

di Emanuele Oggioni
L'elettrico in Borsa | BYD, il nuovo leader
BYD, ossia “build your dreams” (costruisci i tuoi sogni) è diventato a fine 2023 il primo produttore al mondo di BEV, almeno per un trimestre, superando persino Tesla. Il gruppo, controllato da Wang Chuan-fu, fondatore e presidente del gruppo, nasce oltre 20 anni fa in Cina, ed è riuscito a crescere a ritmi impressionanti negli ultimi anni, scalando rapidamente le classifiche di vendita con il lancio di numerosi modelli, prezzi aggressivi e tecnologia di primo livello (BYD è anche il secondo produttore al mondo di batterie dopo CATL). Con 526.409 veicoli consegnati nel terzo trimestre del 2023, BYD ha come dicevamo superato Tesla, che ha venduto 484.507 auto elettriche. Complessivamente, Tesla è stata ancora avanti nel 2023, con 1,84 milioni di BEV vendute nel 2023 contro 1.6 milioni di BYD (per un +73% anno su anno), a cui si sommano 1,4 milioni di vetture ibride, per un totale di poco più di 3 milioni di automobili (+62% YOY). Mentre Tesla vende in tutto il mondo, BYD è ancora un marchio domestico, che vende in Cina circa il 90% delle auto prodotte, ed è il leader delle BEV: circa 4 veicoli su 10 sono dei marchi di BYD. Ma i piani di espansione sono ambiziosi e il gruppo ha già individuato l’Ungheria come base per investire nella sua prima fabbrica europea.

La gamma BYD in Italia
La gamma di marchi e di modelli del gruppo è molto amplia ed include anche auto ibride. Ci focalizziamo quindi su BYD Italia, che nel nostro paese ha lanciato due modelli da giungo 2023: Atto 3, SUV di segmento C, che parte da 41,990 euro pre-incentivi e Han, berlina di segmento E con due motori e trazione AWD, che parte da 70,940 euro. Atto 3 ha una batteria da 60,5 kWh, per un’autonomia fino a 565 km nel ciclo urbano e 420 km nel ciclo combinato ed è dotata di ricarica bidirezionale (V2L). Han ha due motori che sviluppano una potenza combinata di 380 kW/517 CV per un'autonomia fino a 662 km nel ciclo urbano e 521 km nel ciclo combinato. Questa berlina ha un’efficienza aerodinamica notevole, con un Cx di 0,23, ed una accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi. Per l’occasione del lancio italiano, BYD ha anticipato due modelli chiave per il prossimo futuro: la Dolphin (segmento C, hatchback 100% elettrica presto preordinabile sul mercato europeo) e la Seal, berlina sportiva di segmento D, anch’essa completamente elettrica. Questi modelli si possono toccare con mano a Milano, nel primo store italiano in partnership con Autotorino.

In Europa, BYD opera dal 1998 dalla sua sede centrale in Olanda ed è presente anche nei mercati di Norvegia, Danimarca, Svezia, Germania, Francia, e Belgio. Nel 2023 ha aperto filiali nel Regno Unito in Spagna e in Irlanda, mentre altri Paesi seguiranno a breve.

I profitti seguono la crescita
La società ha dei numeri importanti e decisamente postivi in termini di solidità finanziaria e risultati reddituali. Per quanto riguarda i primi, si pensi che la cassa netta, al lordo dei debiti e del leasing, è di oltre 33 miliardi di renminbi (o yuan), ossia oltre 4 miliardi di euro, al cambio attuale. La redditività media del capitale investito netto, in base agli ultimi dati pubblici (i primi nove mesi del 2023) è stata del 17,7%, quasi doppia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il margine operativo industriale lordo (ossia senza considerare gli ammortamenti degli investimenti e le eventuali svalutazioni e accantonamenti di valore degli assets), nei primi nove mesi del 2023, è stato di ben 55,5 miliardi di RMB, ossia 7,2 miliardi di euro, che in rapporto al fatturato significa il 13%. Questa percentuale è inferiore a Tesla (circa 18%), ai produttori tedeschi di auto premium (che sono anche oltre il 20%), ma in linea con le case francesi ed europee di mass-market. La differenza sta nei ritmi di crescita impressionati, e dal fatto che al momento BYD non ha ancora realmente aggredito i mercati fuori dalla Cina, dove punta ad esportare 400 mila veicoli nel 2024.

I numeri in Borsa
BYD, a differenza degli altri produttori cinesi di auto elettriche che abbiamo già analizzato in questa rubrica, non è quotata al Nasdaq ma solo in Cina, con listing principale ad Hong Kong con la sigla 1211.HK. Il titolo è presente sul mercato da molti anni ed è una vecchia conoscenza di uno dei più grandi investitori americani di tutti i tempi, il mitico Warren Buffet, che tramite la sua holding di partecipazioni, la Berkshire Hathaway, ci aveva investito i primi 232 milioni di dollari nel 2008. Cifra che è poi diventata ben 7,7 miliardi di dollari nel suo ultimo rapporto annuale! Le ultime voci dicono che negli ultimi mesi stia prendendo profitto e quindi stia vendendo una parte delle azioni. La società capitalizza in Borsa ad Hong Kong circa 74 miliardi di euro, ossia un ottavo di Tesla. Per questo i suoi multipli sono molto più economici: ad esempio, il rapporto P/E (price/earnings, ossia prezzo del titolo su utili per azione) è di poco meno di 20 volte, quindi un terzo rispetto a Tesla, che viene riconosciuto dagli investitori come il brand di maggior valore. Nonostante la performance industriale positiva, come abbiamo visto prima, l’andamento del titolo nell’ultimo anno (-12%) ha risentito dell’andamento non brillante, in generale, dei titoli del settore auto, in particolare di quelli più focalizzati sul BEV.

Aspettiamo i tuoi commenti su BYD. Sono auto che valuteresti per l'acquisto?

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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