L'elettrico in Borsa: il colosso Li Auto
Conoscete Li Auto? Se questo nome vi dice poco, sappiate che è la più grande società cinese produttrice di auto ibride (e fra poco anche di tre modelli BEV) che sia quotata al Nasdaq, con un valore in Borsa di ben 35 miliardi di dollari, all’ottavo posto per quotazione tra gli auto manufacturers, appena dietro a Ford e GM, e più del doppio di NIO e XPeng. Il gruppo, nato nel 2015, prende il nome dal fondatore Xiang Li che detiene il 23% del capitale.
La gamma Li Auto: tre ibride di successo e tre BEV in arrivo
Non ancora acquistabili direttamente da un concessionario Li Auto in Italia, le auto del gruppo sono al momento solo ibride, mentre tre modelli di elettriche pure sono in arrivo. I tre modelli in vendita sono: Li L7 (family SUV ibrido da ciclo combinato WLTC di 1.300 km e una batteria di 42.8kWh), Li L8 (lussuoso SUV da sei posti, lungo poco più di 5 metri, da zero a cento in 5.3 sec., ciclo combinato WLTC di 1.100 km) e Li L9 (il modello flagship al momento, SUV da sei posti lungo 5,2 metri, da zero a cento in 5.3 sec., ciclo combinato WLTC di 1.100 km).
A inizio agosto, il CEO (chief executive officer) di Li Auto, Li Xiang ha lanciato la sfida alle grandi case automobilistiche tedesche, affermando che la sua società punta a diventare il marchio premium numero uno in Cina nel 2024 in termini di vendite. Nel 2024, l’azienda lancerà quattro nuovi modelli, tre dei quali auto elettriche pure. Per ora Li Auto sembra non essere interessata ad aggredire il mercato europeo, cosa che rappresenta un vantaggio da un alto per i consumatori ma dall’altro un rischio per i produttori locali (ne avevamo parlato qui). Secondo la società, 208.165 veicoli sono usciti dalla catena di montaggio nei primi otto mesi di quest’anno, con un aumento di oltre il 150% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Li Auto sta aumentando le vendite e punta a raggiungere oltre 100.000 veicoli nel terzo trimestre, e 120.000 nel quarto, ossia la società prevede di consegnare 40.000 unità al mese entro fine anno, avvicinandosi alla media delle case tedesche nel paese.

I numeri del primo semestre
Grazie al successo dei modelli ibridi, le vendite vanno molto bene: i veicoli consegnati nel secondo trimestre sono stati 86.533, ossia il +202% rispetto a un anno fa. In totale, nel primo semestre dell’anno Li Auto ha consegnato oltre 139 mila auto rispetto a circa 60 mila di un anno fa. Sottolineiamo ancora che il gruppo si concentra per ora sul mercato domestico, ossia la Cina, dove ha aperto 331 retail stores in 127 città e 323 centri di assistenza in 223 città. I margini operativi per veicolo sono positivi, molto elevati (21%) e stabili rispetto ad un anno fa. Anche l’utile operativo netto (EBIT= earnings before interests and taxes) pari a 224 milioni di dollari nel secondo trimestre e il profitto netto (316 milioni di dollari) sono in forte crescita e positivi, rispetto alle perdite di un anno fa e alla situazione generale del settore auto per quanto riguarda i produttori focalizzati in veicoli elettrici. La salute finanziaria della società, stando ai dati ufficiali, sembra molto solida, con addirittura una produzione di flussi di cassa positivi pari a 1,33 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2023 che ha fatto aumentare la cassa netta disponibile ad oltre 8 miliardi di dollari.

I numeri in Borsa
Li Auto è la più grande società cinese produttrice di auto ibride (e fra poco anche BEV) che sia quotata al Nasdaq, con un valore in Borsa di ben 35 miliardi di dollari, all’ottavo posto per quotazione tra gli auto manufacturers, appena dietro a Ford e GM, e più del doppio di NIO e XPeng. Dopo il crollo di Vinfast (il produttore vietnamita, ne avevamo parlato qui) è la più grande società asiatica produttrice di automobili quotata al Nasdaq.
L’andamento del titolo è stato tra i pochi positivi del settore auto, grazie al successo commerciale dei suoi tre modelli (al momento solo ibridi). Il titolo è salito del 47% negli ultimi dodici mesi, molto meglio del settore auto (4%) e del Nasdaq stesso (10%).
Solo il 5% delle azioni in circolazione (il cosiddetto “flottante”, che è molto elevato, pari a poco più di metà delle azioni totali, il che rende il titolo facilmente scambiabile dai grandi fondi di investimento internazionale grazie alla sua liquidità giornaliera) è oggetto di short, ossia è stato venduto da chi specula su una discesa del prezzo per poter poi ricomprare a livelli più bassi quindi chiudere l’operazione realizzando un guadagno.
Negli ultimi giorni, il titolo è stato debole per via dei timori di un ulteriore inasprimento della concorrenza sul mercato domestico, a seguito dell’annuncio di Huawei di entrare nel mondo delle auto elettriche. Curiosamente, altri produttori di auto cinesi, come Nio, si stanno lanciando nella vendita di smartphones…

Voi conoscevate Li Auto?

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

