

di Federico Fumagalli
L'importanza della legge sul DRS per i rifiuti. Intervista a Bertone
Alberto Bertone, CEO di Acqua Sant'Anna, ha rilasciato un'ottima intervista al portale TorinoCronaca a riguardo della sostenibilità ambientale e del "problema" dei tappi attaccati alle bottiglie per legge europea. In particolare ha espresso la sua opinione riguardo al mancato utilizzo in Italia del DRS.
Cos'è il DRS?
Per molti il DRS è il sistema utilizzato dalle moderne auto di Formula 1 per ridurre la resistenza dell'aria nei rettilinei e favorire i sorpassi, ma in questo caso ovviamente stiamo parlando d'altro. Il Deposit Return System o DRS in italiano viene tradotto con Sistema di Deposito Cauzionale.
Consiste nell'incentivare i consumatore a non gettare i rifiuti ma a riportarli, in appositi contenitori o macchinette automatiche, per convertirli in un credito (solitamente denaro), il cosiddetto vuoto a rendere.

Questo sistema è già largamente utilizzato soprattutto nei Paesi del Nord Europa e ha già dato una mano importante a ridurre al minimo i rifiuti. Attualmente in Italia si sta purtroppo discutendo parecchio e in maniera fin troppo lunga sulla questione se si pensa al successo che ha avuto all'estero.
L'intervista a Bertone
Come detto in apertura, in Italia spesso si discute su delle stupidate, come il presunto problema delle bottiglie di plastica con il tappo che rimane attaccato, e ci si fossilizza su di esso senza pensare al sistema dei rifiuti e del riciclo che sarebbe da ripensare da capo. Una delle soluzioni ai problemi dei rifiuti gettati nelle strade e della mancanza di voglia e cultura nel fare la raccolta differenziata potrebbe essere proprio l'adozione del DRS. Di questo ha parlato Bertone in questa intervista.

Perché l'Italia è così indietro sul tema del riciclo?
"Perché non c’è una vera cultura del rifiuto, e questo è un problema strutturale. La gente non ha idea di quanto sia grave la situazione. Paesi come la Germania o la Croazia hanno adottato il DRS e i risultati sono lampanti: in Croazia il tasso di riciclo è passato dal 30% al 90% in pochissimi anni. Funziona perché tocca il portafoglio delle persone. Chi getterebbe 20 centesimi per terra? In Italia, invece, continuiamo a discutere, rinviando qualsiasi decisione concreta, mentre le nostre città restano soffocate dai rifiuti. È desolante."
Il DRS è la soluzione?
“Assolutamente sì. È un sistema che funziona in 140 Paesi del mondo, dagli Stati Uniti alla Romania, e noi ancora lo ignoriamo. Con il DRS si incentiva il consumatore a restituire le bottiglie, si riducono i rifiuti e si crea una catena virtuosa. A New York, addirittura, questo sistema è diventato un modo per aiutare chi vive ai margini della società: molti clochard raccolgono bottiglie per strada e con i rimborsi riescono a comprarsi un pasto. È un sistema umano e intelligente."
Perché l'Italia non ha ancora adottato il DRS?
“Me lo chiedo anch’io. Senza una legge che renda obbligatorio il DRS, tutto è bloccato, occorre un intervento politico che metta al primo posto la salvaguardia dell’ambiente. Per rendere virtuoso il circolo di recupero della plastica vanno coinvolti anche i supermercati, sensibilizzandoli all’installazione di macchinette per il recupero degli imballaggi. Ma dobbiamo procedere al più presto, altrove le macchinette sono talmente avanzate che riescono a riconoscere persino che cosa conteneva la bottiglia. È assurdo che nel 2025 siamo ancora qui a parlarne, quando abbiamo esempi virtuosi sotto gli occhi. Non dobbiamo inventare niente, dobbiamo solo avere il coraggio di agire.”
Che cosa pensa il Governo Meloni delle sue politiche ambientali?
“Si potrebbe fare di più, e lo dico con amarezza. Ho parlato più volte con il Ministro dell’Ambiente Pichetto, e con le istituzioni del territorio, Lo Russo e Cirio in primis. Noi imprenditori abbiamo obiettivi chiari e lavoriamo per raggiungerli, ma per attuarli occorre un dialogo propositivo e produttivo con la politica."
Cosa ne pensa della legge sul tappo che non si stacca?
“Un vero e proprio paradosso. Ho parlato con esperti del settore e tutti mi hanno detto la stessa cosa. Il tappo e la bottiglia hanno processi di riciclo diversi. Ora che sono attaccati, bisogna usare macchinari diversi, aumentando i costi e complicando tutto. Inoltre, vogliamo essere onesti? Chi ha mai buttato una bottiglia da una parte e il tappo dall’altra? Il gesto è automatico: si buttano insieme. Questa legge è il simbolo di come l’Unione Europea affronta il problema dell’inquinamento: tanta burocrazia, poca sostanza.”
Sembrano concentrarsi solo sulle bottiglie di plastica. È corretto?
“No, è ipocrita. Tutti puntano il dito contro le bottiglie, ma nessuno parla di tutto il resto. Ogni Natale vendiamo milioni di giocattoli di plastica. E quelli? Che fine fanno? Pensiamo agli imballaggi alimentari, agli utensili di plastica usa e getta che ancora invadono le nostre case. Bisogna affrontare il problema nella sua complessità, non fermarsi a misure simboliche.”

Quale è il futuro di Acqua Sant'Anna e dell'intero settore?
“Continueremo a fare innovazione e a cercare soluzioni sostenibili, ma non possiamo fare tutto da soli. Dieci anni fa, quando ancora nessuno parlava seriamente di sostenibilità, noi abbiamo lanciato la Bio Bottle, una bottiglia senza una goccia di petrolio, realizzata con un biopolimero di origine vegetale. È compostabile e si dissolve in meno di 80 giorni conferita dopo l’utilizzo nei siti di compostaggio industriale. Era una rivoluzione, e lo è ancora oggi. Però c’è un problema: fare scelte sostenibili costa caro. Il mercato della plastica riciclata è in crisi: la domanda è altissima, ma l’offerta è limitata. Oggi siamo costretti a importare plastica riciclata dall’Asia o dall’Africa, e francamente non sappiamo nemmeno se la filiera di riciclo di quei Paesi sia davvero trasparente. È un paradosso: vogliamo fare del bene all’ambiente, ma siamo ostacolati dai costi e dalla mancanza di regolamentazioni adeguate. Serve una visione sistemica, che coinvolga governo, imprese e cittadini. Il DRS sarebbe un punto di svolta, ma deve arrivare subito. Non abbiamo più tempo. E questa è una sfida che non possiamo permetterci di perdere.”
Le parole del CEO Alberto Bertone suonano come un'ultimatum al Governo sul tema delle politiche ambientali e delle prese di posizioni nei confronti delle leggi imposte dall'Unione Europea. Sarebbe infatti meglio avere una chiara idea sul da farsi piuttosto che arrabbiarsi nei confronti dell'imposizione delle bottiglie con il tappo che rimane attaccato, che seppur incoerente dal punto di vista della raccolta differenziata, rimane una scelta dettata dalla stupidità umana che evidentemente preferisce buttare le cose per terra ed inquinare, piuttosto che trovare un cestino o capire come funziona la raccolta differenziata.
Sareste favorevoli all'introduzione del Sistema di Deposito Cauzionale?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!


