Idrogeno bianco | Estrarre l'idrogeno naturale dal sottosuolo
Tra le diverse tipologie di idrogeno, quella bianca è probabilmente una delle più affascinanti perché non nasce necessariamente all’interno di una fabbrica. L’idrogeno bianco, chiamato anche idrogeno naturale o geologico, è infatti presente naturalmente nel sottosuolo terrestre.
In altre parole, invece di produrre H2 trasformando gas naturale, carbone o acqua, in questo caso l'obiettivo è estrarre un gas che la Terra ha già prodotto.
L’interesse scientifico e industriale verso questa risorsa è aumentato negli ultimi anni, anche grazie alla scoperta di concentrazioni significative in alcune aree del mondo. L’US Geological Survey considera oggi l’idrogeno geologico una possibile nuova risorsa energetica a basse emissioni, anche se l’esplorazione si trova ancora in una fase iniziale.
Come si forma l’idrogeno naturale
L’idrogeno geologico può essere generato attraverso diversi processi naturali.
Uno dei più importanti è la serpentinizzazione, una reazione che può avvenire quando l’acqua entra in contatto con determinate rocce ricche di ferro. Durante queste reazioni, l’acqua viene modificata chimicamente e può essere prodotto idrogeno.
Un altro meccanismo è la radiolisi dell’acqua, nella quale la radioattività naturale presente nelle rocce contribuisce alla separazione delle molecole d’acqua e alla formazione di idrogeno.
Il gas può successivamente migrare attraverso le rocce e, in determinate condizioni geologiche, accumularsi in strutture sotterranee. Questo rende l'esplorazione dell’idrogeno naturale concettualmente simile a quella del petrolio e del gas naturale, anche se i comportamenti geologici dell’H2 sono differenti.
L’USGS evidenzia infatti che l’idrogeno è molto mobile e reattivo e che questi aspetti possono influenzare la sua permanenza nel sottosuolo.

Una risorsa enorme, ma ancora tutta da dimostrare
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la possibile quantità di idrogeno presente nel sottosuolo.
Alcune stime scientifiche suggeriscono che la crosta terrestre potrebbe contenere quantità molto elevate di idrogeno geologico. Tuttavia, questo non significa automaticamente che tali risorse siano sfruttabili.
Una parte potrebbe trovarsi troppo in profondità, in mare aperto, in concentrazioni troppo basse oppure in condizioni che rendono economicamente impraticabile l’estrazione.
Questo è il principale punto interrogativo dell’idrogeno bianco.
L'estrazione di un giacimento naturale di H2 potrebbe potenzialmente avere un impatto ambientale inferiore rispetto alla produzione dell’idrogeno da combustibili fossili, perché non sarebbe necessario trasformare una materia prima ricca di carbonio.
Ma prima bisogna dimostrare che i giacimenti siano sufficientemente grandi, accessibili e capaci di garantire una produzione economicamente sostenibile nel tempo.
L’USGS ha pubblicato nel 2025 una prima mappatura della prospectivity dell’idrogeno geologico negli Stati Uniti, proprio per individuare le aree nelle quali potrebbero esistere le condizioni geologiche favorevoli alla formazione e all’accumulo del gas.
L’idrogeno bianco potrebbe quindi rappresentare una delle sorprese più interessanti della futura economia dell’H2. Ma, almeno per ora, è più corretto considerarlo una risorsa emergente da esplorare che una soluzione già pronta per sostituire le attuali produzioni industriali.
Tutti i colori dell'idrogeno
Se vuoi scoprire come si produce l'idrogeno puoi consultare il nostro articolo che elenca tutti i "colori" dell'idrogeno.


Se venissero confermati grandi giacimenti sotterranei, l’idrogeno bianco potrebbe diventare il vero “petrolio” della transizione energetica?

di
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

