Il porro indigesto: "Il pulmino elettrico”
Ve lo dico sinceramente: vorrei che questa fosse la prima ed ultima edizione de “L’indigestione di porro” ma viste le premesse e a quanto mi raccontano anche i precedenti, temo che in elettronauti.it dovremo aggiungere una nuova sezione, appunto, "Il porro indigesto".

Chi è il Porro
Molti solo sulla descrizione del personaggio potrebbero farci direttamente un pezzo. In quanto pre, durante e post pandemia il Nicola nazionale ha sempre avuto qualcosa da dire: è infatti un opinionista, un po’ tuttologo, mi pare che a tratti fosse anche No Vax, sicuramente No Watt per diverse sue uscite nel quale si è palesato contrario all’auto elettrica e forse in generale alla transizione energetica. Un opinionista conservatore, facile all’arrabbiatura. A tratti infatti mi ricorda uno Sgarbi, non fosse altro per il ciuffo ribelle e gli occhiali, mentre contenuti e modi sono appena simili.

Zuppa di porro
Nella sua quotidiana “zuppa di porro” che già dal nome ci lascia intendere che nel pentolone ci finirà un po’ di tutto anche se il risultato del cucinare è più simile al polpettone del giorno dopo (ma non quello domestico, che ci faceva la nonna, ma quello fortemente sconsigliato del ristorante), come vedete dall’immagine sopra.

Pensate che i nostri amici di VaiElettrico non ci sono andati tanto per il sottile con il nostro cuoco opinionista. “La Zuppa di Porro è un minestrone di bugie” titolava il direttore Mauro Tedeschini il 9 Giugno 2020 a seguito di una serie di bischerate già smontate dall’ex direttore di quattro ruote e che volentieri vi eviterò.
⚡️ Leggi anche: Lettera di un socio ACI al Presidente Sticchi Damiani

Ma quando sei molto famoso è difficile tenere costantemente nutrito il numero di articoli del tuo blog ed al tempo spesso partecipare alle ospitate in TV, registrare un video, sbraitare alla radio. Ma grazie alla popolarità che web e tv possono regalare agli iracondi populisti, seconda solo a quella ottenuta da tronisti e tiktokers, i proseliti non mancano ed ecco allora che la proposta di scrivere su un blog ad alta frequentazione alletta più di un aspirante "porrista".
Matteo Milanesi è uno di questi autori, ed ha scritto un pezzo difficile in questo periodo elettorale. Ha scritto di quanto accaduto a Letta e al suo sfortunato elettro furgoncino elettorale.

Non vi riporterò il link al pezzo, perché non mi piace alimentare la visualizzazione di blog che riportano inesattezze, ci limiteremo ad analizzare insieme alcune perle “nella” minestra…

RICARICAMI IL MOTORE
Se vabbè...
L’articolo inizia già male. Il “motore” di un veicolo elettrico non si ricarica. Al limite usa l’energia della batteria, questa si che si ricarica e infatti l’elemento preposto proprio ad immagazzinare energia che poi verrà utilizzata dal nostro motore elettrico.
La ricarica poi non è in funzione del tempo. Sull’auto elettrica non avrete un orologio che vi dica “è ora di ricaricare”: ma come per tutte le auto un indicatore del livello di energia quindi la ricarica dura in funzione dello stile di guida dei chilometri percorsi.
Ma prima di questo il nostro Matteo è stato anche più caustico, secondo lo studente di giurisprudenza infatti il singolo flop di comunicazione commesso da un cittadino italiano che si è dato in politica dimostrerebbe che per gli altri oltre sessanta milioni l’auto elettrica sarebbe impossibile, scomoda e disagevole.
per gli altri oltre sessanta milioni l’auto elettrica sarebbe impossibile, scomoda e disagevole.
Esagerato…
Eppure i numeri non dicono questo. Secondo infatti il report Smart Mobility del gruppo Energy & Strategy del Politecnico di Milano, con il quale ho il pregio di collaborare, la voglia di auto elettrica italiana è enorme ed in costante crescita.
Andiamo avanti.
UN’AUTO ELETTRICA IMPIEGHEREBBE 52 ORE
Tempo fa #Piazzapulita ha provato a fare un viaggio autostradale in auto elettrica e credetemi, sorvolare sui dettagli è bene per tutti. Riassumendo infatti potremmo dire che interpretando il servizio in ”buona fede” potremmo dire che la redazione oberata di servizi ha scelto l’unica inviata libera nel weekend e l’ha sbattuta sulla prima auto elettrica a buon mercato approvato da chi gestisce la cassa. Ed ecco che alla povera giornalista viene affidata una vecchia Renault Zoe a noleggio e consegnate le chiavi ha inizio la missione: provare ad arrivare a Reggio Calabria, cosa che non consigliereste nemmeno al vostro peggior nemico. Probabilmente Chiara Proietti, l'inviata, sta antipatica a molti e difatti me li sono immaginati, lì in LA7 davanti alla macchinetta del caffè ”Aho, lo famo uno scherzo alla Proietti?” e via al piano degli spietati autori.
⚡️ Leggi anche: Aion Hyper SSR – Hypercar Cinese in arrivo

