019 del 25,2% delle emissioni totali di gas serra.

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Sulle elettriche, le emissioni di CO2 dipendendo dal mix energetico utilizzato per alimentarle. L'energia elettrica si può generare da qualsiasi cosa: solare, eolico, gas, nucleare, carbone, biomasse, idroelettrico. Nel caso di un veicolo termico, la filiera tra estrazione, raffinamento, distribuzione del carburante finito emette in tutto: 160 g di CO2 ogni Kilometro.

Il riciclaggio è la chiave dell'auto elettrica

La maggior parte delle critiche all’uso dei minerali nelle auto elettriche non tiene conto di un punto estremamente importante: la maggior parte dei materiali delle batterie utilizzate nelle auto vengano riciclati. Ciò ridurrà drasticamente la quantità di materiale sprecato rispetto ai combustibili fossili che scompaiono in modo invisibile ma dannoso per riscaldare il pianeta. Una volta smontato un pacco batteria da un’automobile usata i moduli vengono riutilizzati come accumulatori UPS per l’illuminazione pubblica, case, ospedali, stadi, centri commerciali, città, paesi.

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In fine vita si recupera i materiali contenuti nelle celle: rame, grafite, nickel, cobalto, manganese, ferro e litio. Per poterlo fare, le aziende del settore utilizzano principalmente 3 metodi:

  • Idrometallurgia: I componenti vengono separati e poi dissolti nell'acido per recuperare le materie prime
  • Pirometallurgia: I componenti vengono scaldati a 700° per essere poi sottoposti all'idrometallurgia per ricavarne le materie prime
  • Riciclo fisico diretto: I componenti vengono sinterizzati e riutilizzati
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David Bott, responsabile dell’innovazione presso la Society of Chemical Industry, ha dichiarato:

La cosa vera che la gente dimentica è che una volta estratto, si sarà in grado di riutilizzare l’80-90% dei metalli. Non devi tornare sul pianeta per rubare più minerali.

David Bott
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Nel corso della sua vita, un’auto a benzina sprecherà da 300 a 400 volte più risorse di un’auto elettrica. A differenza del petrolio estratto e bruciato, riciclabile esattamente allo 0%, i componenti della batteria sono loro stessi tuuti riciclabili.

Con i minerali che sono necessari per realizzare un pacco batterie è possibile ricostruirne uno nuovo, riducendo l'impatto ecologico dei veicoli elettrici successivi.




Sapevate tutte queste cose riguardo alle batterie e alle auto elettriche in generale?

Alan Murarotto

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Alan Murarotto

Tecnico meccatronico, formatore automotive, professionista della mobilità. Aiuto i lettori a districarsi nel labirinto delle dinamiche che governano la transizione energetica, dalla burocrazia agli aspetti legati alla guida di veicoli elettrici e non solo, con accenni tecnici per una visione a 360°.

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