

di Gianfranco Franzoni
India, azioni antinquinamento con blocco rifornimenti a Delhi per veicoli ICE e programma per il 2035
I legislatori dell’India, decisi a contrastare l’inquinamento atmosferico che affligge la capitale indiana, stanno discutendo le norme per eliminare gradualmente i veicoli a combustione alimentati a benzina e diesel entro il 2035. Si tratta di un importante cambiamento nel panorama della mobilità elettrica globale, oltre che contribuire ad un futuro meno inquinato per la città di Delhi.
Considerata da tempo una delle capitali più inquinate al mondo, Delhi sta adottando misure drastiche per ridurre i livelli di inquinamento. Tra le prime azioni concrete, è già entrato in vigore un divieto a livello cittadino di rifornimento per i veicoli immatricolati da oltre 15 anni.

Stiamo installando dispositivi presso le stazioni di servizio in grado di identificare i veicoli con più di 15 anni di età, ai quali non verrà erogato carburante. Intensificheremo anche i controlli sui veicoli pesanti in ingresso nella città, per verificare che rispettino gli standard ambientali previsti prima di consentirne l’accesso.
Manjinder Singh Sirsa, Ministro dell'Ambiente di Delhi
Concrete azioni antinquinamento
Le restrizioni adottate a Delhi, rendono difficile per i residenti continuare a utilizzare veicoli più datati, spesso più inquinanti. Tuttavia, le misure non si limitano ai mezzi obsoleti. È previsto infatti il dispiegamento di oltre 900 autobus elettrici per il trasporto pubblico, parte di un piano più ampio che punta a sostituire 5.000 dei 7.500 autobus complessivi in circolazione con soluzioni a basse o nulle emissioni entro l’anno.

https://elettronauti.it/ford-impianto-india-per-esportare-veicoli-elettrici/
Chi aveva detto che solo la "piccola" Europa si era imposta divieti per il 2035?
Secondo quanto riportato da "The Economic Times", è attualmente in corso una discussione legislativa per imporre che, entro la fine dell’anno, tutti i futuri acquisti di autobus riguardino esclusivamente mezzi elettrici o alimentati da “carburanti puliti” come il gas naturale compresso (CNG) o l’idrogeno. Ulteriori divieti potrebbero entrare in vigore tra il 2026 e il 2027, con il blocco dei veicoli a benzina e diesel per i motocarri a tre ruote e i mezzi leggeri per le consegne (tuk-tuk commerciali e scooter da trasporto).
Per quanto riguarda le automobili e motociclette private, un divieto simile potrebbe essere implementato in una finestra temporale compresa tra il 2030 e il 2035.
Azioni antinquinamento, misure più o meno incisive
Nel 2013, uno studio del governo cinese ha collegato l’inquinamento atmosferico derivante dai gas di scarico dei veicoli e dalle centrali a carbone a oltre 1,1 milioni di decessi all’anno. In risposta, il governo cinese ha intrapreso misure incisive: ha chiuso le centrali più obsolete, imposto standard di emissione rigorosi e incentivato la diffusione dei veicoli elettrici, anche attraverso sistemi di assegnazione delle targhe che favorivano le auto elettriche e con l’introduzione di un mandato nazionale sull’elettrificazione della mobilità previsto per il 2030.
Il percorso intrapreso dall’India, che prevede l’eliminazione dei veicoli a combustione interna con una tempistica particolarmente accelerata, suggerisce una crescente attenzione alle strategie adottate a livello internazionale.
Tra queste, tuttavia, gli Stati Uniti risultano attualmente esclusi a causa delle politiche dell’amministrazione Trump, che hanno segnato una battuta d’arresto in materia di transizione ecologica.
In Europa, invece, si registra un rallentamento nelle politiche di contrasto all’inquinamento prodotto dai veicoli a motore termico, mentre in Italia l’amministrazione si mostra più incline a sostenere l’industria automobilistica tradizionale, ormai quasi inesistente, piuttosto che promuovere un cambiamento strutturale orientato alla mobilità sostenibile.
Voi pensate che in Europa si tornerà ad accelerare la transizione e dovremo subire un ulteriore rallentamento?

di
Gianfranco Franzoni
Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.


