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Commissione Europea
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di Simone Torresan

L'Euro 7 per il momento può aspettare

4 min.

Il Consiglio UE dà il via libera alle direttive anti emissioni ma ne vuole posticipare l'entrata in vigore dopo le diffuse proteste

L'obiettivo che si era posta l'Unione Europea ha avuto una battuta d'arresto nel momento in cui la lunga trattativa svoltasi durante il Consiglio di Competitività del 25 settembre ha proclamato un rinvio dell'entrata in vigore delle disposizioni Euro 7.

Accolte quindi le richieste di Italia, Francia, Repubblica Ceca, Ungheria e atri stati scettici sui tempi dettati dall'esecutivo.

Rinvio almeno al 2027

Inizialmente previste per il 1° Luglio 2025, ora le nuova scadenze relative alle disposizioni imposte sono, per autovetture e furgoni, di 30 mesi per i nuovi modelli e a 42 mesi per le nuove immatricolazioni di modelli esistenti già omologati. Per i veicoli commerciali pesanti si prevedono 48 mesi per i nuovi modelli e 60 mesi per i veicoli nuovi.

La decisione è stata in particolar modo necessaria per dare “più tempo alle aziende nella riconversione verso la transizione green”, come spiegano fonti del Mimit (ministero delle Imprese e del Made in Italy).

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Stesso obiettivo ma con scadenze più lunghe

L'accordo tra i 27 Paesi membri al Consiglio Competitività sui veicoli Euro 7 fa cantare vittoria alle forze conservatrici e del centrodestra degli Stati continentali, Italia compresa, che ritengono di aver vinto un braccio di ferro con chi sosteneva istanze più fortemente ambientaliste. Il testo adottato - fondato sulla proposta della presidenza di turno, in capo alla Spagna - sarà la base negoziale del Consiglio dell'Unione in vista delle discussioni con il Parlamento europeo.

Intanto, arriva anche l'approvazione dei Costruttori europei, che parlano attraverso Sigrid de Vries, direttrice generale di Acea (European Automobile Manufacturers’ Association):

La posizione degli Stati membri è un miglioramento rispetto alla proposta Euro 7 della Commissione europea, che era del tutto sproporzionata, determinando costi elevati per l’industria e i clienti, con benefici ambientali limitati.
Sigrid de Vries, direttrice generale di Acea

Vittoriosi anche i costruttori italiani con le parole di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA:

Giuste le nuove date di entrata in vigore, coerente la scelta di mantenere gli attuali standard per i veicoli leggeri e quella di riportare i test di prova a banco per i veicoli pesanti.
Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

Ai canti di vittoria si unisce anche UNEM:

Positivo il rinvio di due anni per l’adozione, che permetterà alle aziende di programmare al meglio i necessari investimenti, così come positiva è la decisa rimodulazione dei nuovi vincoli, prima eccessivamente restrittivi rispetto a quelli in vigore con lo standard Euro 6, che ha consentito di ridurre fino al 90% le emissioni dei principali inquinanti rispetto a un Euro 1.
UNEM
Euro 7 inquinamento | Elettronauti.it

Cosa prevede l'Euro 7

Nel dettaglio, il Regolamento Euro 7 prevede l'utilizzo di tecnologie avanzate e strumenti di monitoraggio delle emissioni, ma mantiene le condizioni di prova e i limiti di emissione esistenti (come stabiliti nella normativa Euro 6 in vigore dal 2014) per i veicoli M1 e N1 (autovetture private e furgoni), per i veicoli M2 e M3 (autobus e pullman) e per i veicoli N2 e N3 (veicoli commerciali pesanti).
I limiti di emissione sono inferiori e le condizioni di prova sono leggermente adattate rispetto a Euro 6/VI, in linea con l'attuazione degli obiettivi climatici relativi ad alcuni settori industriali.

Il testo del Consiglio UE rafforza inoltre l'allineamento dei limiti relativi alle emissioni di particelle dei freni e al tasso di abrasione dei pneumatici con gli standard internazionali adottati dalla Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite e tiene conto dell'obiettivo di zero emissioni di Co2 per il 2030 recentemente proposto per gli autobus urbani.

In conclusione

Il comunicato spiega che, nella nuova proposta vengono rinviati di circa due anni i tempi di adozione della nuova normativa, garantendo più tempo alle aziende nella riconversione verso la transizione green e rendendo possibile indirizzare da subito più risorse per gli investimenti sulla transizione all'elettrico. Vengono inoltre eliminati nuovi vincoli più restrittivi, permanendo i valori stabiliti dal regolamento Euro 6 per i motori a combustione interna, per le emissioni di particolato e per le condizioni per i test di emissioni delle autovetture. Il nuovo regolamento permette di salvaguardare la filiera automotive dei produttori di piccoli volumi, l'alta gamma tipica di Ferrari, Lamborghini, Maserati e di tutelare i produttori di veicoli commerciali, come Iveco e CNH.


Qual'è il vostro pensiero in merito alle decisioni prese?

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Simone Torresan

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