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Nel 2022 record di sussidi alle fonti fossili da parte del G20. Alla faccia della COP26 di Glasgow!
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Nel 2022 record di sussidi alle fonti fossili da parte del G20. Alla faccia della COP26 di Glasgow!

4 min.

Glasgow, 31 ottobre 2021 - 12 novembre 2021. I rappresentati del G20 si erano incontrati, come ogni anno da poco più di un ventennio a questa parte, per dar vita alla XXVI Conferenza delle Parti dell'UNFCCC o, molto più semplicemente, alla COP26.

Un po' come accade quasi ogni anno, i 20 più ricchi Paesi al mondo decidono di fare promesse che poi non vengono regolarmente mantenute. O, nel migliore dei casi, vengono ritardate a nuova data alla COP successiva.

In particolare, nel 2021 si era deciso di ridurre la dipendenza da tutti i combustibili che contribuiscono al riscaldamento globale. E come è giusto che sia...

Record di sussidi alle fonti fossili nel 2022!

Per la precisione sono stati 1.400 miliardi di dollari quelli investiti nelle fonti. Secondo le ricostruzioni, la colpa sarebbe da imputarsi all'aumento dell'inflazione globale dovuta alla pandemia e alla recente invasione russa dell'Ucraina. Al che, si auspicherebbe una Carbon Tax più elevata.

Piena priorità […] alla transizione verso l’energia pulita, utilizzando le nostre risorse per migliorare ciò che può essere fornito dal settore privato.”. Tra le misure, appunto “porre fine al nuovo sostegno pubblico diretto al settore energetico internazionale senza sosta dei combustibili fossili entro un anno dalla firma di questa dichiarazione. […] la produzione globale e l’uso di combustibili fossili senza sosta devono diminuire in modo significativo entro il 2030. [Per favorire] le transizioni energetiche, l’accesso all’energia e sostenere lo sviluppo delle tecnologie pulite, migliorando i mezzi di sussistenza e le prospettive occupazionali in tutto il mondo. [Finanziare con soldi pubblici la riduzione] dei costi delle alternative energetiche pulite come l’energia solare ed eolica.
Un estratto dalla COP26

Occorre però ricordare che già nel 2009 si era deciso di ridurre gradualmente gli inefficienti sussidi alle fonti fossili. Nel 2016 invece era stato avviato il programma Peer Review che vedeva ogni anno una coppia di Paesi affiancarsi per aiutarsi. In particolare, le coppie prevedevano un Paese avanzato e uno emergente. Le prime coppie sono state USA e Cina, Germania e Messico, Italia e Indonesia.

Tra il 2019 e il 2021, si era passati dai 600 miliardi ai 500 miliardi di dollari in sussidi alle fonti fossili da parte dei Paesi del G20. Per poi triplicare con 1.400 miliardi nel 2022.

Nel 2022 record di sussidi alle fonti fossili da parte del G20. Alla faccia della COP26 di Glasgow! | Elettronauti.it

La "causa" di questi sussidi però sarebbe da imporre ai consumatori. Nel senso che molti Paesi, tra cui l'Italia, hanno agevolato l'acquisto dei carburanti nelle stazioni di servizio nei momenti in cui i prezzi erano folli.

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Giusto o sbagliato?

Sicuramente una mossa che è pesata sulla casse dello Stato. Bisognerebbe capire se eticamente è una mossa corretta o meno. Da una parte pensiamo che sia stato corretto aiutare i consumatori ad acquistare i carburanti ad un prezzo equo. Ricordiamoci che l'automobile è sì un bene di lusso a volte, ma in genere viene usato più per andare a lavorare.

Ma al contempo pensiamo che sia stato sbagliato continuare ad incentivare l'acquisto di un bene che era diventato costoso nel momento in cui sono stati ad esempio tolti molti incentivi all'acquisto di auto che non prevedono l'utilizzo di fonti fossili. Oppure sono stati ridimensionati degli incentivi statali che stavano andando veramente bene. Forse troppo. Ma in questa maniera al posto che portare il tuo cittadino e consumatore verso una tecnologia più ecologica e che non necessiterà più di legarsi alla compravendita di benzine o gasoli, gli dai solo un incentivo per continuare ad inquinare, con l'aggravante che se dovesse riaccadere un'aumento dei prezzi della benzina, probabilmente la storia si ripeterà.

Ed intanto i prezzi della corrente elettrica alle colonnine è completamente senza regole, molte colonnine risultano costruite e non collegate, o molto più semplicemente perennemente non funzionanti. Sintomo di un'Italia che va a due velocità. Quella che è celere nel procrastinare un problema e quella che è estremamente lenta a regolamentare la transizione. Ma forse anche qui sarà colpa dei cinesi.

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Quindi, giusto o sbagliato?

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Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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