

di Federico Fumagalli
L'Inghilterra prende posizione sulla carne coltivata
Mentre l'Italia ed il ministro Lollobrigida cercano in tutti i modi di ostentare il progresso a discapito della ricerca e del futuro dell'economia alimentare italiana, l'Inghilterra si dimostra uno step avanti.
Era già successo in passato con le sigarette elettroniche, anzi sarebbe meglio chiamarle con il loro nome corretto, ovvero "vaporizzatori personali". Mentre tutti ostentavano questa nuova tecnologia, il Paese della Brexit risultò essere l'unico ad incoraggiare i propri cittadini a smettere di fumare le comuni sigarette utilizzando i vaporizzatori personali come presidio medico. Tutti gli altri, Italia compresa, pensavano solo ad ostacolare questa nuova tecnologia cercando di non sfavore le multinazionali del tabacco, che invece promuovevano le prime Iqos, delle vere e proprie sigarette elettroniche. Con tanto di pacchetti e cartucce (PS - se le fumate, non buttate a terra la "cicca" perchè contiene una lamella metallica).


https://elettronauti.it/italia-vieta-la-carne-sintetica-ma-che-cose/
Inghilterra, la storia di ripete
Anche qui l'Inghilterra si dimostra lungimirante. Ha investito infatti quasi 2 milioni per andare in fondo alla questione sulla sicurezza della carne coltivata mentre la maggior parte dei Paesi europei stanno ad aspettare. Oppure come l'Italia, che cerca di rallentarne anche la ricerca con i divieti. In entrambi i casi si ottiene solo un rallentamento dell'industria e del commercio futuro europeo ed italiano di queste nuove tecnologie che sembrerebbero invece migliorare la salute rispetto all'utilizzo di sigarette nel primo caso, ed avere un progresso nel rispetto dell'ambiente, degli animali e di noi stessi nel secondo caso.

Questo grazie a cibi meno processati e paradossalmente più sani di quelli da allevamento intensivo. Eh sì, perché non servono antibiotici ed altre schifezze, come gli ormoni della crescita, da somministrare agli animali per avere più carne da macellare nel minor tempo possibile.
Ma quindi, la carne coltivata è sicura secondo l'Inghilterra e i loro studi?
Qui entra in gioco la FSA (Food Standards Agency), l’ente britannico che si occupa della regolamentazione alimentare. Grazie al cospicuo finanziamento governativo di 1,6 milioni di sterline (1,9 milioni di Euro), è stata in grado di sviluppare un protocollo efficiente per stabilire la sicurezza delle proteine alternative e i "novel foods".
In Inghilterra ci sono già state infatti numerose domande per commercializzare manzo, pollo e foie gras, e si pensa che nei prossimi anni se ne aggiungeranno molte altre. Ricordiamo che in UK è già possibile acquistare carne coltivata come cibo per gli animali domestici, e che quindi l'intero processo che potrebbe vedere l'arrivo sulle "nostre" tavole della carne coltivata sia relativamente vicino.
Per raggiungere questo obiettivo la FSA si è data circa 2 anni di tempo. E nonostante le critiche ricevute nell'essere troppo lenta nel prendere una decisione, la FSA ha ribadito tramite le parole di Robin May, che "la cosa più importante è che il cibo che compri sia cibo di cui ti puoi fidare. Quindi penso che la gente si aspetti da noi tutti gli sforzi possibili per avere una sicurezza alimentare". Ed aggiunge "c’è molto potenziale per ogni sorta di beneficio in termini di salute, sostenibilità, benessere, e scelta per il consumatore".
https://elettronauti.it/carne-coltivata-uk-cibo-animali/
Alla faccia del nostro Ministero che invece continua a lodare la filiera degli allevamenti intensivi nostrani: "i migliori al mondo".
Intanto, l'Inghilterra e l'intero Regno Unito, così facendo, si allineeranno ad altri Paesi come Singapore e Stati Uniti che hanno già approvato la vendita della carne di pollo coltivato rispettivamente nel 2020 e 2023. Israele quest'anno ha ammesso la vendita di bistecche di carne coltivata.
"Le aziende stanno ovviamente puntando a prodotti indistinguibili dai loro equivalenti animali, ma i modi in cui raggiungono quell’obiettivo e profondamente differente."
Robin May, consulente scientifico capo della FSA
Carne coltivata ed allevamenti intensivi, efficientamento energetico e case green, auto elettriche e la libertà tolta al popolo... non è che l'Italia viaggia a velocità diverse dal resto d'Europa? Sia a livello ideologico che di acquisizione di queste nuove tecnologie.

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!


