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Idrogeno blu
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Federico Fumagalli

di Federico Fumagalli

Idrogeno blu | Il compromesso tra gas e decarbonizzazione

L’idrogeno blu nasce con l’obiettivo di risolvere uno dei principali problemi dell’idrogeno grigio: le elevate emissioni associate alla produzione da gas naturale.

La tecnologia di base può infatti rimanere sostanzialmente la stessa, generalmente lo steam methane reforming o SMR, ma con una differenza fondamentale. La CO2 generata durante il processo non viene semplicemente immessa nell’atmosfera: viene catturata e successivamente destinata allo stoccaggio geologico o, in alcuni casi, all’utilizzo industriale.

Per questo motivo l’idrogeno blu viene spesso considerato una soluzione intermedia tra l’attuale produzione fossile e l’idrogeno ottenuto tramite elettrolisi alimentata da fonti a basse emissioni.

Dal gas naturale alla cattura della CO2

Nel processo SMR, il metano viene fatto reagire con vapore ad alta temperatura. Si ottengono idrogeno, monossido di carbonio e successivamente CO2 attraverso ulteriori reazioni.

La tecnologia CCUS, acronimo di Carbon Capture, Utilisation and Storage, interviene per separare la CO2 dal flusso di gas e impedirne, almeno in parte, l’emissione nell’atmosfera.

La cattura può raggiungere livelli elevati, ma non significa necessariamente che il processo diventi completamente privo di emissioni.

Secondo l’IEA, per l’idrogeno prodotto tramite SMR, i costi e le prestazioni della cattura variano in funzione della percentuale di CO2 intercettata. Inoltre, la cattura delle emissioni direttamente nell’impianto non risolve automaticamente quelle associate alla produzione e al trasporto del gas naturale.

Questo è uno dei punti più importanti quando si valuta l’idrogeno blu.

Schema di produzione dell'idrogeno blu | Elettronauti.it

Il problema delle emissioni a monte

Il gas naturale contiene principalmente metano. Il metano è un potente gas serra e può essere rilasciato durante le fasi di estrazione, trattamento e trasporto.

Di conseguenza, anche se un impianto di produzione dell’idrogeno cattura una percentuale molto elevata della CO2 prodotta direttamente, il bilancio climatico complessivo dipende anche dalla qualità della filiera del gas naturale.

L’IEA sottolinea proprio che la cattura della CO2, da sola, non è sufficiente: devono essere affrontate anche le emissioni upstream e midstream della catena del gas.

Una soluzione di transizione?

L’idrogeno blu presenta comunque un vantaggio importante: utilizza una tecnologia di produzione dell’idrogeno già ampiamente conosciuta e può potenzialmente sfruttare parte delle infrastrutture industriali e logistiche esistenti.

Questo può essere particolarmente interessante nei settori in cui l’idrogeno è già indispensabile, come produzione di ammoniaca, raffinazione e industria chimica.

Il problema è stabilire quanto debbano essere basse le emissioni per considerare realmente sostenibile questa soluzione.

L’IEA evidenzia infatti che il termine “blu” può nascondere differenze significative nelle emissioni effettive, a seconda della tecnologia utilizzata e della percentuale di cattura.

Per questo motivo sarebbe probabilmente più utile valutare l’idrogeno sulla base delle sue emissioni effettive per chilogrammo, anziché affidarsi esclusivamente al colore.

L’idrogeno blu potrebbe dunque avere un ruolo nella transizione energetica, soprattutto nei prossimi anni, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di catturare realmente la CO2 e di ridurre anche le emissioni di metano lungo tutta la filiera.

Tutti i colori dell'idrogeno

Se vuoi scoprire come si produce l'idrogeno puoi consultare il nostro articolo che elenca tutti i "colori" dell'idrogeno.

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L’idrogeno blu è una soluzione concreta per accelerare la transizione oppure rischia di prolungare la dipendenza dal gas naturale?

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Federico Fumagalli

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Federico Fumagalli

Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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