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Il colpo di grazia all’industria automobilistica italiana
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Alan Murarotto

di Alan Murarotto

Il colpo di grazia all’industria automobilistica italiana

4 min.

Secondo i dati dell'Associazione dei produttori europei di automobili (ACEA), il mercato delle immatricolazioni in Europa sta affondando, con le vendite di auto nuove in calo del 6% su base annua in tutti i 27 paesi dell'UE.

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Molti produttori del settore automotive, si trovano ad affrontare difficoltà finanziarie e a rigor di logica, gli incentivi sono come delle stampelle che permettono di muovere un mercato ancora giovane, nell’attesa che sia abbastanza maturo da poter camminare con le proprie gambe.

Mentre la Germania ha già abolito il bonus ecologico e la Francia prevede di dimezzare gli aiuti stanziati per il settore auto nel 2025. Il nostro Bel Paese, che ha deciso di rimanere il fanalino di coda dell’Europa per quanto riguarda la transizione, ha imposto restrizioni di bilancio tagliando l’80% della dotazione destinata a sostenere la mobilità dei suoi concittadini.

Nel 2022, l'Italia aveva scelto di stanziare 8,7 miliardi di euro fino al 2030 per sostenere la propria industria automobilistica. Recentemente, il bilancio presentato da Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia, dimostra che il Governo ha deciso diversamente.

Il dietrofront del Governo che taglia le gambe all'industria

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Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni ha deciso di tagliare i fondi destinati alla nostra industria automobilistica e dei 5,8 miliardi di euro previsti per il periodo 2025-2030, 4,6 miliardi di euro saranno riassegnati per finanziare altri settori non proprio difendibili.

Una bruttissima notizia che assomiglia in tutto e per tutto ad una coltellata alle spalle del Parlamento Europeo. Lasciando solo 1,2 miliardi di euro da utilizzare in cinque anni (ovvero 240 milioni all’anno), questa scelta scellerata rischia di danneggiare gravemente le vendite di BEV in Italia.

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Il testo dovrà ancora essere approvato dal Parlamento entro la fine di dicembre. Il nostro team di Elettronauti auspica che in una lungimiranza dell’ultimo minuto e che il Governo apporti dei cambiamenti ad una transizione verso l’elettrico compromessa sull’altare degli investimenti per la Difesa. Il programma presentato nel 2023 dal ministero della Difesa ha come obiettivo stanziare circa 20 miliardi di euro per l'acquisto di almeno 350 veicoli corazzati da combattimento Lynx e più di 200 carri armati Panther.

Siccome è più importante preparaci ad una futura guerra che a dare lavoro alle famiglie italiane, se la versione proposta dal Governo sarà validata dai legislatori, i fondi disponibili per gli incentivi ai consumatori e gli aiuti all’industria si ridurrebbero a 200 milioni di euro all’anno tra il 2025 e il 2030. Mentre il bilancio precedente prevedeva 762 milioni di euro per il 2025 e 1 miliardo di euro per anno dal 2026 al 2030. In Italia gli operatori del settore automobilistico hanno quindi davvero motivo di preoccuparsi.

Il Governo ha accusato il colosso Sellantis di delocalizzare la produzione automobilistica verso destinazioni più competitive, ma tagliando gli aiuti vanifica il suo impegno per realizzare una politica industriale a favore della competitività delle imprese italiane.

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Garantire che la filiera automobilistica disponga degli strumenti necessari per affrontare la sfida della transizione verde”. Ha inoltre aggiunto che: “tutte le risorse saranno destinate agli investimenti produttivi, con particolare attenzione alla componentistica, che costituisce la vera forza dell’Italia”.
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy

La verità e che i consumatori non potranno più beneficiare degli aiuti per passare all’elettrico e questo già a partire dal 2025. Senza questi incentivi finanziari, l’elettrificazione del parco auto italiano è certamente compromessa. Non incoraggiare la transizione energetica non aiuta ad arginare le conseguenze del cambiamento climatico, soprattutto quando la concorrenza cinese è pronta a esibire il libretto degli assegni senza alcuna difficoltà!

Colpire i portafogli delle famiglie non ha mai portato un Paese verso la crescita e se i consumatori, già affranti dall'inflazione, non compreranno più, saranno i produttori a soffrirne per primi e in particolare il gruppo Stellantis e di conseguenza ci saranno ancora più licenziamenti e famiglie distrutte per obiettivi bellici.

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Alan Murarotto

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Alan Murarotto

Tecnico meccatronico, formatore automotive, professionista della mobilità. Aiuto i lettori a districarsi nel labirinto delle dinamiche che governano la transizione energetica, dalla burocrazia agli aspetti legati alla guida di veicoli elettrici e non solo, con accenni tecnici per una visione a 360°.

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