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ACEA, ricariche HPC per chi non può caricare a casa. Ma sarà corretto?
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Emanuele Oggioni

di Emanuele Oggioni

Il futuro della mobilità elettrica in Italia

Motus-E, l’associazione italiana che raggruppa oltre 100 tra associati e partner lungo tutta la catena del valore della e-mobility, e PwC Strategy, ha appena pubblicato “Il futuro della mobilità elettrica in Italia al 2035”, un interessante studio con le previsioni sui numeri delle colonnine pubbliche e private e sul parco circolante elettrico nei prossimi 11 anni, in due differenti scenari.
L’Italia sarà dotata entro il 2035 di un’infrastruttura che conterà tra i 198.000 e i 239.000 punti di ricarica a uso pubblico per i veicoli elettrici, grazie a investimenti privati fino a 4 miliardi di euro, affiancati da oltre 5 milioni di punti di ricarica tra domestici e aziendali.

https://elettronauti.it/auto-elettriche-i-numeri-a-luglio-2024/

Partendo dalla consistenza attuale del parco circolante elettrico italiano, e dai circa 57.000 punti di ricarica a uso pubblico già installati nella Penisola, il report aggiorna in base alle ultime evoluzioni regolatorie e di mercato le previsioni di penetrazione nel Paese dei veicoli elettrici e ibridi plug-in (considerando auto e veicoli commerciali), nonché le stime di crescita dell’infrastruttura di ricarica, estendendo l’orizzonte temporale fino al 2035.

Enel è sempre il primo operatore con ben 21.500 punti di ricarica installati sul territorio italiano.

Inoltre, nel 2023 Enel ha venduto oltre 70.000 colonnine di ricarica domestiche, le wall box, a conferma di un interesse per le ricariche private.

La situazione a metà 2024 potete rilevarla nel nostro articolo precedente.

Lo scenario conservativo

L’analisi propone due scenari, uno più conservativo, che stima che al 2030 circoleranno in Italia 2,6 milioni di veicoli elettrici e 1,2 milioni di ibridi plug-in. Nel 2035 le BEV saranno poi in crescita fino a quota 8,6 milioni di unità, mentre le plug-in rimarranno stabili a 1,2 milioni.

Sotto il profilo infrastrutturale, questo scenario prevede la presenza nel Paese di 115.000 punti di ricarica a uso pubblico al 2030 e 198.000 al 2035, con una composizione che vedrà al termine dell’orizzonte considerato il 52% di punti in corrente alternata (AC), il 36% di tipo veloce in corrente continua fino a 149 kW di potenza (DC) e il 12% ultraveloce con potenza dai 150 kW in su (High Power Charger o HPC).

Proprio le colonnine ad altissima potenza saranno protagoniste assolute lungo le autostrade, con la rete di ricarica sulla grande viabilità che conterà circa 4.000 punti di ricarica al 2030 e 7.000 al 2035, tutti in corrente continua, con il 79% di punti ultrafast HPC e il 21% di fast DC.

Evoluzione rete di ricarica pubblica (in migliaia di punti di ricarica, fonte: motus-e) | Elettronauti.it

https://elettronauti.it/la-rete-elettrica-andrebbe-in-blackout-con-tante-auto-elettriche-sulle-strade/

Per quanto riguarda invece l’infrastruttura di ricarica privata, si stima,  nello scenario conservativo, un numero di punti di ricarica domestici pari a 1,5 milioni nel 2030 e a 4,4 milioni nel 2035, a cui sommare rispettivamente 143.000 e 451.000 punti di ricarica in ambito lavorativo.

Cosa succederebbe alla domanda energetica?

Si stima al 2035 un incremento dei consumi elettrici nazionali (considerando la ricarica pubblica e privata) pari a 23 TWh, ossia “meno dell’8% dell’attuale domanda elettrica complessiva italiana”, sottolinea il report.

Le stime noi di Elettronauti le avevamo già fatte in un altro articolo precedente.

Lo scenario accelerato

Nello scenario più ottimistico, la ricerca stima un parco circolante di 3,6 milioni di veicoli elettrici e 1 milione di ibridi plug-in nel 2030. Al 2035 le BEV salgono a quota 10,4 milioni e le plug-in rimangono stabili a 1 milione di unità. Come si nota, queste previsioni stimano che la crescita delle BEV inciderà negativamente su quella delle plug-in, tanto che lo scenario conservativo riporta numeri superiori rispetto a quello accelerato per quanto riguarda le ibride ricaricabili. Per quanto riguarda invece le infrastrutture di ricarica, si stimano 152.000 punti di ricarica a uso pubblico al 2030 e 239.000 al 2035. Di questi ultimi, il 52% sarà in corrente alternata, il 36% veloce in corrente continua fino a 149 kW e il 12% ultraveloce con almeno 150 kW. Considerando le autostrade, lo scenario accelerato prevede la presenza di 5.000 punti di ricarica al 2030 e 9.000 al 2035, tutti in corrente continua, con il 79% di punti ultrafast HPC e il 21% fast DC.

Stima Motus-E su parco circolante EV (milioni di veicoli) | Elettronauti.it
Evoluzione domanda di energia erogata su PdR pubblici e totali (TWh, fonte: motus-e) | Elettronauti.it

Quanto alla ricarica privata, vengono stimati 2,1 milioni di punti di ricarica domestici al 2030 e 5,3 milioni al 2035, a cui aggiungere rispettivamente 188.000 e 545.000 punti di ricarica in ambito lavorativo.

Anche nello scenario accelerato l’incremento della domanda di elettricità per la ricarica dei veicoli risulta marginale rispetto ai consumi elettrici nazionali, attestandosi a 28 TWh, meno del 10% della domanda complessiva.

Si tratterebbe, quindi, di un incremento pienamente compatibile con il sistema elettrico italiano.




E voi quale credete sia lo scenario per il futuro più probabile?

Fonte

Emanuele Oggioni

di

Emanuele Oggioni

Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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