

di Emanuele Oggioni
In Sardegna con l’elettrica? Anche si!
In vacanza viaggiando con una elettrica? I più storcerebbero il naso, e sarebbero spaventati da mille dubbi: ma l’autonomia dei veicoli BEV è bassa, ci si deve fermare sempre lungo la strada! Le ricariche pubbliche non si trovano e magari sono pure occupate! Ma il traghetto? Che perdite di tempo ci saranno!
E invece anche no. Con questa esperienza vissuta, vediamo nella pratica di sfatare i falsi miti e di tornare alla realtà dei fatti. Iniziamo con spiegare il contesto, poiché, come per tutte le cose, e quindi anche per le auto termiche, dipende dal mezzo, dall'itinerario e dalla (almeno minima) pianificazione.
Il mezzo: Tesla Model 3 Long Range 2021
In teoria: qui partiamo bene, poiché questo BEV di Tesla è uno dei più risparmiosi (circa 160 Wh/km di consumo medio, ma lo stile di guida incide come sempre, anche per le auto a benzina o diesel) e con maggiore autonomia rispetto alla media grazie alla batteria da 75 kWh (ora la versione nuova, la Highland, è persino più performante).
Nella pratica: dopo tre anni l’autonomia nominale dell’”indovinometro” al 100% è scesa da 540 km a 503 km, quindi con una perdita nominale della batteria del 7%. Poco, tutto sommato, grazie anche a qualche accorgimento (in primis, non lasciare l’auto troppo carica, ossia sopra l’80% o troppo scarica, ossia sotto il 20%, per più giorni). L’autonomia effettiva, a sua volta, è inferiore di almeno un altro 10% e dipende non solo dallo stile di guida ma anche dalla stagione (ossia dalla temperatura esterna: il freddo la riduce, aumentando i consumi).

https://elettronauti.it/elettrowiki-indovinometro-cose/
Il viaggio: circa 1.300 chilometri in due settimane
Al di là degli spostamenti giornalieri, piuttosto brevi vista l’abbondanza di spiagge ed il fatto che abbiamo soggiornato nello stesso campeggio per tutta la vacanza, concentriamoci su maggiori spostamenti singoli. Le tratte più lunghe sono state dalla provincia di Varese a Genova, per quasi 200 km, e da Olbia alla costa dell’Ogliastra, per circa 160 km a tratta. Con l’autonomia descritta sopra, abbiamo consumato non più del 50% della batteria, quindi senza alcuna sosta durante il viaggio.
Nella pratica: Arrivati a Genova dall’alta Lombardia, abbiamo caricato comodamente nella zona “Porto Antico”, quella del famoso acquario per intenderci, intanto che ci sgranchivamo le gambe alla ricerca di una buona focaccia genovese, in attesa di spostarci poi al terminal traghetti. In questo modo la mattina seguente, scesi dal traghetto ad Olbia, non abbiamo avuto problemi a raggiungere il mare dell’Ogliastra. In ogni caso, consigliamo sempre di partire dal 100% di carica quando si affrontano viaggi di una certa importanza. Basta caricare durante la notte del giorno precedente alla partenza (quindi nel garage di casa, nel nostro caso), senza quindi perdite di tempo.

https://elettronauti.it/a-2-400-metri-con-lauto-elettrica-montagna-estrema/
Le ricariche pubbliche
I dati parlano chiaro: la rete di ricarica pubblica in Italia è tra le migliori in termini di punti di ricerca rispetto ai veicoli elettrici circolanti. Qui i dati alla fine del primo trimestre del 2024. La Sardegna è invece una delle regioni con meno punti di ricarica e con una distanza media più alta tra gli stessi, il che implica una più attenta pianificazione negli spostamenti lunghi. Qui il racconto di un viaggio ancora più impegnativo, in lungo e in largo, sull’isola, nel 2023.
Nella pratica: a parte a Olbia al ritorno, in attesa di prendere il traghetto per tornare a Genova, non abbiamo mai usato, né tanto meno perso tempo, con colonnine pubbliche per ricaricare sull'isola. Questo perché è possibile sfruttare anche i cosiddetti destination charger, ossia ricaricare direttamente nei posti in cui si va a soggiornare. Nel nostro caso, si trattava del posto auto sotto la pineta, di fianco al bungalow del campeggio. Più comodo di cosi!

di
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.
