L'Europa scarica il carbone: una rivoluzione senza ideologia
Il 2024 è stato un anno spartiacque per il settore elettrico europeo. Nonostante le turbolenze geopolitiche, l'inflazione persistente e la ricerca di nuove alleanze energetiche, l’Unione Europea ha continuato a rafforzare la sua traiettoria verso un sistema elettrico decarbonizzato, come ci mostra l'European Electricity Review 2025 redatto da Ember, con un processo ormai irreversibile verso una maggiore indipendenza.
Come si vede nel grafico seguente, il solare e l'eolico hanno avanzato a ritmo sostenuto portando ad un netto declino della dipendenza da carbone e gas; in particolare, nel 2024 la produzione di energia elettrica da fonte solare ha raggiunto i 304 TWh (pari all'11% della domanda) superando il carbone, fermo a 269 TWh (10%); un dato sensazionale, se pensiamo che nel 2019, anno in cui è stato varato il Green New Deal Europeo, il carbone rappresentava ancora il 16% della produzione elettrica ed il solare appena il 4%.

Nel 2024, l'industria del fotovoltaico ha realizzato 66 GW di nuove installazioni, la cifra più alta mai realizzata, e al contempo la produzione di energia elettrica da solare è incrementata del 22% (54 TWh) rispetto all'anno precedente; questa espansione è stata trasversale a tutti i membri della zona Euro, e 16 di questi Stati (tra cui l'Italia) hanno prodotto oltre il 10% del proprio fabbisogno da fotovoltaico.
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Lo studio stima inoltre che una politica energetica mirata alle rinnovabili, con il potenziamento della produzione eolica e solare ed una ripresa della produzione idroelettrica, ha permesso all’UE di evitare l’importazione di 92 miliardi di metri cubi di gas fossile e 55 milioni di tonnellate di carbone dal 2019, traducendosi in un risparmio economico di 59 miliardi di euro.
Gas e carbone: un declino strutturale
Lo studio evidenzia come il carbone sia ormai vicino al definitivo "pensionamento" nella maggior parte dei Paesi europei. Nel 2024 infatti, la produzione di energia da questa fonte è diminuita del 16% rispetto all’anno precedente, facendo scendere la sua quota al di sotto del 10% del mix elettrico complessivo. Tre Stati membri, Austria, Svezia e Portogallo, hanno già completato la loro transizione verso un sistema elettrico completamente privo di carbone, mentre altri undici Stati hanno fissato la data di fine del suo utilizzo per il 2030.
Ad oggi, il maggiore impiego del carbone a scopo energetico si concentra in Germania e Polonia, che insieme rappresentano il 73% della produzione elettrica da carbone nell'Unione Europea. Tuttavia, anche in questi due Paesi si conferma la tendenza al ribasso: nel 2024, la Germania ha ridotto l'utilizzo del carbone del 17%, mentre in Polonia la flessione è stata dell'8%.
"Anche l'utilizzo del gas naturale è in calo"
Mentre l'abbandono del carbone è più evidente, in modo più tenue anche l'utilizzo del gas naturale è in calo per il quinto anno consecutivo dal 2019, con una generazione di energia elettrica da questa fonte pari a 430 TWh nel 2024, ovvero il 16% del fabbisogno globale europeo. Questa quota nel 2019 era del 20%, ed oggi l'uso del gas naturale è stato superato sia dall'eolico che dal nucleare.

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Alcuni Paesi come la Spagna, hanno registrato una significativa riduzione nell’utilizzo del gas per la generazione elettrica, pari al 19% nel 2024.
Altri, come l’Italia, hanno visto un calo più contenuto e limitato al 2%, mantenendo così una maggiore dipendenza dalle forniture estere ed extra-UE, situazione resa evidente negli ultimi tempi con la riduzione delle importazioni di gas dalla Russia (che nel 2024 segnano un leggero aumento, come si vede dal grafico) e il conseguente aumento dei prezzi in bolletta per famiglie e imprese.
Ad ogni modo, anche in Italia le rinnovabili sono andate molto bene nel 2024, con una copertura che dall'ultimo report di Terna si è attestata ad oltre 128 TWh, pari al 48,8% alla produzione totale netta (sul tema uscirà un articolo dedicato con un'analisi sulla situazione italiana).
Cinque anni di Green Deal: numeri, sfide e prospettive
Come anticipato nel titolo in apertura, dal lancio del Green Deal nel 2019 l’Europa ha intrapreso una nuova politica energetica che mette al centro del proprio mix la produzione da fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza dai fornitori esterni e con l'obiettivo di ridurre i contraccolpi causati dalla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili; visti i numeri, si può dire che siamo nel corso di una vera rivoluzione industriale, non tanto basata su scelte "ideologiche" (come speso viene accusato il parlamento UE) quanto su una visione strategica.
Nonostante gli ottimi risultati ottenuti fino a qui, il futuro del sistema energetico europeo si basa ora sulla capacità di ammodernare e potenziare la rete di distribuzione dell'energia elettrica, ancora insufficiente in certe zone, e di potenziare le interconnessioni tra gli Stati al fine di garantire un migliore scambio di energia elettrica laddove la produzione da fonti rinnovabili sia superiore al consumo.
Parallelamente sarà fondamentale puntare su sistemi di accumulo diffusi sul territorio per lo stoccaggio dell'energia (BESS), sulle "smart-grids" e su soluzioni avanzate di gestione e monitoraggio dell'energia, che consentano di sfruttare al massimo i momenti di abbondanza di produzione delle fonti rinnovabili che per natura sono intermittenti, riducendo ulteriormente la dipendenza da fonti fossili.

Nonostante l'eolico nel 2024 si sia confermata la seconda fonte di energia elettrica in Europa dopo il nucleare con 477 TWh prodotti, per rispettare gli obiettivi climatici fissati al 2030 l’Europa dovrà raddoppiare il ritmo delle nuove installazioni già nei prossimi anni, soprattutto nel segmento off-shore (su mare), che garantisce una resa energetica superiore rispetto alle installazioni on-shore (su terra).
Insomma, l'European Electricity Review 2025 certifica che la strada imboccata nel 2019 è quella buona, ma evidenzia anche quanto sia cruciale accelerare gli sforzi e aumentare gli investimenti per essere sempre più competitivi ed avere una maggiore sicurezza energetica; il messaggio che ci lascia è comunque positivo: l’Europa ha già dimostrato di poter ridurre le emissioni e i costi energetici.
Cosa ne pensi degli effetti portati dal Green Deal Europeo? Secondo te si può fare ancora di più?
di
Lorenzo Costamagna