A voler pensare male invece è stato tutto ben pianificato, come PiazzaPulita altre volte ha dimostrato di saper fare: "scegliamo l’auto elettrica peggiore, facciamo caricare solo a bassa potenza la Proietti, chiediamole di drammatizzare il tutto”. Vi ricordate il risultato di questo pezzo terribile? Insurrezione dei siti di settore, dei social, lettere alla redazione di tutti quelli che viaggiano in elettrico e mezza citazione nella puntata seguente. Tutto inutile ovviamente, questi hanno budget ed una trasmissione in prima serata, vincono per esperienza come un’altra categoria ben conosciuta da tutti.

Cosa c’azzecca la zuppa di porro con la trasmissione? Apparentemente nulla se non fosse che il nostro articolista cita le 52 ore impiegate dalla combriccola! Capite su quali basi il Porro nazionale lancia le proprie invettive? Sull’incapacità giornalistica, quell’incapacità tipica di chi non sa raccontare i fatti o peggio sarebbe in grado di distorcerli in base alla convenienza del momento…terribile.
Ma non è finita !
Come nella peggiore speculazione degli hashtag il nostro buon Matteo cosa fa? butta dentro l’hashtag ”fulmine”:
un guasto elettrico, durante la notte, a causa di un forte temporale, mentre era collegato ad una colonnina di ricarica. In poche parole: il furgoncino è stato colpito da un fulmine e Letta lasciato a piedi.
Ma quanto sei impreparato? Dico, almeno alza il telefono perché sono certo Matteo, che almeno un amico che ha scelto un percorso professionale diverso dal tuo ce l’hai, tutti abbiamo almeno un amico ingegnere meccanico o elettronico dai…”colpito da un fulmine”: a parte aver ridotto alla fulminazione un caso non accertato ”un meccanico mi ha detto che”, in tutta Europa nemmeno un veicolo è stato mai colpito da un fulmine - in quanto le auto sono per loro natura isolate dal terreno da gomma ed aria e dunque non sono soggette a fulminazione - mentre il guasto elettrico potrebbe essere a livello di caricabatterie…
Dunque si, se la rete subisce una sovratensione causata da un fulmine può danneggiare il caricabatterie di un’auto e di un furgone come in questo caso come potrebbe guastare una TV o altro apparecchio. Ma a differenza tua io mi sono sono accertato di eventuali guasti sulla rete di ricarica a Castellucchio in quei giorni e guarda caso, nessun evento di sovratensione ha colpito la rete elettrica locale! Tutte le colonnine erano operative, nessun guasto civile (nessun signor Mario con la TV guastata da fulmine)…Ma dai, hai scritto l’ennesimo hashtag senza fonti, senza verifiche, senza uno straccio di pudore giornalistico.

Caro Nicola sei forte. Urli, sbraiti ed usi il populismo a tuo comodo ed il risultato - tuo come dei tuoi collaboratori - è incontrovertibile fino a quando si limita alle opinioni sciorinate ed urlate attraverso TV e Web, almeno fino a quando queste vengono affrontate. Ed elettronauti.it non molla: cercheremo di screditare ogni singola elettrocastronata, perché usare l’espediente del progresso al fine di creare una seguito di Tecnofobi non sia la pratica dei chiacchieroni da tastiera.
di
Daniele Invernizzi

