
di Lorenzo Costamagna
Svelato il mix energetico italiano del 2024: i dati di Terna
È stato pubblicato sul portale di Terna il "Rapporto sul Sistema Elettrico" con la composizione del mix energetico nazionale relativo all'anno 2024, argomento di grande importanza ed interesse che permette di capire da dove proviene l’energia elettrica con cui alimentiamo i nostri mezzi, che si tratti di auto, camion, monopattini o più semplicemente l’energia elettrica che usiamo a casa e nelle attività lavorative.
Se uno dei grandi valori aggiunti della mobilità elettrica risiede proprio nella possibilità di sfruttare fonti energetiche rinnovabili, che per loro natura sono inesauribili e non inquinanti, lo stesso non si può dire per la mobilità “tradizionale” che prevede l’uso di combustibili fossili e non rigenerabili; considerata questa premessa, si fa interessante capire se effettivamente stiamo andando nella giusta direzione.
Analizziamo allora i dati riportati da Terna per capire in modo oggettivo come si compone il mix energetico nazionale e se in Italia parlare di mobilità elettrica "pulita" sia ancora prematuro o meno.
Domanda elettrica in aumento: +2,2% rispetto al 2023
Come dichiarato da Terna nel rapporto di dicembre 2024, la richiesta di energia elettrica italiana durante lo scorso anno è stata pari a 312.285 GWh (o 312 miliardi kWh; per dare un ordine di grandezza, il consumo medio annuo di una famiglia di 4 persone è di 4.000 kWh).
Questo dato risulta in aumento del 2,2% rispetto al 2023; nel solo mese di dicembre 2024, la richiesta si è attestata a 25.672 GWh, segnando un +2,8% rispetto a dicembre 2023, complice anche un numero maggiore di giorni lavorativi e temperature più rigide.
Da dove proviene l’energia elettrica italiana? I dati TERNA
Nel 2024, le Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) hanno generato 128.700 GWh, coprendo il 41,2% del fabbisogno, mentre le fonti energetiche non rinnovabili hanno generato il 42,5% (132.600 GWh); il resto, pari al 16,3%, deriva dal saldo estero (51.000 GWh).

Della quota rinnovabile fanno parte l'energia idroelettrica, fotovoltaica, eolica, geotermica e le biomasse.
Fotovoltaico e accumuli spingono l’Italia verso la decarbonizzazione
Il fotovoltaico nel 2024 ha generato 36.064 GWh, aggiudicandosi il secondo posto nella classifica delle rinnovabili (28% della quota FER), con un contributo di 1.659 GWh solo nel mese di dicembre 2024 (+35,3% su dicembre 2023). Le regioni in testa per incremento di capacità sono Lazio (+1.256 MW), Lombardia (+766 MW) e Sicilia (+505 MW). In particolare, si segnalano tra i dati salienti del report:
- +19,3% di produzione da fotovoltaico, che ha raggiunto 36.064 GWh;
- +6,795 GW di nuova capacità solare installata (+30% rispetto al 2023 in cui erano stati installati 5,234 GW);
- 730.000 sistemi di accumulo attivi, con una nuova potenza installata di 2.113 MW e capacità utilizzabile aumentata di 5.921 MWh;
L’eolico (terza forza delle rinnovabili con il 17,2%) ha chiuso l’anno con 22.068 GWh, in calo del -5,6%, nonostante un aumento della capacità installata di +685 MW, mentre l’idroelettrico ha registrato un incremento di produzione del +30,4% grazie a una maggiore disponibilità idrica, anche se nel mese di dicembre ha visto una importante flessione del -35,4%, a causa di invasi meno capienti.
Quella idroelettrica si è confermata comunque la prima forza delle rinnovabili, rappresentando il 40,5% del totale, come si può vedere nell'immagine riportata di seguito:

Produzione termica, dismissione del carbone e saldo estero
La produzione termoelettrica è scesa a 146.452 GWh (-6,2% rispetto al 2023), ma ha registrato una ripresa nel mese di dicembre (+11,2%).
Il dato più rilevante riguarda invece il crollo della produzione da carbone, che è passata da 12.108 GWh a soli 3.507 GWh (-71%).
Si conferma quindi il processo di uscita graduale dal carbone in favore di fonti più sostenibili, in linea con lo scenario europeo di cui abbiamo parlato in un articolo dedicato.
Il saldo estero ha coperto il 16,3% del fabbisogno nazionale. Le importazioni nette sono state pari a 50.999 GWh, in linea con il 2023 (-0,5%), ma si registra un forte incremento dell’export (+47,9%), indicativo di una crescente competitività dell'Italia sui mercati.
Il saldo estero corrisponde alla differenza tra la quota di energia elettrica importata ed esportata attraverso le linee elettriche che interconnettono l’Italia con Grecia, Malta, Slovenia, Francia, Montenegro, Svizzera e Austria, pertanto di questa quota occorre riferirsi alle fonti energetiche dei singoli Paesi per differenziare tra quanto è rinnovabile e quanto non rinnovabile.
https://elettronauti.it/europa-scarica-carbone-rivoluzione-senza-ideologia/

Considerazioni finali sul mix energetico italiano
Il 2024 conferma la progressiva decarbonizzazione del sistema elettrico italiano, in linea con lo scenario europeo, con una spinta data da un incremento record della capacità fotovoltaica, dall’espansione degli accumuli e da una riduzione marcata del carbone.
Lasciando da parte il saldo estero, la produzione nazionale di energia rinnovabile ha pressoché eguagliato quella non rinnovabile, e con gli investimenti in corso, è senz'altro destinata a superarla in un futuro vicino.
Alla luce di queste evoluzioni, il sistema deve ora affrontare nuove complessità operative, che in linea di massima sono le stesse di quelle degli altri paesi europei: in primis ammodernare e potenziare la rete di distribuzione dell’energia elettrica, ancora insufficiente in molte zone, poi la gestione delle intermittenze tipiche delle fonti rinnovabili con investimenti nei sistemi di stoccaggio dell'energia (BESS) e il potenziamento delle smart-grids unitamente al supporto di innovazioni tecnologiche.
Serviranno investimenti mirati e politiche di supporto adeguate, ma l’Italia sta dimostrando di poter avanzare rapidamente.
Cosa ne pensi del mix energetico italiano del 2024? Secondo te si può fare ancora di più?
di
Lorenzo Costamagna


