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Il solare è diventato in Asia la fonte più conveniente per produrre energia
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Emanuele Oggioni

di Emanuele Oggioni

Il solare diventa la fonte più economica in Asia  

4 min.

Nel 2023, l’energia solare ha avuto il più basso LCOE (levelised cost of electricity, ossia costo dell'elettricità livellato), rispetto a tutte le altre fonti, detronizzando il carbone che, in precedenza, era il più economico (e che invece è stato più caro del e si prevede che aumenterà ancora nel lungo termine, principalmente a causa dei meccanismi di tariffazione del carbonio, perdendo quindi la sua competitività in termini di costi rispetto alle rinnovabili). I costi dell’energia solare hanno raggiunto il minimo storico nella regione dell’Asia del Pacifico nel 2023, invertendo i timori di un’inflazione permanente dei costi.

Andamento del LCOE in APAC per tecnologia (studio di Wood Mackenzie) | Elettronauti.it

Cos’è il LCOE ?

Come detto prima, il costo dell'elettricità livellato è il valore attuale netto del costo unitario dell'energia elettrica nel corso della durata di un bene generatore. Secondo il Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica dell’ENEA, l’LCOE viene spesso considerato come una proxy per il prezzo medio che l'attività generatrice deve ricevere in un mercato in pareggio per tutta la sua durata. L'analisi LCOE considera i costi distribuiti nel corso della vita del progetto, fornendo un quadro finanziario estremamente preciso che gli operatori di sistema preferiscono rispetto al semplice calcolo del costo per watt (spesso ma meno opportunamente utilizzato dagli addetti del settore). LCOE calcola il costo reale, misurato in dollari (o EUR) diviso i kWh di energia prodotta (quindi EUR/kWh).

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Lo studio di Wood Mackenzie

L’ultimo report di WoodMac fornisce un’analisi e una prospettiva fino al 2050 per la tecnologia energetica e le tendenze dei costi di generazione nell’Asia del Pacifico. Include dati e ipotesi sul costo livellato dell’elettricità (LCOE) che coprono 26 tecnologie chiave tra cui fonti di energia convenzionali, energie rinnovabili, stoccaggio dell’energia, cattura e sequestro del carbonio e co-combustione di carburante verde con energia termica. La copertura geografica comprende Giappone, Corea del Sud, Cina continentale, Taiwan, Australia, Singapore, Malesia, Filippine, Vietnam, Indonesia, Tailandia, Pakistan, India, Bangladesh e Nuova Zelanda, oltre alla copertura delle regioni subnazionali. Il rapporto esamina inoltre la concorrenza tra energia rinnovabile, energia da combustibili fossili ed energia dispacciabile in ciascun paese, oltre a fornire una panoramica dei fattori chiave che determinano i costi per ciascuna tecnologia.

Secondo l’ultima analisi di Wood Mackenzie, il LCOE delle energie rinnovabili ha raggiunto un minimo storico nel 2023, il che le rende sempre più competitive rispetto alle fonti fossili, incluso quella storicamente più conveniente, ossia il carbone (molto diffuso in Asia). Il merito va alla riduzione del costo degli investimenti (rapportato ad ogni MW) per i progetti di energia rinnovabile.

La Cina, che sta investendo massicciamente sia in nuove centrali a carbone sia in impianti rinnovabili (solare ed eolico), ha registrato la maggiore riduzione dei costi (-40/50% in Cina e -23% nel 2023 in APAC per il solare) e si prevede che manterrà un vantaggio competitivo in termini di minori costi (-50%). Ad oggi, l’energia solare è ora la fonte più economica in 11 paesi su 15 dell’APAC. Si prevede che i costi dei progetti solari di nuova costruzione diminuiranno di un altro 20% entro il 2030 grazie alle economie di scala legate ai forti investimenti in capacità produttiva.

L’energia solare distribuita (residenziale sui tetti) sta diventando sempre più conveniente per i clienti in molti mercati dell’Asia Pacifico, con costi inferiori del 30%. Tuttavia, i mercati con tariffe energetiche residenziali sovvenzionate, come l’India, potrebbero dover aspettare fino al 2030 od oltre per beneficiare di prezzi più competitivi per il solare distribuito. E i pannelli vecchi? Si riusano!

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Anche l’energia eolica sta diventando più economica

L’eolico onshore, ossia su terra (i classici parchi eolici che abbiamo anche in Italia) ha visto una riduzione dei costi nel 2023 e lo studio citato prevede un ulteriore calo del 30% entro il 2030, man mano che le turbine cinesi più economiche guadagneranno quote di mercato. Tuttavia, l’impatto sarà minore sui mercati con una diffusione limitata delle turbine cinesi, come il Giappone e la Corea del Sud, che si concentrano maggiormente sulle catene di fornitura nazionali. Per l’eolico offshore (parchi sul mare) la strada è piu lunga visto che tale tecnologia richiede più investimenti, e quindi il report prevede che il suo costo sarà inferiore a quello del gas in Giappone e nella regione di Taiwan rispettivamente entro il 2027 e il 2028. Ma anche l'Italia si sta muovendo!

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Per quanto riguarda la Borsa, tra gli investitori c’è ancora preoccupazione per la redditività di un investimento in rinnovabili, per i lunghi tempi di integrazione alla rete, e per i costi elevati di stoccaggio dell’energia tramite batteria.


Questo studio potrà avere impatti anche nel Vecchio Continente?

Emanuele Oggioni

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Emanuele Oggioni

Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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