MotoGP e pelle di canguro: il dibattito che coinvolge Marco Melandri
La pelle di canguro utilizzata nelle tute dei piloti MotoGP è finita al centro di una nuova polemica che coinvolge anche l’ex pilota italiano Marco Melandri. La LAV, Lega Anti Vivisezione, ha infatti lanciato una campagna per chiedere ai professionisti del Motomondiale di abbandonare l’utilizzo di materiali derivati dai canguri, promuovendo alternative sintetiche e tecnologicamente avanzate.
Secondo l’associazione animalista, ogni anno migliaia di canguri vengono abbattuti in Australia per ricavare pelle destinata soprattutto all’industria motociclistica. Questo materiale viene apprezzato da decenni per la sua leggerezza, flessibilità e resistenza all’abrasione, caratteristiche considerate fondamentali per garantire sicurezza ai piloti durante le gare.
Marco Melandri ha deciso di sostenere pubblicamente la campagna, invitando il mondo del motorsport a riflettere sull’impatto etico legato all’utilizzo della pelle di canguro. L’ex pilota ha sottolineato come oggi esistano materiali alternativi capaci di garantire standard elevati di protezione senza ricorrere a prodotti di origine animale.
La pelle di canguro nelle tute MotoGP


L’impiego della pelle di canguro nelle competizioni motociclistiche non è una novità. I produttori di tute professionali la scelgono perché consente di ottenere capi più sottili e leggeri rispetto alla pelle bovina, mantenendo allo stesso tempo una grande resistenza.
Per i piloti MotoGP questo significa maggiore libertà di movimento e comfort durante la guida, soprattutto nelle condizioni estreme delle gare moderne. Tuttavia, il tema è diventato sempre più discusso negli ultimi anni, soprattutto con la crescita dell’attenzione verso il benessere animale e la sostenibilità ambientale.
La LAV punta proprio su questo aspetto, chiedendo alle aziende del settore di accelerare la ricerca e l’adozione di materiali innovativi. Alcuni produttori hanno già iniziato a sviluppare tessuti tecnici sintetici ad alte prestazioni, capaci di competere con la tradizionale pelle di canguro.
Il dibattito, però, divide appassionati e addetti ai lavori. Da una parte c’è chi ritiene che la sicurezza debba restare la priorità assoluta e che la pelle di canguro sia ancora il miglior materiale disponibile. Dall’altra, cresce il numero di persone convinte che la tecnologia moderna possa offrire soluzioni altrettanto efficaci senza sacrificare animali.
La discussione potrebbe avere effetti importanti anche sul futuro della MotoGP e dell’abbigliamento tecnico sportivo. Se i grandi marchi dovessero investire sempre di più nelle alternative cruelty free, il settore potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi anni.
Secondo te la MotoGP dovrebbe abbandonare definitivamente la pelle di canguro nelle tute dei piloti oppure la sicurezza deve restare la priorità assoluta?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

