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Nessuno compra le auto elettriche senza gli incentivi?
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Nessuno compra le auto elettriche senza gli incentivi?

4 min.

Da fine 2023 fino a metà 2024 non si può certo dire che l'auto elettrica abbia lasciato un segno nel mercato dell'auto italiano. Quindi qualcuno potrebbe chiedersi: "ma senza gli incentivi, le auto elettriche, chi se le piglia?"

Prezzi troppo alti?

I prezzi più alti delle varianti elettriche rispetto a quelle benzina o ibrida sono sicuramente tra le causa che portano a non scegliere questa motorizzazione per molto italiani.

Questo perché quando normalmente si acquista un bene molti guardano solo il prezzo del bene stesso e non i costi che si dovranno affrontare nel tempo. Anche se un bene, come ad esempio un'auto elettrica, costa di più in fase iniziale ma poi viene a costare meno di spese di manutenzione o di "carburante", portando il TCO o Total Cost of Ownership (costo totale di proprietà) a diminuire.

Incentivi Tre auto in ricarica | Elettronauti.it

Basti pensare a spese di manutenzione ridotte all'osso o all'essenziale. Come ad esempio il cambio gomme, la ricarica del condizionatore, il cambio dei filtri abitacolo o delle spazzole dei tergicristalli. Senza contare che alcune case automobilistiche, tipo Tesla, non richiedono un tagliando obbligatorio nei primi 8 anni.

https://elettronauti.it/incentivi-2024-auto-elettriche-prezzo

I prezzi della ricarica alle colonnine sta aumentando troppo e risulta meno conveniente del carburante fossile?

A parte l'ovvietà che, a parità di costo, l'energia elettrica è a emissioni zero (nella maggior parte dei casi) o comunque a emissioni decisamente ridotte rispetto all'utilizzo di carburanti fossili, è innegabile che purtroppo stiamo attraversando un periodo in cui, nonostante il PUN (Prezzo Unitario Nazionale) dell'energia elettrica sia in discesa, il prezzo alle colonnine sia in salita.

Purtroppo questo è un caso tutto italiano, sintomo di una mancata o errata regolamentazione in materia. Ma all'atto pratico ci troviamo d'innanzi a prezzi che per la corrente alternata (AC) sfiorano i vecchi costi delle colonnine HPC più veloci e intorno agli 80 centesimi per kWh, mentre per le colonnine più veloci in corrente continua (DC) si arriva anche ad 1 Euro per kWh.

Purtroppo attualmente la convenienza della ricarica elettrica rispetto all'acquisto dei carburanti è andata a scemare rendendo i viaggi in elettrico costosi quasi quanto quelli tradizionali. Discorso diverso per chi ha impianto fotovoltaico, batterie di accumulo o che comunque ha la possibilità di ricaricare in casa. Della serie... sono riusciti nell'intento di rendere veritiera la diceria che per avere un'auto elettrica bisogna per forza avere il box e caricare a casa.

Un discorso a parte, le reti Supercharger Tesla ed HPC Ionity, che nell'ultimo periodo, chiedendo una modesta tariffa fissa mensile, hanno ridotto il costo per kW e reso accessibile le loro stazioni a tutte le EV, non solo per i proprietari Tesla nel caso dei Supercharger, ma anche per chi, nel caso di Ionity, non possiede un'elettrica di uno dei marchi appartenenti al consorzio di produttori suoi partner, come BMW, Daimler ed il Gruppo Volkswagen.

https://elettronauti.it/tesla-supercharger-tariffe-aggiornate

O forse non sono tutti scemi?

Eh sì, perché persino i sassi sapevano che prima o poi questi dannati incentivi 2024 per le auto a zero e base emissioni sarebbero usciti. Ad inizio anno si diceva che marzo sarebbe stato l'inizio del boom di vendite di auto elettriche. Era quasi tutto pronto. Molte case automobilistiche avevano già abbassato molto listini per farle rientrare nel tetto dei 42.700 € IVA compresa. Basti pensare alla Tesla Model Y che in poco tempo è passata da circa 60.000 € a 49.990 € con l'arrivo del modello RWD inizialmente non previsto, e successivamente è stata ribassata per rientrare negli incentivi.

Ed è qui il punto della situazione. Tutto era pronto. Tutti erano pronti ad acquistare. Ma a quanto pare il governo non era pronto ad elargire un bonus europeo per la paura di penalizzare l'azienda automobilistica italiana.

Si era addirittura parlato in passato di un bonus diretto solo al made in Italy. Poi c'è stato lo "scandalo" dell'Alfa Romeo Milano, rinominata Junior a "causa" della legge sull'Italian Sounding. Perché era più importante ribadire che la Milano fosse costruita in Polonia piuttosto che capire perché le aziende automobilistiche italiane non producono quasi più nulla in Italia.

https://elettronauti.it/ecobonus-2024-favoriremo-made-in-italy

Quindi ci siamo ritrovati in una situazione di stallo. Da una parte il governo che ha aspettato mesi prima di ufficializzare gli incentivi 2024. E dall'altra e possibili compratori, che sapevano già a quanto ammontavano i bonus e che sicuramente non si sarebbero messi a fare un acquisto anticipato sapendo che prima o poi sarebbe arrivati gli incentivi.




Ora non ci resta che vedere gli effetti degli incentivi 2024 entrati in vigore sabato 25 maggio.

Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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