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Navi elettriche: ricarica wireless in mare più vicina
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Aggiornato il
Gianfranco Franzoni

di Gianfranco Franzoni

Navi elettriche: ricarica wireless in mare più vicina

4 min.

Le navi elettriche potrebbero presto ricaricare le batterie direttamente in mare grazie a una nuova tecnologia sviluppata in Norvegia. Un consorzio formato da aziende e centri di ricerca ha infatti realizzato un sistema di ricarica induttiva magnetica progettato per funzionare anche nelle condizioni difficili dell’offshore.

Il progetto, chiamato Ocean Charger, è stato guidato dal costruttore navale Vard insieme agli istituti di ricerca SINTEF e NORCE.

L’obiettivo è rendere operative imbarcazioni di servizio a zero emissioni, in particolare quelle utilizzate nei parchi eolici offshore. In parallelo, il sistema punta a sfruttare direttamente l’energia prodotta dalle turbine eoliche marine per ricaricare le navi.

Una ricarica “plug and play” anche in condizioni estreme

Secondo i ricercatori, il nuovo sistema funziona in modo semplice. Giuseppe Guidi, senior research scientist di SINTEF, lo ha paragonato al gesto di “inserire una tazza nel portabicchieri”.

La soluzione utilizza un collegamento a induzione magnetica completamente protetto da materiali resistenti alla corrosione marina.

Grazie a questo approccio, il trasferimento di energia avviene senza contatto fisico diretto tra i componenti elettrici.

Nelle prime fasi del progetto erano stati testati connettori tradizionali ad alta potenza.

Tuttavia, l’esposizione continua all’aria salmastra provocava deterioramento e problemi di manutenzione.

Håvard Vollset Lien, vicepresidente ricerca e innovazione di Vard e responsabile del progetto Ocean Charger, ha spiegato che movimento delle onde, usura meccanica e corrosione aumentavano rischi e costi operativi.

Di conseguenza, il team ha scelto di sviluppare un sistema più robusto e adatto all’ambiente offshore.

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Come funziona la ricarica induttiva per le navi elettriche

Il sistema di ricarica wireless marittima è composto da due bobine magnetiche. La prima è collegata tramite un cavo flessibile alla stazione di ricarica, che può essere installata direttamente su una turbina eolica offshore. La seconda si trova all’interno di un alloggiamento posizionato sulla nave.

Quando le due bobine si avvicinano, un campo magnetico trasferisce energia elettrica senza bisogno di contatti metallici esposti. Secondo gli sviluppatori, non è necessario un allineamento preciso. Il collegamento funziona anche con movimenti del mare e oscillazioni della nave.

Questo aspetto rappresenta uno dei principali vantaggi della tecnologia. Inoltre, riduce la necessità di manutenzione frequente.

Energia offshore e conversione della corrente

Dietro il sistema esiste però una struttura tecnica complessa.

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L’energia prodotta dalla rete offshore viene inizialmente convertita da corrente alternata a corrente continua. Successivamente, passa attraverso un cavo ad alta tensione e viene trasformata in corrente ad alta frequenza.

A quel punto, il trasferimento avviene tramite il campo magnetico generato dalle bobine.

Una volta a bordo, la corrente viene nuovamente convertita e inviata in sicurezza alle batterie della nave.

Il progetto Ocean Charger si è concentrato proprio su questo processo. I ricercatori hanno lavorato per garantire efficienza energetica, sicurezza e affidabilità anche con mare mosso e alte potenze operative.

Applicazioni per eolico offshore e industria petrolifera

La tecnologia è stata pensata soprattutto per le imbarcazioni che operano nei parchi eolici offshore. Queste navi svolgono attività di manutenzione, trasporto tecnici e supporto alle infrastrutture energetiche marine.

Tuttavia, il sistema potrebbe essere utilizzato anche dalle Platform Supply Vessel (PSV) impiegate nell’industria petrolifera offshore.

Secondo il team norvegese, l’introduzione di sistemi di ricarica automatizzati in mare potrebbe accelerare la diffusione del trasporto navale elettrico. Inoltre, potrebbe ridurre consumi di carburante ed emissioni nelle operazioni offshore.

La navigazione elettrica rappresenta infatti uno dei settori più complessi della transizione energetica. Le difficoltà legate ad autonomia, infrastrutture e condizioni marine hanno rallentato finora l’adozione su larga scala.

Con tecnologie di questo tipo, però, la ricarica in mare aperto potrebbe diventare una soluzione concreta nei prossimi anni.




Secondo te, la ricarica wireless in mare potrebbe davvero accelerare la diffusione delle navi elettriche nei prossimi anni?

Fonte

Gianfranco Franzoni

di

Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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