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Micromobilità, non solo confusione ma anche ingiustizia nelle parole del ministro Salvini
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Micromobilità, non solo confusione ma anche ingiustizia nelle parole del Ministro Salvini

Negli scorsi giorni hanno fatto scalpore le parole del Ministro Salvini. Si parla di codice della strada da rinnovare e ovviamente e giustamente ci sono di mezzo riforme anche per la micromobilità, elettrica e non.

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Le parole del Ministro Salvini

Nel corso della settimana il Ministro ha spiegato che il Governo agirà anche sulla micromobilità e quindi su biciclette e monopattini elettrici.

Nello specifico è stato detto che tutti saranno obbligati a dotarsi di casco, targa e assicurazione. E per i monopattini elettrici anche le frecce di direzione per le svolte.

In più verranno introdotte sanzioni per la sosta selvaggia, e la guida contromano.

Questo ha fatto andare su tutte le furie i ciclisti, contrari ad una norma del genere.

Il dietrofront: "È solo per i monopattini"

Poi però il Ministro Salvini ha corretto il tiro dicendo che quanto detto valeva solo per i monopattini elettrici e non per le biciclette, che continueranno a poter circolare senza limiti di velocità a cui dover sottostare, e soprattutto obbligo di casco, targa e assicurazione.

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Ora, diremmo noi, ma nel 2020 i monopattini elettrici non erano stati equiparati ai velocipedi (biciclette) durante il Boom post Pandemia?

La cosa che non ci spieghiamo

Quando si parla di micromobilità si pensa solo ed esclusivamente ai monopattini elettrici ormai. Ok, sono la moda del momento, ma sulle strade italiane viaggiano migliaia di biciclette ogni giorno.

Per non dire di quando si parla di incidenti stradali causati o ai danni dei monopattini elettrici. Per fortuna si sta agendo nel cercare di limitarli con nuove norme di prevenzione. Ma non bisogna dimenticarsi che a fronte di qualche decina di decessi all'anno che vedono coinvolti guidatori di monopattini elettrici, ci sono centinaia di decessi che vedono coinvolti ciclisti.

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Per questo non ci spieghiamo perché, quando di parla di prevenzione, si coinvolgano sempre e solo i monopattini elettrici in questi provvedimenti.

Se è vero che i due mezzi di trasporto debbano essere equiparati dovrebbero essere equiparate anche regole e sanzioni.

Vogliamo dire che la differenza è il fatto che un monopattino possa arrivare, volendo, a 30 o 40 km/h senza fatica rispetto ad una bicicletta? Ni. Con una bici da corsa da 300 € è possibile ampiamente superare i 30 o 40 km/h anche per un ciclista non allenato.

Ma allora perché con il tempo è stata imposto prima un limite a 25 km/h e poi ora a 20 km/h per i monopattini elettrici mentre le bici possono sfrecciare nelle strade extraurbane anche a 60 km/h?

Vogliamo veramente dirci che il problema sono solo i monopattini elettrici? Oppure sappiamo benissimo che saranno negli anni a venire un ottimo metodo per fare cassa.

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O tutti o nessuno

Quindi il vero punto è questo. Se volessimo veramente avere un regolamento giusto sarebbe meglio equiparare veramente tutti questi mezzi, che non sono solo monopattini elettrici e biciclette "muscolari". Ma sono anche biciclette con pedalata assistita, segway e monoruota.

Probabilmente l'unica vera distinzione andrebbe fatta tra utilizzatori di mezzi privati e in sharing. Anche perché chi è che parcheggerebbe in maniera selvaggia la propria bicicletta o il proprio monopattino?

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Mentre per il resto sia chiaro, noi di Elettronauti siamo totalmente a favore di ogni misura che possa ridurre al minimo il rischio di incidenti sulle strade. Non importa se si parla di casco obbligatorio, targa obbligatoria o assicurazione obbligatoria.

L'importante, e lo ripetiamo, è che non venga attuato solo per alcuni utilizzatori della strada.

Cosa che invece non condividiamo del tutto è l'imposizione di un limite di velocità. Non perché sia sbagliato averne uno, ma perché avere un limite troppo basso crea invece un pericolo in strada proprio perché poi c'è troppa differenza tra un monopattino o bicicletta con pedalata assistita e un'auto.

O anche perché, l'offerta di un mezzo troppo lento, servirebbe solo a disincentivarne l'acquisto e se dovessero iniziare a multare chi viaggia a 25 km/h e non a 20 km/h, la gente sarebbe incentivata a circolare in bicicletta senza limiti o regole, creando più pericoli.

Piuttosto, investire nella prevenzione

Una cosa che invece pensiamo che sia molto utile, è quella di agire prima che l'utilizzatore salga sul mezzo.

Fare dei corsi per il rilascio di un patentino, sul modello od uguale a quello dei motorini, sarebbe la soluzione ideale, visto si parla sempre di mezzi che possono guidare i maggiori di 14 anni di età.

Questa scelta, permetterebbe di acquisire maggiore responsabilità e sicurezza da esprimere durante la guida. Rispettando la segnaletica e il codice della strada, ma soprattutto noi stessi e gli altri.


E Voi, favorevoli a casco, targa e assicurazione anche sulle due ruote "light"?

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Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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