L'elettrico in Borsa: ChargePoint sta fallendo?
ChargePoint (CHPT) è il leader negli Stati Uniti con oltre 220 mila punti di ricarica gestiti direttamente con il proprio software (con oltre il 50% di quota di mercato), a cui si aggiungono altri 120 mila punti di ricarica gestiti in Europa (in 16 paesi). In totale circa 33 mila punti sono a corrente continua (DC), quindi permetono una ricarica veloce. La società è stata fondata nel 2017 ed è ancora in perdita operativa, sebbene trimestre dopo trimestre le perdite si stiano riducendo.

I numeri del 2024/25
Il bilancio degli ultimi 12 mesi, che si chiude a gennaio 2025, vede ricavi in calo del 18% a USD 417m, per via del calo delle vendite di hardware (-35%), mentre i ricavi da sottoscrizioni (abbonamenti degli utenti), sono saliti del 20% a USD 144m. Il margine lordo sui ricavi è salito al 26% dal 6%, ma considerando anche i costi di marketing, ricerca e sviluppo e generali ed amministrativi, quindi la base costi totale, si ha una perdita operativa di USD 253m (pari al 60% delle vendite), ma inferiore al dato precedente di USD 450m di perdita (su USD 507m di ricavi). La cassa lorda è scesa a USD 225m da USD 327m di un anno fa. Il debito netto è di USD 90m, con linee di credito non usate per USD150m, ma la società continuerà a bruciare cassa nei prossimi trimestri, secondo gli analisti.

L’outlook del management
Ovviamente il busienss di ChargePoint dipende dal numero di veicoli elettrici in circolazione, e dal fatto che gli utilizzatori di EV facciano viaggi lunghi con necessità di ricariche pubbliche (e non ricarichino a casa loro!). A dispetto della cattiva stampa, che narra della fine delle auto elettriche, i numeri delle immatricolazioni
dicono ben altro. Ad esempio, in Nord America le vendite di EV sono salite del 9% nel 2024 (dati Rho Motion), l’auto piu venduta al mondo compreso le termiche è stata una EV (Tesla Model Y, con1.1m di immatricolazioni, seguita da Toyota Corolla e RAV4) e il 2025 è iniziato con crescite a doppia cifra sia negli USA sia in Europa.
I target di breve di ChargePoint sono di raggiungere il primo EBITDA positvo nei prossim idodici mesi, mentre per il prossimo trimestre (che per la società termina ad aprile 2025) di raggiungere ricavi nel range USD 95/105m, rispetto a USD 107m del primo trimestre dello scorso esericizo.

Il titolo in Borsa è crollato
L’andamento del titolo è stato molto negativo (-65% a un anno data: CHPT capitalizza ormai solo USD 300m a circa 0,7 dollari per azione), e a metà febbraio la società è stata informata dalla Borsa di New York (NYSE) di non essere conforme perché il prezzo medio di chiusura delle azioni ordinarie è stato inferiore a $ 1,00 per un periodo consecutivo di 30 giorni di negoziazione, che è il prezzo medio di chiusura minimo richiesto per mantenere la quotazione continua alla NYSE. La notifica è una notifica di “non conformità”, non di delisting, e attualmente non influisce sulla quotazione o la negoziazione delle azioni ordinarie della Società alla NYSE. La società non ha ancora informato il NYSE su come intende porre rimedio alla “non conformità” del prezzo medio di chiusura, ed ha sei mesi di tempo.

Cosa pensate della bolla speculativa sui titoli inerenti il settore delle auto elettriche degli ultimi anni?

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

