L’elettrico in Borsa: cosa succede a Tesla?
Il titolo Tesla è sceso del 35% da inizio anno e la recente vendita di azioni da parte di insiders (ossia manager e azionisti con funzioni operative nella società) ha destato preoccupazione, tanto che alcuni investori hanno visto in negativo questa mossa. In particolare ci riferiamo al direttore Robyn Denholm, che il 3 marzo ha venduto un totale di 112.990 azioni Tesla, per un importo di 33,67 milioni di dollari, ad un prezzo di vendita tra i 293 e i 304 dollari ad azione. In realtà, si trattava di una cosa già nota e concordata, in base a un piano di trading prestabilito (Rule 10b5-1, progettato per facilitare transazioni azionarie ordinate), derivante dal fatto che il manager ha esercitato stock option per acquisire queste 112.390 azioni a un prezzo di 24,7 dollari ad azione. In altre parole, questa operazione fa parte del suo bonus lavorativo, e si capisce che se puoi comprare a 25 dollari per azione e vendere il giorno dopo a 300 dollari, lo farebbe chiunque… indipendentemente dalla speculazione sulle prospettive del titolo. Tra l’altro, Denholm detiene ancora direttamente 85.000 azioni Tesla, e dal grafico sottostante si vede come ci siano anche acquisti (in verde), mentre le caselle gialle sono, appunto, le stock options.

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Gli orsi e i tori
In gergo borsistico gli investitori positivi che hanno comprato e cercano di convincere gli altri a farlo si chiamano tori, mentre chi è negativo ed ha venduto (anche allo scoperto, ossia prima vende un titolo senza possederlo e poi lo ricompra successivamente) pensa di guadagnare al ribasso, puntando sulla discesa del prezzo, si chiamano orsi. Abbiamo già analizzato le perplessità degli investitori in una puntata precedente un mesetto fa. Ora gli orsi si sono scatenati spiegando la debolezza del titolo con malumori tipicamente di natura politica. Certamente, la riduzione della forza lavoro pubblica, a causa anche della “spending review” del DOGE (Department of Government Efficiency) supportata da Elon Musck, ha creato malumore presso una parte del pubblico, quella però già avversa politicamente, oltre che dei diretti interessati. Eppure il consenso sull’azione politica di Trump nei primi (quasi) due mesi del nuovo mandato è sempre stabile e ai massimi, in quanto il Presidente americano sta mantenendo le promesse e Musk ne sta beneficiando. Il famoso analista finanziario Dan Ives (global head of technology research presso Wedbush Securities) ha appena inserito il titolo Tesla nel suo “Best idea list”, affermando che l'azienda stima che "meno del 5% delle vendite di Tesla a livello globale siano a rischio a causa di questi problemi, nonostante la narrativa draconiana globale per Musk".
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Gli argomenti principali dei "tori" sono:
- Lancio del veicolo economico che farà salire le vendite nel 2025;
- Adozione crescente della guida autonoma (“unsupervised” FSD), considerato uno dei vantaggi competitivi rispetto alle altre case auto, che sono molto più indietro. I tori hanno grandi attese sul lancio dell’ “unsupervised” FSD ad Austin a giugno;
- Produzione dei primi robot umanoidi nel 2025;
- Riduzione del costo di produzione più veloce che per i concorrenti. Infatti, i dazi di Trump potrebbero aiutare Tesla, danneggiando di più i suoi rivali, in particolare cinesi, che subiranno maggiori rincari, secondo gli esperti sentiti dal New York Times;
- Espansione in India, un nuovo mercato per Tesla, che ha appena firmato un contratto di locazione per aprire il suo primo showroom a Mumbai, mentre si avvicina all'obiettivo di vendere auto importate in India.
Il titolo in Borsa
Nel momento in cui scriviamo, Tesla vale 262 dollari per azioni, ossia il valore totale di Borsa è di poco meno di 850 miliardi di dollari. Quindi, dal nostro precedente articolo, quando il prezzo in Borsa era di circa 370 dollari, il titolo ha perso il 30% del suo valore, ma rimane ancora in guadagno del 48% rispetto ad un anno fa, registrando una delle performance migliori di tutto il settore. La società ha oltre 20 miliardi di cassa netta, genera profitti e cassa dall’attività operativa, quindi è in salute dal punto di vista finanziario (diffidate di chi vi dice che è in “crisi economica”, non sa di cosa parla). Il prossimo appuntamento con in numeri di Tesla è previsto il 22 aprile, quando il management presenterà i risultati del primo trimestre del 2025. Come sempre, questo articolo non costituisce consulenza finanziaria e non sollecita in alcun modo l’acqusito o la vendita del titolo.

Cosa pensate delle prospettive economiche di Tesla?

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

