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Incentivi veicoli commerciali: fondi esauriti in un'ora
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Gianfranco Franzoni

di Gianfranco Franzoni

Incentivi veicoli commerciali: fondi esauriti in un'ora

Il nuovo Ecobonus dedicato ai veicoli commerciali ha esaurito ogni risorsa disponibile in un tempo brevissimo. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha aperto la piattaforma per le prenotazioni il 29 luglio 2026, alle ore 12:00. Bastava poco più di un'ora perché tutti i fondi risultassero già assegnati. Secondo i dati diffusi da Motus-E, l'associazione che riunisce gli operatori della mobilità elettrica, in appena 50 minuti gli utenti hanno prenotato più furgoni elettrici di quanti ne fossero stati immatricolati durante l'intera prima metà del 2026.

Il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso, ha commentato il dato con parole chiare. Il mercato attendeva questi fondi da oltre un anno e mezzo. Nel 2025, l'Italia era stato l'unico grande Paese europeo a registrare un calo delle vendite di veicoli commerciali a batteria.

Come funziona l'incentivo per le imprese

La misura riguarda i mezzi di categoria N1 e N2, ovvero i veicoli destinati al trasporto di merci. La categoria N1 include furgoni leggeri e piccoli automezzi da lavoro, con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate. La categoria N2 comprende invece i mezzi più pesanti, oltre questa soglia.

Lo stanziamento complessivo ammontava a 40 milioni di euro. Le risorse erano divise in due blocchi distinti. Sedici milioni erano riservati esclusivamente ai veicoli commerciali elettrici. Altri 24 milioni restavano invece aperti a qualunque tipo di alimentazione, elettrica compresa. Anche in quest'ultimo blocco, una quota rilevante è finita comunque all'acquisto di mezzi a batteria, segno di un interesse diffuso verso l'elettrificazione dei trasporti aziendali.

Il contributo per ogni veicolo varia in base al peso del mezzo, al tipo di alimentazione e all'eventuale rottamazione di un veicolo fino a Euro 4. Le imprese hanno potuto ottenere fino a 20.000 euro per l'acquisto di un nuovo mezzo.

Incentivi veicoli commerciali: fondi esauriti in un'ora | Elettronauti.it

Chi ha rottamato un vecchio veicolo intestato da almeno dodici mesi ha ricevuto un contributo maggiorato. Il decreto ha aperto la misura anche al noleggio a lungo termine: le società di leasing possono accedere ai fondi a condizione che il contratto abbia durata minima triennale e riguardi una piccola o media impresa attiva nel trasporto merci.

Un piano più ampio fino al 2030

Questa tornata di incentivi rientra in un programma più esteso, con una dotazione complessiva di 180 milioni di euro e validità fino al 31 marzo 2030. Chi non è riuscito a prenotare in tempo potrà quindi contare su ulteriori finestre di accesso. Il Governo ha già annunciato che altri 120 milioni verranno messi a disposizione nelle prossime annualità.

Accanto al fondo per i veicoli commerciali, il decreto prevedeva anche 4 milioni di euro per il retrofit a Gpl e metano. Questi contributi finanziano l'acquisto e l'installazione di impianti di alimentazione alternativa su autovetture di categoria M1, purché con classe ambientale non inferiore a Euro 3. Anche questa quota si è esaurita rapidamente.

Motus-E ha già chiesto al ministro Adolfo Urso il reintegro dei fondi e una nuova tornata di incentivi per il 2027, insieme al ripristino di un fondo da 90 milioni destinato alle infrastrutture di ricarica aziendali. L'associazione sottolinea la necessità di una pianificazione più strutturata degli strumenti di sostegno, per evitare che la domanda superi sistematicamente l'offerta di risorse pubbliche.

Un segnale per il mercato dei veicoli da lavoro

Il rapido esaurimento dei fondi conferma un dato di fatto. Le imprese italiane guardano con crescente interesse ai veicoli commerciali a basse emissioni. La transizione verso furgoni e piccoli autocarri elettrici risponde a due esigenze concrete: ridurre l'impatto ambientale della flotta aziendale e contenere i costi di gestione nel lungo periodo, legati soprattutto al prezzo del carburante.

Il caro carburanti e la dipendenza dall'estero per diesel e benzina rendono l'elettrificazione una scelta sempre più praticata da chi utilizza mezzi commerciali per lavoro quotidiano. Resta però aperta la questione della disponibilità dei fondi. Un incentivo esaurito in pochi minuti rischia di lasciare fuori molte imprese pronte a investire, semplicemente per un problema di tempistiche e di risorse insufficienti rispetto alla domanda reale.




Quanto pensi debba essere ampliato lo stanziamento pubblico per accompagnare davvero la transizione elettrica dei veicoli da lavoro in Italia?

Fonte

Gianfranco Franzoni

di

Gianfranco Franzoni

Dinosauro, nell’automotive dalla nascita, da sempre attivo nella tutela ambientale. Con 50 auto ICE possedute, molte di grossa cilindrata, ho contribuito all’inquinamento ambientale, per la mia parte. Ora, riscatto! Promuovo la mobilità elettrica in tutti i modi possibili.

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