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Destinazione dei proventi delle multe alla manutenzione e alla sicurezza delle strade italiane
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Multe, il testo-base ridisegna la destinazione dei proventi

3 min.

Il testo-base del nuovo Codice della strada propone di cambiare la ripartizione e la destinazione dei proventi delle multe. Lo schema prevede che il 30% vada all’ente da cui dipendono gli agenti o i militari responsabili dell’accertamento e il 70% all’ente proprietario della strada. Le disposizioni potrebbero però essere modificate durante la consultazione pubblica.

Regole uniformi per le diverse violazioni

La proposta eliminerebbe la disciplina separata oggi prevista per i proventi derivanti dalle violazioni dei limiti di velocità. Le stesse regole verrebbero quindi applicate a tutte le multe, indipendentemente dalla tipologia dell’infrazione.

Verrebbe superata anche la distinzione tra gli accertamenti effettuati da funzionari e agenti dello Stato e quelli compiuti dal personale di regioni, province e comuni. La ripartizione seguirebbe così il medesimo criterio del 30% e del 70%, a prescindere dal soggetto che ha rilevato la violazione.

⚡ Leggi anche: Nuovo Codice della Strada, ci siamo

Come verrebbero utilizzate le due quote

Per la quota del 30%, destinata all’ente dal quale dipendono gli agenti o i militari, il testo-base prevede che una parte finanzi il potenziamento dell’attività di controllo. La percentuale da vincolare a questo scopo non è stata ancora indicata. La somma restante potrebbe essere impiegata dallo Stato o dagli enti locali senza specifici vincoli di destinazione.

La quota del 70%, assegnata al proprietario della strada, dovrebbe invece finanziare la manutenzione e la messa in sicurezza delle infrastrutture. Tra gli impieghi previsti rientrano la segnaletica, le barriere di protezione e le attività legate alla sicurezza stradale, comprese quelle di educazione nelle scuole svolte dagli agenti di polizia.

Il vincolo non riguarderebbe lo Stato

Il vincolo di spesa previsto per il 70% si applicherebbe agli enti locali, quindi comuni, province e regioni, ma non allo Stato. L’ente proprietario della strada potrebbe inoltre coincidere con quello dal quale dipendono gli agenti che hanno effettuato l’accertamento.

La riforma eliminerebbe infine la possibilità di utilizzare la parte vincolata dei proventi per l’assistenza e la previdenza degli agenti di polizia municipale e provinciale. Queste finalità dovrebbero essere finanziate attraverso la quota non vincolata oppure con risorse provenienti dalla fiscalità generale.

Le associazioni di settore sono chiamate a esprimersi sul testo-base entro il 13 settembre 2026. La ripartizione descritta resta dunque una proposta: non è ancora certo che venga approvata senza modifiche al termine della consultazione.

Una domanda per voi

Come dovrebbe essere ripartita la destinazione dei proventi delle multe tra controlli, manutenzione e sicurezza stradale?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

Fonte: https://www.quattroruote.it/news/multe/2026/09/01/multe_proventi_codice_strada.html

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