
di Daniele Invernizzi
Lettera di un socio ACI al Presidente Sticchi Damiani
Leggo, basito, un pezzo nel quale si riporta che Sticchi Damiani non si sarebbe lasciato sfuggire l'occasione per criticare il settore dei veicoli elettrici, dimostrando - una volta in più - che la sua conoscenza del settore è (ahinoi perché ci riguarda tutti) a dir poco “lacunosa” (anche se non è venerdi voglio risultare carino e coccoloso, carino e coccoloso).

Caro Sticchi Damiani...
Mi fa riflettere e mi amareggia che ci sia una certa classe dirigente, indipendentemente dall'età anagrafica e dalla posizione più o meno vicina al governo ovvero ai decisori, che non abbia voglia né tantomeno tempo di aggiornarsi. Eppure dovrebbe essere un dovere del Presidente di un'associazione come ACI, prestigiosa, storica, praticamente proprietaria dell’Autodromo di Monza, organizzatrice della Mille Miglia (anche “elettrica”, ma ne riparleremo).

Perché il mio Presidente non mi vuole rappresentare al meglio?
Ok, intanto definiamo perché ho detto “il mio Presidente”: Daniele Invernizzi è socio ACI Gold (Tessera Gold MI923502XXX) e lo è perché ACI ha una serie di servizi e di vantaggi sempre molto utili per chi viaggia tanto come il sottoscritto. Sono socio ACI perché lo era mio padre, e prima di lui il padre di mio padre, e siccome in famiglia abbiamo sempre adorato e guidato auto, per lavoro e per passione, il senso di appartenenza a questo Club è sempre stato dei più radicati.
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Io Presidente non le chiedo favoritismi: la gran parte dei servizi offerti dalla tessera sono utili anche a me, ma ce ne sono alcuni legati al mondo endotermico dei quali non me ne faccio nulla. Eppure non trovo convenzioni come quella di Tesla Owners Italia per le ricariche, per le assicurazioni specifiche per le auto elettriche o altri servizi dedicati ad un settore tanto in crescita, il settore che determinerà il cambiamento anche prima del 2035, il settore che senza il supporto corale delle associazioni di categoria avrà problemi a mantenersi libero e competitivo sul piano internazionale.

Io vorrei servizi e supporto, vorrei sentire la mia ACI un ente forte come le associazioni del Nord Europa, dove sanno bene che la transizione è in corso, senza se e senza ma, e non si sognerebbero mai di mettersi di traverso rallentando un processo già deciso con la prospettiva di biocarburanti, carburanti sintetici e balle varie: questa roba non esiste. O meglio, esiste nella speranza di chi dal rallentamento di un processo intende lucrare il massimo possibile lasciando spazio e tempo all’industria estera di prendere il sopravvento nel vecchio continente: BYD, uno dei player, ha pronta un’auto dal nome evocativo che - provata da Alessandro Lago di InsideeVs - pare già essere pronta per l’assalto europeo.
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Caro Presidente Sticchi Damiani, la mia è una lettera accorata che non vuole perdersi in lungaggini, ma andrà dritta al punto: organizzi un tavolo di lavoro con noi operatori, appassionati ed esperti. Apra al dialogo costante e continuo con Motus-e istituendo una commissione veicoli elettrici all’interno della nostra associazione, evitando di affidare questi compiti a burocrati che non guidano tutti i giorni un’auto elettrica, perché l’ACI non è diventata grande per opera di una manica di cocchieri che non potevano vedere le auto a benzina, ma dall’Unione Automobilistica Italiana che intendeva ed intende essere “un unico interlocutore tra Stato e utente della strada”: ecco, io sono un utente della strada, e guido l’auto del futuro, dunque vorrei essere correttamente rappresentato dal mio portavoce ;)
di
Daniele Invernizzi


