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Luci blu, la Cina le vieta sulle auto con guida assistita
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Luci blu, la Cina le vieta sulle auto con guida assistita

La diffusione dei sistemi di assistenza alla guida sta cambiando rapidamente il modo in cui interagiamo con l'automobile, soprattutto in Cina, dove l'innovazione corre a ritmi elevatissimi. Proprio per questo motivo il governo cinese ha deciso di intervenire con una nuova normativa che riguarda le luci blu utilizzate da alcuni costruttori per segnalare l'attivazione della guida assistita.

L'obiettivo è semplice: evitare che gli automobilisti possano interpretare erroneamente questi dispositivi luminosi e garantire una maggiore uniformità nella comunicazione visiva sulle strade. La decisione arriva in un momento in cui numerosi marchi cinesi stanno introducendo sistemi ADAS sempre più evoluti e funzioni di guida automatizzata di livello avanzato.

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Perché le luci blu vengono vietate

Negli ultimi mesi diversi costruttori avevano iniziato a utilizzare luci blu esterne per indicare che il sistema di guida assistita era in funzione. L'idea era quella di rendere immediatamente riconoscibile agli altri utenti della strada quando il veicolo stava operando con il supporto dell'elettronica.

Secondo le autorità cinesi, tuttavia, questa soluzione rischia di creare più problemi che vantaggi. Il colore blu è infatti già associato, in molti Paesi, ai veicoli di emergenza o ad altre segnalazioni particolari. La presenza di automobili private dotate di illuminazione blu potrebbe quindi generare confusione, soprattutto nelle situazioni di traffico intenso o durante la guida notturna.

Il provvedimento punta inoltre a evitare che alcuni costruttori sfruttino questi elementi luminosi come strumento di marketing, dando l'impressione che il veicolo sia in grado di guidare completamente da solo quando, nella realtà, il conducente rimane comunque responsabile della marcia.

Gli ultimi divieti adottati dalla Cina in ambito automotive | Elettronauti.it

Un messaggio anche per i costruttori

La decisione rappresenta anche un segnale preciso nei confronti dell'industria automobilistica cinese. Le autorità intendono favorire lo sviluppo della guida assistita, ma chiedono che le tecnologie vengano presentate in modo chiaro e trasparente, senza alimentare aspettative irrealistiche sulle reali capacità dei sistemi ADAS.

Il mercato cinese è oggi uno dei più avanzati al mondo nello sviluppo di queste tecnologie e molti dei modelli che arriveranno anche in Europa nasceranno proprio da questa esperienza. È quindi possibile che scelte normative come questa possano influenzare anche altri mercati nei prossimi anni.

In definitiva, il divieto delle luci blu non rappresenta un passo indietro per la guida assistita, bensì un tentativo di rendere più comprensibile e sicura la convivenza tra tecnologie sempre più sofisticate e utenti della strada. La crescita dell'automazione passerà inevitabilmente anche attraverso regole condivise, capaci di evitare equivoci e aumentare la fiducia degli automobilisti.




E voi cosa ne pensate? Le luci blu erano un modo utile per segnalare la guida assistita oppure condividete la scelta della Cina di vietarle?

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Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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