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Circontrol 360 colonnine a 400 kW
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Italia a ricarica lenta. Perché le colonnine restano il vero freno all’auto elettrica

3 min.

Nel Paese che ha dato i natali a Ferrari e Maserati, la corsa verso l’auto elettrica sembra essersi fermata… alle colonnine. Non per mancanza di tecnologia, né per disinteresse. Il vero problema, secondo utenti e analisti, è la rete di ricarica. O meglio, la sua inefficienza.

Una rete disomogenea che rallenta il cambiamento

A maggio 2025, in Italia esistono circa 54.000 punti di ricarica pubblici. Ma la distribuzione è a macchia di leopardo.
Il 58% è nel Nord, mentre Sud e Isole devono accontentarsi del 23%. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto sono in testa. Sicilia, Calabria e Molise restano indietro.

Anche nei centri urbani ci sono squilibri. A Milano c’è una colonnina ogni 700 abitanti. A Reggio Calabria, una ogni 2.500. Questo dislivello penalizza migliaia di automobilisti.

Colonnine con ricariche lente, viaggi più lunghi

Un altro nodo è la velocità di ricarica. Le colonnine fast (oltre 50 kW) sono ancora poche. La maggior parte offre potenze da 11 o 22 kW, ideali solo per soste prolungate.

Chi viaggia spesso deve quindi programmare tappe lunghe o multiple, con inevitabili disagi.

Molti automobilisti raccontano esperienze frustranti: ricariche lente, colonnine non funzionanti o già occupate.

L’ansia da autonomia non nasce solo dalla batteria, ma dalla rete di supporto assente.

https://elettronauti.it/colonnine-315-nel-primo-trimestre/

Cosa preoccupa davvero gli italiani?

Secondo un’indagine Motus-E, oltre il 60% degli utenti potenziali teme di non trovare una colonnina disponibile o funzionante.
Il problema più comune? Le app indicano colonnine “attive” che in realtà sono fuori uso o bloccate da auto in sosta abusiva.

Altre criticità:

  • Poche opzioni per chi non ha un box privato
  • Prezzi poco chiari, variabili da 0,40 a 0,80 €/kWh
  • Troppe app e tessere diverse, una per ogni operatore

Questo scoraggia chi vorrebbe passare all’elettrico ma vive in piccoli centri o palazzi senza garage.

Francia, superata la soglia dei 150.000 punti di ricarica | Elettronauti.it

Cosa si sta facendo per migliorare?

Il Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) prevede 135.000 colonnine entro il 2030. Ma il ritmo attuale circa 9.000 all’anno non basta.

Le aziende private sono più attive. Enel X Way, Tesla e Be Charge investono in nuove installazioni, ma solo dove c’è domanda certa: autostrade e grandi città.

Nel frattempo, le stazioni di servizio tradizionali restano indietro. Poche hanno colonnine operative. Molte sono in attesa di connessioni elettriche o fondi.

Serve una rete capillare e intelligente di colonnine

Non basta aumentare il numero delle colonnine. Serve una rete dove servono davvero. Ogni punto deve essere funzionante, accessibile, con ricarica veloce e prezzo trasparente.

Serve anche unificare i sistemi di pagamento. Un’unica app o tessera dovrebbe bastare per ricaricare ovunque. E se l’energia fosse prodotta da fonti rinnovabili, sarebbe un doppio vantaggio.

Il futuro è elettrico. Ma senza una ricarica semplice e rapida, resta solo una promessa a metà.




Hai mai avuto problemi a ricaricare la tua auto elettrica? Cosa pensi serva davvero per migliorare la situazione in Italia?

Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.