
di Andrea Cornali
Italia a ricarica lenta. Perché le colonnine restano il vero freno all’auto elettrica
Nel Paese che ha dato i natali a Ferrari e Maserati, la corsa verso l’auto elettrica sembra essersi fermata… alle colonnine. Non per mancanza di tecnologia, né per disinteresse. Il vero problema, secondo utenti e analisti, è la rete di ricarica. O meglio, la sua inefficienza.
Una rete disomogenea che rallenta il cambiamento
A maggio 2025, in Italia esistono circa 54.000 punti di ricarica pubblici. Ma la distribuzione è a macchia di leopardo.
Il 58% è nel Nord, mentre Sud e Isole devono accontentarsi del 23%. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto sono in testa. Sicilia, Calabria e Molise restano indietro.
Anche nei centri urbani ci sono squilibri. A Milano c’è una colonnina ogni 700 abitanti. A Reggio Calabria, una ogni 2.500. Questo dislivello penalizza migliaia di automobilisti.
Colonnine con ricariche lente, viaggi più lunghi
Un altro nodo è la velocità di ricarica. Le colonnine fast (oltre 50 kW) sono ancora poche. La maggior parte offre potenze da 11 o 22 kW, ideali solo per soste prolungate.
Chi viaggia spesso deve quindi programmare tappe lunghe o multiple, con inevitabili disagi.
Molti automobilisti raccontano esperienze frustranti: ricariche lente, colonnine non funzionanti o già occupate.
L’ansia da autonomia non nasce solo dalla batteria, ma dalla rete di supporto assente.
https://elettronauti.it/colonnine-315-nel-primo-trimestre/
Cosa preoccupa davvero gli italiani?
Secondo un’indagine Motus-E, oltre il 60% degli utenti potenziali teme di non trovare una colonnina disponibile o funzionante.
Il problema più comune? Le app indicano colonnine “attive” che in realtà sono fuori uso o bloccate da auto in sosta abusiva.
Altre criticità:
- Poche opzioni per chi non ha un box privato
- Prezzi poco chiari, variabili da 0,40 a 0,80 €/kWh
- Troppe app e tessere diverse, una per ogni operatore
Questo scoraggia chi vorrebbe passare all’elettrico ma vive in piccoli centri o palazzi senza garage.

Cosa si sta facendo per migliorare?
Il Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) prevede 135.000 colonnine entro il 2030. Ma il ritmo attuale circa 9.000 all’anno non basta.
Le aziende private sono più attive. Enel X Way, Tesla e Be Charge investono in nuove installazioni, ma solo dove c’è domanda certa: autostrade e grandi città.
Nel frattempo, le stazioni di servizio tradizionali restano indietro. Poche hanno colonnine operative. Molte sono in attesa di connessioni elettriche o fondi.
Serve una rete capillare e intelligente di colonnine
Non basta aumentare il numero delle colonnine. Serve una rete dove servono davvero. Ogni punto deve essere funzionante, accessibile, con ricarica veloce e prezzo trasparente.
Serve anche unificare i sistemi di pagamento. Un’unica app o tessera dovrebbe bastare per ricaricare ovunque. E se l’energia fosse prodotta da fonti rinnovabili, sarebbe un doppio vantaggio.
Il futuro è elettrico. Ma senza una ricarica semplice e rapida, resta solo una promessa a metà.
Hai mai avuto problemi a ricaricare la tua auto elettrica? Cosa pensi serva davvero per migliorare la situazione in Italia?
di
Andrea Cornali
Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.


