

di Federico Fumagalli
Nissin smonta 16 BEV cinesi: "Assurdo, siamo 5 anni indietro sull'elettrico"
Il Giappone, insieme al blocco centrale degli stati europei e agli Stati Uniti, è sempre stato uno dei Paesi chiave nella produzione di veicoli. Non a caso, Toyota è il maggior produttore di veicoli al mondo e per anni è stata loro la vettura più venduta dell'anno, superata dalla Tesla Model Y lo scorso 2023.
Attualmente c'è però un altro attore che sta cercando di rubare le scene mondiali ed è la Cina, soprattutto grazie all'avvento e la diffusione delle vetture elettriche. Motivo per il quale Nissin Precision Machine, produttore giapponese di componenti per veicoli, ha deciso di volerci vedere chiaro, smontando decine di BEV cinesi, tra cui anche la Tesla Model Y "cinese" prodotta nella Gigafactory di Shanghai.
Alla base dell'indagine degli ingegneri di Nissin c'è il voler capire come mai le vetture elettriche cinesi, normalmente identificate con l'acronimo di BEV, siano meno costose in termini di prezzo finale al cliente.
Gli specialisti giapponesi hanno smontato 16 BEV cinesi
Più di 90.000 componenti e 16 vetture smontate. Gli specialisti giapponesi di Nissin Precision Machines hanno identificato principalmente tre motivi per il quale il made in China attualmente vince sul made in Japan.


Tra le vetture smontate c'è la BYD Atto 3, SUV campione di vendite in tutto il mondo, il cui prezzo di vendita parte dai 38.790 Euro. Ci si sono focalizzati la bellezza di 70 ingegneri. La vettura è stata smontata in un centro autorizzato e i commenti sul motivo per cui i cinesi riescono a contenere i costi di produzione sono stati dei più disparati. Ma tra questi spiccano:
- L'integrazione di più componenti in un unico blocco.
- La capacità di produrre il più possibile della componentistica senza dipendere da fornitori esterni.
- La standardizzazione di più componenti che possono essere utilizzati su modelli differenti.
Di per sé non parliamo quindi di scoperte sensazionali. Chi conosce il mondo delle auto elettriche da anni e segue Tesla, conosce, ad esempio, alcune tecniche produttive che hanno permesso all'azienda texana di massimizzare la produzione presso gli stabilimenti di GigaTexas e GigaShanghai. Tra questi si può citare ad esempio la tecnica del gigacasting, che permette di creare un unico blocco di alluminio pressofuso per la parte di telaio anteriore dell'auto ed un unico pezzo per quella posteriore. Questa tecnica produttiva, che stanno adottando altri produttori cinesi come Xiaomi ad esempio, permette di ridurre di molto i costi.

Non è tutto oro ciò che luccica
All'occhio esperto dei tecnici giapponesi però sono subito sorti dei dubbi riguardo alcune cose. Tra i tecnici di Nissin c'è chi ha trovato "particolare" il metodo con cui viene protetta la batteria di trazione. A detta di alcuni le celle contenute all'interno non sarebbero sufficientemente impermeabilizzate.

"I produttori cinesi danno la priorità alla riduzione dei costi il più possibile e non pensano alla qualità tanto quanto i marchi giapponesi."
Il commento di un tecnico di Nissin Precision Machines
Ad ogni modo la maggior parte dei tecnici presenti allo smontaggio delle BEV cinesi è rimasta impressionata dai risultati ottenuti dai competitor oltremare. In particolare dalla già citata BYD Atto 3 e dalla Tesla Model Y di produzione cinese.
"Scioccato nello scoprire con quante poche parti siano prodotti i veicoli BYD e Tesla. I produttori giapponesi devono usare tutta la loro esperienza per fare passi avanti nel costruire veicoli elettrici."
Il commento di un tecnico di Nissin Precision Machines
Contando il tempo letteralmente perso negli ultimi 5 anni dai vari gruppi giapponesi quali Toyota, Nissan, Mitsubishi e Honda, quanto ancora impiegheranno prima di rimettersi in pari? Se mai ci riusciranno.

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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